SÌ alla democrazia diretta – SÌ all’autodeterminazione

Ago 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 1478 Views • Commenti disabilitati su SÌ alla democrazia diretta – SÌ all’autodeterminazione

Discorso di Thomas Matter* all’assemblea dei delegati UDC del 25 agosto 2018

La posta in gioco del 25 novembre è enorme. Infatti, si tratterà della questione politica più importante per il nostro paese, ossia di sapere chi definisce il diritto che ci governa. In Svizzera non esiste da secoli – dal patto federale del 1291 – che una sola risposta a questa domanda: il popolo e i cantoni costituiscono il sovrano del nostro paese.

Dal 2012, tuttavia, il Tribunale federale pretende che la nostra Costituzione federale non sia il nostro bene giuridico supremo. Da quell’anno, i giudici di Losanna pongono per principio il diritto internazionale al di sopra della Costituzione svizzera. Il consigliere nazionale Kurt Furi ha addirittura osato affermare che la Costituzione federale sarebbe «secondaria». La nostra Costituzione sarebbe un diritto di seconda categoria! Quando un deputato politico spara tali idiozie, ai miei occhi è lui a non essere più nemmeno di terza categoria!

Le cittadine e i cittadini decidono in Svizzera

Se tale fosse effettivamente il caso, se eleggessimo solo qualche marionetta in più nel parlamento federale, se non avessimo più il diritto di decidere delle questioni concrete che ci concernono, alloro potremmo davvero gettare nel secchio della spazzatura la nostra democrazia diretta e il nostro diritto di voto. Ma noi, Svizzere e Svizzeri del paese di Guglielmo Tell, continuiamo a rifiutarci di salutare il cappello del balivo Gessler!

Il diritto, unico al mondo, di partecipazione politica delle cittadine e dei cittadini svizzeri è all’origine di una storia di successo senza uguali. È a lui che dobbiamo la nostra autodeterminazione, la nostra libertà e la nostra indipendenza, la nostra neutralità armata, il lungo periodo di pace nel quale stiamo vivendo, la nostra prosperità e la qualità della nostra vita. Ed è proprio questa democrazia diretta – unica al mondo e in tutto il mondo invidiata – che certuni vogliono eliminare, liquidare, gettare alle ortiche.

Noi non vogliamo né giudici stranieri, né un diritto impostoci dall’estero

La votazione popolare del 25 novembre non concerne né i diritti dell’uomo, né la certezza del diritto. Non si tratta di un dibattito accademico fra saggi, né di temi giuridici teorici. La domanda cui dobbiamo rispondere è la seguente: vogliamo conservare la nostra democrazia diretta e conservare il nostro diritto di voto oppure vogliamo che lo straniero decida al nostro posto?

È la Costituzione federale il nostro diritto supremo? O accettiamo che il diritto internazionale pubblico infranga le regole che ci siamo date? Non dimentichiamo: la nostra Costituzione federale è l’ultimo bastione contro un’insidiosa adesione all’UE! La nostra casa Svizzera è in pericolo. Alcuni vogliono trasformarla da cima a fondo, ossia demolirla per invertirne l’ordine. Io non sono un giurista, non sono nemmeno un universitario, ma ho capito che questa votazione era così importante che mi sono messo volentieri a disposizione di UDC Svizzera per assumere la guida della campagna di voto

La democrazia diretta, chiave del nostro successo

Perché i nostri avversari politici s’impegnano con tanta caparbietà contro l’iniziativa UDC per l’autodeterminazione? Perché vogliono sopprimere la democrazia diretta? Ci sono dei motivi economici? Certamente no, perché la democrazia diretta è la principale causa della nostra straordinaria prosperità. È per preservare la certezza del diritto? No, perché questa è esemplare a livello mondiale grazie alla democrazia diretta. La Svizzera ha sempre pagato le sue fatture senza ritardi, È a causa dei diritti dell’uomo? Nessun’altra Costituzione sancisce dei diritti umanitari tanto ampi quanto la “Magna charta” della Svizzera. La nostra Costituzione garantiva già i diritti dell’uomo in un’epoca nella quale questa nozione era praticamente sconosciuta in quasi tutti gli atri paesi. È vero che, in caso d’accettazione dell’iniziativa, la Svizzera sarebbe costretta a rescindere oltre 600 accordi internazionali? Grande menzogna! Se tale fosse il caso, questi accordi violerebbero già oggi la nostra Costituzione federale. Il Consiglio federale e il parlamento hanno prestato giuramento sulla Costituzione federale. Approvando questi 600 accordi presunti contrari alla nostra Costituzione, essi si sarebbero resi 600 volte colpevoli di spergiuro e dovrebbero essere messi in prigione.

Vi dirò perché i nostri avversari politici combattono così fanaticamente la nostra iniziativa per l’autodeterminazione: perché è più facile e comodo per i politici, i funzionari e i diplomatici, governare il paese senza la partecipazione del popolo. Perché il loro obiettivo è anche quello d’indebolire a qualunque costo l’UDC affinché perda le prossime elezioni, lasciando così aperta la via all’assoggettamento della Svizzera all’UE tramite l’accordo-quadro che sarebbe meglio chiamare trattato di sottomissione. Ecco le vere ragioni!

Bisogna smettere di privare i cittadini del loro potere

Nel diritto internazionale pubblico, i giudici e i politici hanno trovato un buon mezzo per privare il popolo svizzero del suo potere politico.

  • Hanno rifiutato di applicare l’iniziativa per l’internamento a vita con il pretesto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
  • Hanno rifiutato di applicare l’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali con il pretesto dell’accordo di libera circolazione delle persone stipulato con l’UE.
  • Questo stesso accordo è loro servito da pretesto per rifiutare di applicare l’iniziativa contro l’immigrazione di massa.

I nostri avversari politici sono gli affossatori della democrazia diretta. Dobbiamo ricordarlo con insistenza da oggi al 25 novembre alla popolazione, alle nostre famiglie, ai nostri colleghi di lavoro, ai nostri amici e conoscenti, ai membri delle società di cui facciamo parte. Spiegatelo chiaramente: «C’è in gioco la nostra democrazia diretta! Si tratta del tuo diritto di voto, non ha importanza che tu sia di destra o di sinistra.» Dovete porre le domande seguenti

  • Volete che alla Svizzera sia proibito espellere dei criminali stranieri pericolosi?
  • Volete che lo straniero decida i nostri tassi d’imposizione fiscale?
  • Volete che lo straniero decida in merito alle nostre armi militari?
  • Volete che lo straniero ci proibisca il denaro liquido?
  • Volete che la Svizzera introduca la cittadinanza europea, accordando così la totale libertà d’insediamento sul suo territorio a tutti i cittadini UE, compreso l’accesso completo alle nostre assicurazioni sociali, anche se non hanno un impiego in Svizzera?
  • Volete che noi cittadini siamo privati dei nostri diritti politici nei nostri comuni e nei nostri cantoni

Il deficit democratico del diritto internazionale

La verità è che Bruxelles e altre organizzazioni internazionali vogliono toglierci la nostra democrazia diretta. Non lasciatevi ingannare! Non confondete il diritto internazionale, dunque il cosiddetto diritto dei popoli, con i diritti del popolo, quindi i diritti democratici! Questi due concetti significano l’esatto contrario. Il diritto internazionale pubblico, il cosiddetto diritto dei popoli, è definito da alcuni funzionari, esperti e professori, ma in nessun caso dai popoli. Il diritto internazionale non dispone di alcuna legittimità democratica. È quasi impossibile modificare in seguito un accordo con 27 o 150 paesi.

Come capo della campagna di voto nazionale devo tuttavia annunciarvi che stiamo andando ad affrontare la battaglia di Davide contro Golia. Le associazioni economiche investiranno milioni di franchi per combattere l’iniziativa per l’autodeterminazione. Noi disponiamo però dei migliori argomenti da contrapporre a questa profusione di denaro e di materiale propagandistico: sappiamo di avere ragione e ci impegneremo con convinzione.

Ne sono certo: noi cittadine e cittadini abbiamo la forza per salvaguardare la Svizzera – nonostante la maggioranza dei politici della Berna federale, che è pronta a svendere la nostra patria e ad affossare la democrazia diretta.

Battiamoci perciò fino alla fine per un SÌ all’iniziativa per l’autodeterminazione!

*Consigliere nazionale UDC , membro della direzione del partito

 

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