Sistema sanitario quo vadis?

Ott 19 • L'opinione, Prima Pagina • 459 Views • Commenti disabilitati su Sistema sanitario quo vadis?

Dr. med. Milagros Burkhard-Garcia
Già medico pediatra presso l’Holy Child Hospital di Dumaguete City (Filippine)

Dossier LAMal

 Negli ultimi quattro numeri del nostro giornale abbiamo pubblicato una serie di articoli sul problema del sistema sanitario, rispettivamente dell’assicurazione-malattia in Svizzera. Ma non solo nel nostro paese il sistema sanitario costituisce un grave problema, in altri Stati va molto peggio. Per abbozzare, a titolo di confronto, la situazione in un paese totalmente differente rispetto al nostro, la Dr.ssa Mila Burkhard-Garcia ha scritto, per la nostra serie, un articolo sul sistema vigente nelle Filippine, dove ha lavorato come medico fino al 1977 e con cui ancora oggi, dalla Svizzera, mantiene buoni contatti nell’ambito medico.

Il sistema sanitario nelle Filippine

Per capire il sistema sanitario vigente oggi nelle Filippine, occorrono dapprima alcune spiegazioni introduttive su questo affascinante, ma tanto diverso paese dell’Estremo oriente:

    • Geografia/Popolazione: Con 7’107 isole, le Filippine sono il secondo arcipelago più grande al mondo, suddiviso nei tre gruppi di isole Luzon (con capitale Manila), Visayas e Mindanao. Ci sono 80 province (comparabili ai nostri cantoni), 138 città e circa 1’500 villaggi. Nel 2018, la popolazione ammontava a circa 107 milioni, il 92% cristiani e il 6% musulmani. La povertà è e rimane grande. Il paese viene spesso colpito da catastrofi naturali (uragani, terremoti). Un altro problema è costituito dall’alto tasso di nascite, che rende difficile la lotta contro la miseria, specialmente nelle regioni rurali, come pure dalla diffusa criminalità e corruzione.
    • Storia: nella preistoria pochi indigeni quali pescatori e cacciatori (negritos), poi immigrazione da Indonesia e Malesia. Delle pratiche mediche rudimentali sono conosciute già a quel tempo, prima che l’arcipelago diventasse un dominio spagnolo (1561-1898). Sotto la Spagna, per la prima volta, le Filippine conoscono una specie di sistema sanitario; i monaci spagnoli abbinano le loro conoscenze mediche e farmaceutiche con le pratiche dei guaritori locali, e gli Spagnoli aprono la prima scuola di medicina e fondano i primi ospedali e farmacie. Nel 1898, gli Spagnoli perdono la guerra contro gli USA, i quali colonizzano il paese fino al 1945 e sviluppano l’assistenza medica. Nel 1946, le Filippine diventano indipendenti, registrando in seguito una grande crescita economica. Nell’era del dittatore Marcos (1965-1986), il paese va economicamente meno bene, ma una delle priorità dell’amministrazione Marcos è comunque il sistema sanitario: durante questo periodo, a Manila si costruiscono quattro ospedali specializzati, grazie a investitori stranieri; questi ospedali sono oggi ospedali di riferimento e universitari, e offrono sia servizi privati che pubblici; durante il periodo Marcos poi, i laureati in una facoltà di medicina sono obbligati a esercitare per sei mesi nelle zone più appartate. Dal 1986 al 1992 non succede granché. Solo fra il 2010 e il 2016, con la riforma sanitaria del presidente Aquino, vengono rinnovate e ampliate le infrastrutture sanitarie.

Il sistema delle cure sanitarie

Nel 2012, l’Organizzazione mondiale della salute OMS, definì il sistema sanitario filippino “frammentario e non sufficientemente sostenuto dal governo, mancante di incentivi per i prestatori di cure mediche, con un debole ammortizzatore sociale e un’elevata disuguaglianza”.

 

Secondo l’OMS, un sistema sanitario viene definito sulla base dei seguenti fattori:

  1. Gestione e conduzione statale
  2. Cure mediche effettivamente prestate
  3. Finanziamento delle cure mediche di base
  4. Personale medico
  5. Medicamenti e tecnologia medicinale
  6. Sistema d’informazione nel sistema sanitario

Qui di seguito spiegherò l’attuale sistema sanitario filippino nell’ottica di questi 6 criteri.

  1. Gestione e conduzione statale

Il ministero della sanità (Department of Health, DOH) è – analogamente al nostro Ufficio federale della sanità pubblica UFSP – l’autorità nazionale competente per la politica della salute e per i programmi, le norme d’attuazione e la sorveglianza delle cure mediche sia pubbliche, sia private. Il DOH opera a livello nazionale con rappresentanze nelle province, nei distretti, nelle città e nei villaggi. Ognuno di questi livelli è autorizzato a decidere autonomamente nel suo settore. La situazione della salute è caratterizzata da tre carichi di malattia: I. malattie trasmissibili come diarrea infettiva, polmonite, HIV/AIDS, tubercolosi, comprese carenze alimentari e disturbi della gravidanza e neonatali; II. malattie non trasmissibili come pressione alta, diabete e tumori; III. malattie del benessere, compresi problemi psichici e abuso di stupefacenti.

     2. Cure mediche effettivamente prestate

 

L’assistenza sanitaria si basa sui princìpi del modello di sanità di stampo occidentale introdotto originariamente dagli Spagnoli e poi continuato dagli Americani. Questo sistema si sovrappone a precedenti modelli basati su un mix di terapie curative rudimentali, medicina erboristica, nonché a pratiche mistiche e ad altre cure tradizionali (guaritori!).

Questa assistenza si effettua su tre livelli:

    1. Assistenza primaria: perlopiù viene effettuata in centri medici comunali o distrettuali. Per i poveri e i meno abbienti è assicurata gratuitamente, copre però solo il minimo (iniezioni, informazione medica e alimentare, piani familiari e trattamento di malattie poco gravi e conseguenze di infortuni).
    2. Assistenza secondaria: questa assistenza è fornita da ospedali cittadini e provinciali (con servizi pubblici e privati) con cure ospedaliere ambulatoriali e stazionarie per brevi ma gravi patologie, analisi di laboratorio, cure specialistiche, pronto soccorso e urgenti problemi dentali.
    3. Assistenza terziaria: di regola, per pazienti stazionari ricoverati, dietro istruzioni di un medico operante a livello primario o secondario, in un ospedale terziario specializzato.

Questi tre livelli dell’assistenza sanitaria funzionano secondo i princìpi PUBBLICO, PRIVATO e UNIVERSALE (misto PUBBLICO-PRIVATO). All’assistenza sanitaria pubblica fanno soprattutto capo i poveri e i meno abbienti. Quella privata viene utilizzata da quel ca. 30% della popolazione che se lo può permettere.

I Filippini benestanti preferiscono l’assistenza sanitaria privata, perché assicura prestazioni di gran lunga migliori. I Filippini del ceto medio si ritengono soddisfatti con l’offerta dell’assistenza sanitaria pubblica, seppure qualitativamente inferiore. Le cure mediche negli ospedali privati sono perlopiù qualitativamente migliori, ma anche molto più care. Emerge che la maggior parte dei pazienti (sia nel pubblico che nel privato) paghi molte prestazioni di tasca propria, attingendo al proprio reddito e ai propri risparmi.

Continua nel prossimo numero

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