Sovvenzioni per incrementare il pensiero unico? NO!

Feb 4 • L'opinione, Prima Pagina • 163 Views • Commenti disabilitati su Sovvenzioni per incrementare il pensiero unico? NO!

Un vecchio quanto saggio detto popolare recita: «Ul padron al cumanda e ul caval al trota». Sinceramente, sull’indipendenza di certe note testate nutriamo parecchi dubbi. Infatti, basta sfogliarne le pagine – oppure ascoltare e guardare trasmissioni radiotelevisive –  e se ancora sei in grado di cogitare con il tuo cervello, sempre che non sia andato in pappa, t’accorgi che l’indipendenza, la pluralità delle opinioni, sono oramai da considerarsi un optional: forever mainstream!

Chi sponsorizza comanda, ci mancherebbe! Quindi, illudersi che sussidiando la stampa a suon di milioni, venga garantita la pluralità d’opinioni, è una pia illusione. L’indottrinamento è quotidiano, martellante e strisciante come una serpe che morde secernendo veleno, quello che poi t’induce a credere che quello che leggi o ascolti è la verità assoluta, un dogma che non ti permette di avere dubbi, e sul quale non si deve discutere; bisogna accettarlo e basta!

E così se ne leggono e se ne sentono di tutti i colori. Notizie edulcorate, interviste fatte sull’inginocchiatoio e con la lingua a penzoloni, a personaggi che contano – o credono ancora di contare – ma che in ogni caso bisogna assecondare in tutte le loro esternazioni, facendo capire che, comunque, tu sei dalla loro parte. Se non lo facessi, potresti cadere in disgrazia! Evviva l’indipendenza, la pluralità, l’obiettività.

Queste sono priorità che un giornalista, in ossequio alla deontologia professionale, dovrebbe sempre rispettare. Oggi accade raramente e prevale – per quanto concerne l’informazione – l’omologazione, la quasi totale mancanza di diversificazione della rappresentazione delle idee, siano esse a carattere politico, economico e sociale. Sì, il «pensiero unico» è un rischio, perché ci priva della facoltà di poter dialogare e di confrontarci; è una palese e programmata privazione della libertà a livello globale.

Questa «sponsorizzazione» è a dir poco sospetta, ci costa qualcosa come 150 milioni, che di questi tempi di certo non facili, potrebbero essere utilizzati in tutt’altro modo, di certo non per irretire lettori e ascoltatori, inducendoli a credere a tutto ciò che passa il convento mediatico!

Intanto, i guru che «menano il torrone» a favore di questo ennesimo regalo ai re Mida del regno mediatico, si stanno dando da fare. Lo fanno con grande impegno, sia sulla stampa scritta (indipendente?) sia attraverso quella diffusa via cavo che, in fatto di pluralità e malgrado l’esoso canone, proprio non ci siamo! Anzi, va sempre peggio, anche se ci si viene a raccontare di non percepire la deriva a sinistra. Come no, è solo frutto dell’ immaginazione! Scusate: ma ci siete o ci fate?

Personalmente, riteniamo questo sostegno milionario assolutamente non necessario, uno spreco di denaro pubblico, una massiccia dose di vitamine per rafforzare ulteriormente l’organismo del «Grande Fratello», ovvero quel politicamente corretto al servizio del pensiero unico, acerrimo nemico delle opinioni e quindi della democrazia.

 

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