Processioni storiche e deliri d’inclusione

Feb 23 • In terza, L'opinione, Prima Pagina • 51 Views • Commenti disabilitati su Processioni storiche e deliri d’inclusione

Ma quando ci sarà l’inclusione di noi Svizzeri? La domanda ci sorge spontanea, perché abbiamo l’impressione di essere ignorati! Certe ideologie e partiti politici si preoccupano esclusivamente di includere e vezzeggiare chi arriva dagli antipodi. Così faremo la fine dei «Mori» momò, che saranno estromessi dalle processioni storiche di Mendrisio in omaggio dell’ideologia woke; un’epidemia! Stiamo sinceramente toccando il fondo! Contagiato anche il Festival di San Remo, che dovrebbe proporre solo canzonette. Ma anche durante l’ultima edizione, fra canzoni lagnose, comparsate e altre amenità, ha fatto capolino la politica, farcita di politicamente corretto e pensiero unico. Uno stucchevole «G7 canoro». Insomma, la solita tiritera che non s’accontenta di tediare per quattro serate, ma continua anche nei giorni seguenti il festival, con TG che aprono parlando ancora delle scarpe di John Travolta e dei cantantucoli impegnati, che fra un latrato in playback e l’altro accusano Israele di strage, facendo finta di non ricordarsi di quanto combinato il sette ottobre 2023 da Hamas! Buffoni prezzolati, al servizio di un orientamento ideologico diventato insopportabile, perché ce lo ritroviamo in tutte le salse!   

L’essenziale è l’inclusione di tutti e di tutto a ogni costo. Per quanto ci riguarda, a preoccuparci non sono i fastidi grassi woke, ma piuttosto i giochetti sottobanco, il vergognoso pomiciare del CF con l’UE, che sicuramente ha un irrefrenabile desiderio: «includere» la Svizzera in quel pastrocchio inaffidabile!

Se Berna e i «sette nani» riusciranno nell’intento di confezionarci il «pacco», ci ritroveremo in braghe di tela e con le pezze sul lato «B». Di certo potremo scordarci la democrazia diretta e la certezza del diritto ma, in compenso, avremo giudici stranieri a dettar legge, e la perdita della nostra libertà e indipendenza! Saremo irrimediabilmente sottomessi al dispotismo di Bruxelles che subiamo già in maniera arrogante, figuriamoci dopo! Allora saremo sicuramente «inclusi», ma in un disastro geopolitico e dovremo anche se purtroppo lo siamo già schierarci e aderire, come qualcuno vorrebbe, alla NATO, con il rischio di essere poi chiamati a partecipare a conflitti. Chissà se la presidenta Amherd e il Comandante di corpo Süssli si rendono conto della possibile, quanto certa sciagura alla quale s’arrischia d’andare incontro? Purtroppo, abbiamo qualche dubbio, considerata la fregola inclusionista che si sta rivelando una pericolosa pandemia.

Cosa s’intende per «inclusione»? Citiamo: «In ambito sociale, essere inclusi significa soprattutto sentirsi accolti: appartenere a un gruppo di persone, a una società, godere pienamente di tutti i diritti (doveri quantité négligeable) e le opportunità che questa appartenenza comporta. L’inclusione, dunque, è radicalmente diversa sia dall’assimilazione sia dall’integrazione» (fdc) In fatto d’accoglienza non abbiamo nulla da imparare, semmai ci si dovrebbe dare una calmata e andarci piano con i «Willkommen». Hai voglia d’includere coloro che d’integrarsi non hanno la minima intenzione. Intanto, per non farci mancare nulla, siamo costretti a subire gli incivili comportamenti da parte dei potenziali delinquenti che ci stiamo portando in casa – autori di stupri, prese di ostaggi, omicidi, furti, spaccio, e risse oltre a costarci cifre oramai fuori controllo: ah già, ma per la 13a AVS non ci sono soldi! Inoltre, per non irritare l’UE, siamo costretti a tenerceli. Eppure, ci si accusa di razzismo! Sarebbe ora di piantarla: il troppo storpia e la pazienza si sta esaurendo!

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