Presidente della Confederazione, achtung!

Gen 13 • L'opinione, Prima Pagina • 1797 Views • Commenti disabilitati su Presidente della Confederazione, achtung!

Mauro Damiani Coordinatore ASNI Sezione Ticino

Mauro Damiani
Coordinatore ASNI Sezione Ticino

Il discorso del 1° gennaio della neo presidente della Confederazione ha mostrato ancora una volta come una certa politica se ne infischi della volontà popolare. A ciò va aggiunto che anche questa presidente della Confederazione tenta di modificare il concetto di democrazia diretta svilendone il vero significato, paragonandola all’esperienza vissuta recandosi al mercato sulla Piazza federale, quasi a voler dire che la si possa negoziare.  Affermare poi che, tra le caratteristiche della democrazia diretta, siano presenti concetti quali la familiarità e la vicinanza, è un chiaro quanto goffo tentativo di farla sembrare un atto di ordinaria amministrazione del quale si potrebbe anche fare a meno, visto che siamo tutti parte di una famiglia felice. La democrazia diretta, al contrario di quanto dice la neo-presidente, è invece spesso la dimostrazione di quanto siano lontana la politica dai cittadini; essa, infatti, rappresenta semmai l’espressione di concetti quali l’autodeterminazione e la responsabilità che i politici turbo europeisti vorrebbero annientare. La democrazia diretta è talmente importante per il Con(s)iglio federale, che la decisione democratica del 9 febbraio 2014 non viene difesa a spada tratta e viene messa in discussione addirittura dal super negoziatore Rossier, il quale dovrebbe lasciare immediatamente il suo posto a qualcuno maggiormente dotato di attributi. Continuare a insistere, a livelli logorroici, sull’apertura al mondo da parte della Svizzera, vuol proprio dire che il popolo è considerato meno di niente. D’altronde, se coloro che sono stati chiamati a difendere il nostro benessere, sono più occupati a inchinarsi alle richieste dell’anti-democratica Unione europea, qualche motivo nascosto deve esserci e sta a noi scoprire quale. L’abbiamo capito da tempo e le cifre lo confermano: la Svizzera è il paese più ospitale del mondo, quindi basta con questa storiella. La dimostrazione di come sia facile riempirsi la bocca di belle parole l’abbiamo quindi avuta anche stavolta. La battaglia è ancora lunga e la guardia deve restare alta.

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