SÌ al modello di successo economico Svizzera – SÌ all’autodeterminazione

Ago 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 1367 Views • Commenti disabilitati su SÌ al modello di successo economico Svizzera – SÌ all’autodeterminazione

Discorso di Magdalena Martullo-Blocher* all’assemblea dei delegati UDC del 25.08.2018

I deputati politici della Berna federale e i burocrati delle associazioni economiche agiscono come se noi Svizzere e Svizzeri non fossimo capaci di condurre una politica economica efficace. Nei dibattiti politici, questi ambienti osano addirittura tacciare il popolo di «bambini immaturi che conducono il paese su un campo minato». A loro avviso, abbiamo assolutamente bisogno delle organizzazioni internazionali per dettarci ciò che dobbiamo o non dobbiamo fare!

 

Cari membri dell’UDC, è vero il contrario! È al suo popolo e alla sua democrazia diretta che la Svizzera deve la sua grande prosperità e i suoi numerosi posti di lavoro! La Svizzera fa parte oggi dei paesi più innovativi ed economicamente più performanti al mondo. La Svizzera registra la prosperità più elevata, un tasso di disoccupazione molto basso, una previdenza-vecchiaia efficace, l’indebitamento più basso e, di conseguenza, siamo anche i cittadini più felici del mondo. L’autodeterminazione rende davvero felici!

Le nostre condizioni-quadro economiche sono nettamente migliori di quelle degli altri paesi. Il canton Zugo, nel quale ci troviamo, dimostra perfettamente questo assunto, con le sue circa 32’000 imprese e più di 100’000 impieghi.

Di tanto in tanto, dei miei clienti stranieri mi chiedono perché la Svizzera sta così bene. La Svizzera deve avere un governo molto efficace, suppongono. Ogni volta, rispondo loro che non è vero, che il nostro governo e il nostro parlamento composto da politici di milizia sono addirittura peggio dei governi e parlamento stranieri. Ma la grande differenza è che i politici svizzeri non hanno molta voce in capitolo. In Svizzera è il popolo che decide!

Immaginatevi un istante che le condizioni-quadro economiche del canton Zugo fossero stabilite da Berna o da Bruxelles. Quante imprese sarebbero insediate in questo bel cantone?

Nessuno, né i burocrati, né le organizzazioni internazionali, e ancora meno dei giudici, devono ordinarci che cosa dobbiamo o non dobbiamo fare! Noi vogliamo e possiamo prendere in mano il nostro futuro e assumere la responsabilità delle nostre decisioni. Viviamo da oltre 150 anni in un regime di democrazia diretta e abbiamo ampiamente dimostrato che il sovrano popolare è capace di decidere con saggezza, circospezione e a lungo termine. I successi economici e sociali di questa «politica economica popolare» confermano totalmente l’efficacia della democrazia diretta. Ed è proprio questa stabilità che le imprese apprezzano.

Il popolo svizzero ha dimostrato a più riprese di essere pronto ad accettare degli accordi internazionali. Noi Svizzeri e, soprattutto, noi membri dell’UDC, non siamo mai stati degli «isolazionisti», al contrario, commerciamo con il mondo intero.

La Svizzera è un’economia attrattiva per i nostri partner commerciali. No perché si allinea, bensì perché vuole essere differente: innovativa, performante e affidabile!

Il popolo svizzero è sempre stato aperto ai bisogni dell’economia. Noi Svizzeri siamo abituati a soppesare attentamente gli interessi prima di ogni votazione: che cosa ci porta una nuova normativa, un nuovo contratto? Non vogliamo accettare automaticamente tutte le nuove regolamentazioni inventate dall’UE, dall’OCSE, dall’ONU o dalle corti di giustizia internazionali. E se firmiamo un contratto, vogliamo anche poterlo modificare, o addirittura rescindere, se ciò ci sembra necessario. Come è il caso di un contratto di matrimonio o commerciale.

Un piccolo paese come il nostro può sopravvivere economicamente solo se offre delle condizioni-quadro migliori di quelle dei grandi paesi. Delle buone relazioni con tutti i paesi, delle soluzioni semplici e decentralizzate, imposte e tasse moderate e un’applicazione pragmatica delle regole, ecco la chiave del nostro successo. La forza di un’economia nazionale non poggia sull’applicazione di regole straniere, bensì molto di più su delle condizioni-quadro migliori e affidabili. Se la Svizzera riprendesse sempre e dappertutto delle regolamentazioni internazionali, non sarebbe più migliore dei suoi concorrenti, sarebbe solo e semplicemente più cara.

No, la nostra economia non ha bisogno di norme straniere. Non vogliamo delle imposte più onerose, una burocrazia più soffocante, delle regolamentazioni centralizzatrici, un mercato del lavoro totalmente regolato, degli oneri sociali più elevati, eccetera, eccetera. La nostra democrazia diretta, le nostre soluzioni originali e la nostra indipendenza hanno dato prova della loro efficacia. E vogliamo conservarle.

L’iniziativa per l’autodeterminazione veglia a che la nostra Costituzione e, con essa, le decisioni prese dal popolo siano prioritarie rispetto agli accordi internazionali. Essa contribuisce alla capacità d’innovare e alla competitività delle nostre aziende. Essa permette alla Svizzera di adeguare, rinegoziare e, se necessario, anche di rescindere degli accordi internazionali. Essa fa sì che la Svizzera possa scegliere lei stessa i suoi partner commerciali e restare flessibile in ogni situazione. Essa dà ai cantoni la libertà di decidere e salvaguardare la concorrenza fiscale. Essa garantisce che il popolo svizzero possa di nuovo decidere la politica del suo paese. Essa salvaguarda la democrazia diretta, la nostra libertà e la nostra indipendenza.

 

Ecco perché diciamo SÌ al modello economico di successo della Svizzera, SÌ alla democrazia diretta, SÌ all’autodeterminazione!

 

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