Quando lo Stato paterno diventa Stato-«paparino»

Mag 13 • L'opinione, Prima Pagina • 148 Views • Commenti disabilitati su Quando lo Stato paterno diventa Stato-«paparino»

Dal «Nebelspalter» del 6.05.2022, un articolo di Gottlieb F. Höpli

Gottlieb F. Höpli

Anche nel progressista canton Zurigo, solo un terzo di tutti i padri si è registrato per il nuovo congedo di paternità di due settimane. Eppure, qui si sta già votando su un congedo parentale di 18 settimane ciascuno – lo Stato paterno non sembra diventare abbastanza velocemente Stato-«paparino».

Essere padre è apparentemente possibile per i papà di oggi solo se lo Stato fornisce loro condizioni sufficientemente attrattive per farlo. Solo allora, si è convinti nella sinistra umanitaria e sicura di avere la chiave di una prosperità felice, si può considerare di prendersi la responsabilità di una famiglia. Come mai la Svizzera non si è estinta prima dell’introduzione del congedo di paternità?

Forse ciò ha a che vedere con il fatto che anche per gli uomini con una settimana lavorativa di 40 ore, la settimana di ore ne ha 168 e quindi, teoricamente, la partecipazione maschile alla cura dei bambini piccoli era già possibile anche prima. Alcuni uomini l’hanno fatto, altri no. Fasciare i bambini, cullarli per farli dormire e alzarsi quando piangevano – questo non era e non è principalmente una questione di tempo disponibile. È una questione di atteggiamento. E questo non è necessariamente proporzionale al tempo libero dal lavoro.

Pacchetto regalo invece di responsabilità individuale

Questo è l’atteggiamento – una volta veniva definito semplicemente «assunzione di responsabilità» – che dovrebbe essere preso dall’uomo di oggi. Invece, solo quando un pacchetto regalo con la scritta «Daddy Time» viene messo ai suoi piedi, comincia ad assumersi la responsabilità di se stesso e della sua famiglia, secondo questa nuova visione statalista dell’uomo. Più tempo gli viene dato per questo, meglio è per la giovane famiglia. Ma è davvero così?

Non può dipendere solo dal tempo a disposizione. Soprattutto non quando dei reazionari (come chi scrive) osano affermare che l’uomo moderno, anche se è completamente occupato, ha ancora 128 ore alla settimana per prendersi cura della sua giovane famiglia. Per di più – ahimé! – anche quattro, cinque o sei settimane di vacanze. Un fatto che anche i politici sociali borghesi non osano più menzionare. Perché, dopotutto, si suppone che le vacanze siano libere da doveri in modo che le persone possano «realizzarsi». Spesso in hobby che richiedono molto tempo e che fanno sudare (secondo il motto: sudare solo nel tempo libero). Ma la realizzazione di sé è possibile solo nel tempo libero e non nella vita familiare e negli obblighi sociali simili.

Pari opportunità, pari doveri

Certo, per offrire a tutti, uomini e donne, uguali opportunità di sviluppo nella vita, lo Stato e il legislatore devono rimuovere gli ostacoli discriminatori. Le donne dovrebbero avere pari diritti all’istruzione, nel mondo del lavoro e nella società. Per contro, di transenna, dovrebbero anche rinunciare a privilegi precedenti come l’età inferiore dell’AVS. Tuttavia, la maternità è un fenomeno biologico che per il momento non può essere distribuito equamente tra donne e uomini. Ecco perché le donne hanno potuto godere prima del congedo di maternità.

Tuttavia, questa situazione deve essere risolta al più presto: dopotutto, il sesso biologico non è più una priorità. Si chiede un congedo parentale di uguale durata, come richiesto dall’iniziativa del PS nel cantone di Zurigo, che sarà messa in votazione il 15 maggio.

Ma non è tutto: affinché la gioventù sia adeguatamente socializzata, anche i bambini piccoli dovrebbero essere curati ed educati dallo Stato il più presto possibile. Dagli asili nido alla scrittura di tesi di laurea sensibili al genere, per la politica educativa e sociale di sinistra c’è un vasto campo che può essere arato in molti modi. Perché è sempre importante non lasciare incustoditi l’essere umano e la sua coscienza, bensì plasmare piuttosto quest’ultima –  o, come si dice nella terminologia delle moderne scienze comportamentali, «frame» o «nudge» – ossia  indirizzare o spingere l’essere umano verso il giusto comportamento.

Lo Stato paterno di un tempo si è mutato in uno Stato-«paparino» che – a volte non richiesto, ma mai senza intenzione – distribuisce ogni tipo di regali sempre più generosamente. Ma non gode più del rispetto di una volta. Qualsiasi poliziotto, vigile del fuoco o paramedico può fornire testimonianze su questo.

 

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