Rafforzare la via bilaterale – NO all’integrazione della Svizzera nell’UE!

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Assemblea dei delegati nazionali UDC a Wettingen del 20.08.2016 – Discorso di Roger Köppel, Consigliere nazionale, Küsnacht (ZH)

 

Signor Presidente, Signor Consigliere federale, egregio Ambasciatore de Watteville, caro collega Guldimann, gentili Signore, egregi Signori! Cari amici!

 

Lasciatemi dapprima chiarire inequivocabilmente una cosa:

La Svizzera non potrà, né dovrà, né vorrà mai sottomettersi all’Unione europea!

 

La Svizzera non aderirà all’UE, e nemmeno sottoscriverà un cosiddetto accordo-quadro che la legherebbe unilateralmente all’UE, sottomettendola al diritto europeo e a giudici europei!

 

Noi non accetteremo questa perdita di sovranità, di diritti popolari e di libertà!

 

Signore e Signori:

 

Qual è il compito più importante in politica?

 

Il compito più importante della politica è far sì che le cose vadano bene anche in futuro per il proprio paese. 

 

Per far sì che le cose vadano bene anche in futuro per il proprio paese, bisogna dapprima capire perché il proprio paese sta bene oggi.  

 

Alla Svizzera le cose vanno bene perché è indipendente, perché è libera, perché ha una forma di Stato che mette al centro gli interessi della gente che vi vive. Libertà per i cittadini!

 

Questa è l’essenza della nostra autodeterminazione e indipendenza: in Svizzera decidete voi, Signore e Signori, decidiamo noi, decidono i diretti interessati su ciò che li riguarda.

 

Per questo la Svizzera sta meglio. Perché non ci lasciamo comandare dall’esterno ciò che dobbiamo fare, ma perché da secoli cerchiamo le soluzioni politiche fatte il più possibile su misura per il nostro piccolo e meraviglioso paese. 

 

Questa autodeterminazione non ha assolutamente nulla a che vedere con l’isolamento, come affermano e predicano sempre i nostri avversari; al contrario, questa indipendenza, questa libertà, questa flessibilità sono state e sono tuttora il presupposto della nostra apertura al mondo alla quale, quale paese povero di risorse, siamo sempre stati obbligati dalla natura!

 

La Svizzera non è mai stata un’incongrua stranezza sulla carta geografica. Naturalmente abbiamo sempre collaborato e stipulato accordi con il maggior numero possibile di Stati. 

 

Ma l’effetto finale della nostra politica federale è sempre stato quello di aumentare con gli accordi il margine di manovra, la libertà e, appunto, l’indipendenza della Svizzera. Questa era una volta l’efficace ricetta della nostra diplomazia. 

 

Oggi, invece, quale stupito novellino della politica a Berna, osservo che i nostri consiglieri federali e diplomatici fanno l’esatto contrario. Stipulano accordi internazionali non per aumentare la libertà della Svizzera, bensì per abolirla un pezzo alla volta.  

 

Per esempio con questo infelice accordo-quadro, con questa riscaldata nuova versione dello SEE che abbiamo già rifiutato una volta il 6 dicembre 1992. Vedete anche voi quanto l’élite di Berna sia avulsa dalla realtà: come si può anche solo pensare di far cadere una scaltra volpe due volte nella stessa trappola? Dopo che già la prima volta non ha funzionato?

 

È vero: a Berna si fa di tutto pur di non irritare l’UE, ma troppo poco per difendere gli interessi svizzeri.

 

Il nostro ministro dello sport Guy Parmelin, quale esperto, sarà d’accordo con me: se inchinarsi, arrendersi e lasciarsi influenzare fossero discipline olimpiche, il nostro Dipartimento degli affari esteri starebbe oggi nei primi posti del medagliere!

 

Solo un esempio attuale: un consigliere che non desidera essere nominato, chiamiamolo semplicemente Didier Burkhalter, ha detto, pieno di paura dopo il Brexit che adesso sarebbe assolutamente sbagliato applicare l’iniziativa contro l’immigrazione di massa o interrompere le trattative su un accordo-quadro. Non bisogna assolutamente provocare una tigre ferita!  

 

Signore e Signori: il Consiglio federale ha dopotutto ammesso che l’UE è stata ferita. In effetti, io penso, alla luce dell’attuale Unione scossa dalle crisi, che non si tratta di una tigre ferita, bensì piuttosto di un gatto indebolito dall’età, ma quando si sottostima sé stessi al livello di un topo, non sorprende che si abbia ancora sempre paura!  

 

Lo so, Signore e Signori, a Berna mi si dice ogni volta: “Sì, signor Köppel, lei ha ragione. Sarebbe bellissimo se potessimo mantenere la nostra indipendenza e autodeterminazione, ma siamo troppo piccoli e deboli, otto milioni di Svizzeri contro 500 milioni di Europei – dobbiamo in qualche modo ormeggiarci istituzionalmente, tramite un accordo-quadro, alla grande nave-madre di Bruxelles, un “Alleingang” sarebbe troppo pericoloso”.

 

Signore e Signori, c’è una sola risposta a questo: “Il suicidio per paura di morire non è mai stato una buona strategia”.

 

È chiaro, il cammino della Svizzera può essere talvolta solitario e faticoso, ed è altrettanto chiaro che questa solitudine è quasi insopportabile per i mediocri, per chi è pronto ad adeguarsi e a piegarsi!   

 

Guardiamoci da tali politici pseudo-lungimiranti, pronti a sacrificare i nostri diritti popolari, la nostra libertà e il nostro benessere sull’altare della loro quasi religiosa fede nella redenzione europea.  

 

La Svizzera non ha si è battuta per 700 anni contro giudici stranieri per poi arrendersi al diritto e ai giudici stranieri tramite un “accordo-quadro”.

 

Perché una cosa la sappiamo già sin d’ora: come sempre, con questo accordo di annessione, negoziato dal nostro ministro dell’annessione Didier Burkhalter e dal suo massimo diplomatico dell’annessione Jacques de Watteville, la Svizzera dovrà pagare, pagare e ancora pagare. Parecchi miliardi quali contributi al club, contributi di coesione, contributi di transizione, contributi di solidarietà, contributi di consolidamento bancario e contributi per il salvataggio della Grecia. 

 

L’Unione europea, Signore e Signori, è una gigantesca latteria con lo scopo di mungere la brava mucca svizzera!

 

Ma guardateli questi pluridecorati funzionari fino al midollo, questi Junckers e Schultz o come altro si chiamano. La burocrazia di Bruxelles è un gigante – nel quale governano dei nani – dal quale non dobbiamo e non dovremo mai lasciarci intimidire (questi carrieristi si sono degradati proprio con la loro ascesa).

 

No, davvero, parlo seriamente: i più sporchi sono i politici che ne sanno una più del diavolo.

 

Ma adesso devo smetterla di criticare l’UE. È una mancanza di stile. Non si tirano sassi a un’ambulanza sulla strada per arrivare alle cure intense.

 

Arrivo alla conclusione, cari amici: la Svizzera è libera, indipendente e autodeterminata, altrimenti non è più la Svizzera.

 

Naturalmente, laddove sia sensato e ci sia un reciproco interesse, vogliamo negoziare a parità di diritti degli accordi, che si possano poi però anche disdire senza essere puniti o discriminati. Naturalmente vogliamo collaborare e fare affari con l’UE, ma non la vogliamo sposare.

 

Questa è la sperimentata via bilaterale. Questa è la via per la quale l’UDC si batte con piena convinzione.

 

Signore e Signori, state in guardia: ciò cui il Consiglio federale mira con il suo accordo d’integrazione e sottomissione non è, come viene sempre affermato, il rafforzamento e il miglioramento della via bilaterale; al contrario, è la distruzione della via bilaterale, perché questo “accordo-quadro” sottomette la Svizzera al diritto europeo e a giudici europei. Ciò non è bilaterale, non è nemmeno liberale, è solo fatale!  

 

E se non mi crede, signor de Watteville, un uomo ben più insospettabile e più intelligente di me, lo scrittore tedesco Friedrich Schiller – che, da ciò che mi è dato di sapere, non era neppure un membro dell’UDC – ha scritto già oltre 200 anni fa una cosa sempre ancora valida per ciò che riguarda l’accordo-quadro con l’UE:  “Cosi chi vuol stringer per sempre un nodo, ben pensi in pria. Il piacer è un momento, ma lungo è il pentimento!”.

Signore e Signori, i fautori dell’integrazione nell’UE hanno sì i pieni poteri di governo, parlamento, amministrazione, media, intellettuali, chiese e professori. Ma noi abbiamo la profonda convinzione, l’appassionato impegno e la volontà di battersi della nostra gente. Quest’ultima e noi tutti ci impegneremo per la giusta causa, e lo faremo in prima linea. È stupendo poter combattere assieme in un tale partito.

 

Vi ringrazio!

 

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