Spazio musicale

Mar 8 • Prima Pagina, Sport e Cultura • 34 Views • Commenti disabilitati su Spazio musicale

All’Auditorio Molo Bruch e uno scintillante Scedrin

Anche se si tende a minimizzare, il «menu» della delinquenza è sempre più ricco: effrazioni, rapine, scippi, violenze, spaccio di droga, omicidi, stupri e anche prese di ostaggi, vedi quanto accaduto recentemente a Yverdon-les-Bains. Andiamo bene! Fatti che sempre più spesso occupano le cronache quotidiane e che vedono quali protagonisti i troppi energumeni d’importazione che generosamente ospitiamo. Agiscono sempre più spesso e con inconcepibile arroganza nei luoghi più disparati, sia nei centri sia nelle zone periferiche o discoste. Le statistiche indicano che la delinquenza in Svizzera sta pericolosamente aumentando. Il nostro sistema giudiziario è eccessivamente edulcorato: le condanne con la condizionale sono all’ordine del giorno, anche per certi reati odiosi, stupri e pedofilia, che andrebbero puniti con il pugno di ferro!

Gli agenti di polizia, le guardie di confine, i tutori dell’ordine insomma, ne sanno qualcosa e considerati gli effettivi – sui quali qualcuno vorrebbe pure lesinare – fanno quel che possono e sono comunque da elogiare. Ma attenzione! Sempre più spesso a rimetterci sono proprio loro, perché qualcuno ha deciso che il malvivente deve essere trattato con i guanti. Va tutelato, compreso, poiché «soffre di problemi psichici», attenuante che evita aldelinquente straniero l’espulsione dalla Svizzera. Un insopportabile leitmotiv! Qquindi, guai a reagire, anche se gli agenti vengono pesantemente e volutamente provocati!

Poi, bisogna anche considerare che noti geniali talenti di nostra conoscenza, adepti del politicamente corretto, non vogliono assolutamente disdire il trattato di Schengen, che dovrebbe, citiamo: «agevolare i viaggi turistici, di visita o d’affari». Già, ma certamente non favorire l’entrata di un sempre maggior numero di criminali, perché i controlli lasciano oramai a desiderare! E nessuno si azzardi a parlare di espulsioni! La CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) non lo permette e l’UE potrebbe metterci in castigo. Signor CF Jans, ci permetta una domanda: dovremo forse tenerci anche il somalo che bighellonava libero, malgrado fosse in attesa di giudizio per gravi atti di aggressione? Chissà, forse le sarà sfuggito che venerdì scorso, questo recidivo delinquente, ha ammazzato a coltellate un cinquantenne di Chiasso!

La gente onesta comincia a innervosirsi. L’eccessivo dosaggio di tolleranza farmaco che deve essere somministrato seguendo rigorosamente la posologia può portare all’esasperazione con esiti che vi lasciamo immaginare. C’è inoltre un’aggravante, il modus operandi che deve preoccupare: il sempre più frequente uso di armi da fuoco e bianche. Se poi ti entrano in casa e reagisci, può costarti caro, soprattutto se a rimetterci è il malvivente. La legge sulla famosa proporzionalità in fatto di legittima difesa non è certamente favorevole al cittadino onesto. Ovvero, oltre al danno anche la beffa!

A complicare il tutto c’è poi da considerare quella che possiamo definire la moda imperante, quella che fa tendenza e dettata, come sappiamo, da buonisti e garantisti:il sindacato dei diritti che misconosce i doveri, quelli per intenderci, che impongono il vivere civile! In quanto al motto «Dura lex sed lex», dopo aver letto di certe sentenze, sulla «durezza» nutriamoparecchi dubbi!

Intanto le nostre carceri «all inclusive» e dotate di ogni comfort, sono strapiene: il 71,4% dei detenuti è d’origine straniera! Un recluso, al contribuente costa oltre trecento franchi al giorno. Poi bisogna computare le parcelle di strizzacervelli e legulei, sempre pagati dal buon Pantalone, vedi il famoso caso «Carlos». E che dire delle aliquote? Citiamo: «Con la revisione del Codice penale svizzero, entrata in vigore il primo gennaio 2007, sono stati introdotti due nuovi tipi di sanzioni: la pena pecuniaria e il lavoro di pubblica utilità. La prima, che si esprime in aliquote giornaliere, è stata la sanzione principale inflitta nel 2008 nei confronti di adulti (86% dei casi delle 91’271 condanne emesse). Inoltre, nella maggioranza dei casi, la pena pecuniaria è stata sospesa condizionalmente e associata a una multa» (fdc) Domanda: se il delinquente di turno – soprattutto se straniero – si dichiara nullatenente, chi sarà chiamato alla cassa? Abbiamo seminato buonismo e tolleranza in maniera industriale e il raccolto si sta rivelando tossico e dannoso alla salute.

Sarà quindi opportuno tenere presente il monito del filosofo Karl Popper: «La tolleranza, al pari della libertà, non può essere illimitata, altrimenti si autodistrugge.»

Sarà quindi opportuno procedere a un forte giro di vite, sempre che si possa trovare il giravite adatto, purtroppo non ancora reperibile sul mercato!

Concerto d’arpa a Mendrisio

L’arpa viene generalmente considerata uno strumento capace di dar vita a una fine e gentile eleganza, talvolta con un tocco di mistero che sembra venire da un altro mondo. In tale funzione la troviamo, ad esempio, nell’«andante» che precede il passo a due del secondo atto tra Odette e il Principe nel «Lago dei cigni» di Cajkovskij: qui domina il campo con ampi arpeggi ascendenti e discendenti intercalati da brevissime fanfare dei legni e conclude con una cadenza assai sviluppata. Benché sia conosciuta e apprezzata soprattutto in passaggi o scene come questa, sbaglierebbe però chi la considerasse incapace di affermarsi in altri ambiti. Ne ha dato una prova convincente l’arpista Floraleda Sacchi nel concerto dell’11 febbraio a Mendrisio per Musica nel Mendrisiotto. La Sacchi, che è pure compositrice, si è fatta un nome vincendo numerosi premi, suonando in alcune delle più famose sale del mondo ed effettuando registrazioni. Il suo concerto a Mendrisio ha preso avvio con una versione in la minore del primo preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach che ha immediatamente rivelato, oltre alle particolarità dello strumento, la personalità dell’interprete: questa ha rispettato la partitura originale, comprese le indicazioni dinamiche che trovo sull’edizione curata da Bruno Mugellini, ma le ha conferito anche un volto nuovo, togliendole quel che di meccanico che appare spesso nelle esecuzioni sul clavicembalo o sul pianoforte, alleggerendo il gorgogliare delle semicrome e dando largo respiro alle note gravi. Hanno fatto seguito diverse composizioni di Sakamoto, Bach/Saint-Saëns, Johannsson, Albeniz e Hasselmanns, unitamente a un lavoro, fuori programma, della Sacchi stessa. Così gli ascoltatori hanno potuto conoscere, almeno in gran parte, l’estesa gamma delle risorse possedute dall’arpa. Sono, oltre a quelle di cui ho già detto: creazione di sottili atmosfere, elegia, cantabilità delle melodie, densità dei sentimenti, passionalità, contrasti, drammaticità e altre insospettate possibilità. Pubblico numeroso, al punto che per accogliere tutti si sono dovute portare in sala sedie supplementari. Vivissimo successo.

Prima di chiudere l’articolo mi piace ricordare che fino ad alcuni decenni fa alla Scala esisteva l’uso di far sentire durante gli intervalli, dalla fossa dell’orchestra, alcuni rintocchi di un’arpista, portando uno sfondo musicale di eleganza e raffinatezza a un pubblico che allora considerava suo dovere presentarsi in teatro a sua volta con una certa eleganza e raffinatezza; cose tramontate, purtroppo.

Carlo Rezzonico

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