Piccola intervista a Marco Chiesa

Set 6 • Dal Cantone, Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 296 Views • Commenti disabilitati su Piccola intervista a Marco Chiesa

Come è ormai risaputo, Marco Chiesa è stato eletto alla presidenza di UDC Svizzera per acclamazione dall’assemblea dei delegati nazionali tenutasi a Brugg (AG) lo scorso 22 agosto 2020. Una nomina prestigiosa a livello personale ma, di riflesso, anche per la sezione cantonale dell’UDC, la quale riceve con essa un’iniezione di credibilità e di apprezzamento da parte del partito nazionale che avrà positive ripercussioni anche a livello ticinese. Di parole ne sono state dette ormai tante, ma Il Paese non poteva ovviamente esimersi dal sottolineare questo felice avvenimento con una piccola intervista al neo-presidente.

I.P.: Signor Chiesa, caro Marco, innanzitutto complimenti per la brillante elezione. Si tratta di una funzione che – aggiunta ai numerosi doveri di Consigliere agli Stati – richiederà un impegno (quasi) totale di tempo per il partito. Come vedi la coesistenza di questo impegno con quelli non meno importanti della vita privata e  professionale? Ti resterà ancora un po’ di tempo da dedicare alla famiglia?

Ho messo in conto tutto questo impegno. E, evidentemente, ne ho discusso apertamente con la mia famiglia, che mi sempre sostenuto e lo farà anche in futuro. Il ruolo di Consigliere agli Stati assorbe però già ora moltissimo tempo ed è difficilmente compatibile con un’attività professionale di direttore di un centro intergenerazionale. Per questo motivo ho fondato con il collega e amico Piero Marchesi e un’altra brillante “socia”, una piccola società fiduciaria, la Ticiconsult.

I.P.: Consigliere nazionale, Consigliere agli Stati, e ora presidente dell’UDC nazionale. Mentre fino alla Tua elezione in Consiglio nazionale nel 2015 il Tuo iter politico rientrava, tutto sommato, in una tempistica normale (Consigliere comunale, Deputato in Gran Consiglio), nel 2019 e 2020, la Tua carriera politica ha avuto uno slancio a dir poco meteorico. Impegno, capacità personali, una buona stella (passavo di lì al momento giusto…), quanto e come valuti questi fattori ai fini del Tuo successo?

Come per tutte le cose che ci accadono nella vita è importante essere la persona giusta al posto giusto al momento giusto. Ciò non toglie che nulla ti viene regalato dunque so per certo che l’impegno, la dedizione e la passione che metto nello svolgimento dei miei compiti è stato particolarmente apprezzato dai membri del partito e dai colleghi alle camere. Lo dico con modestia ma anche con orgoglio.

I.P.: Come valuti questa elezione? Una soluzione ideale per l’attuale UDC, oppure soluzione d’emergenza (come certi media hanno subdolamente insinuato)?

Ho incontrato la commissione cerca già nel mese di febbraio e in quel momento ho capito che rientravo in una rosa ristretta di candidati preferiti. A quel momento, tuttavia, non ero però pronto a dare la mia disponibilità, per cui ho declinato l’invito a prendere seriamente in considerazione questa opzione. Fresco di nomina al Consiglio degli Stati non potevo inoltre valutare quale impatto questo mandato avrebbe avuto sulla mia professione. Superata l’emergenza COVID19, dopo 15 anni di attività a Grono, ho infine deciso che era venuto per me il momento di intraprendere una nuova e avvincente sfida. E dunque di dare la mia disponibilità alla candidatura quale presidente del primo partito svizzero in termini di elettori.

I.P.: Quale Ticinese, rappresenti la Svizzera latina. Si dice che Tu sia stato eletto anche al fine di conquistare finalmente per l’UDC la Svizzera romanda. Credi di poter raggiungere questo obiettivo, quale Ticinese? Dopotutto, la Romandia non è che abbia mai manifestato un amore sviscerato per il Ticino.

Tutti i presidenti sono eletti per rappresentare i nostri valori e la linea del partito che è decisa dall’assemblea dei delegati. Rispetto molto la nostra democrazia diretta e dunque non diventeremo più rossi o più verdi per compiacere i nostri avversari politici, come qualcuno ha voluto ipotizzare. È tuttavia evidente che la mia latinità si sposa molto spesso con le posizioni romande cui attribuisco sensibilità e accenti talvolta diversi da quelli degli Svizzero-tedeschi. Ma questa è la Svizzera, è la nostra storia di Willesnation e la nostra ricchezza.

I.P.: L’UDC in Ticino non è mai veramente decollata (a causa della Lega?) come negli altri cantoni. Pensi che qualcosa cambierà in questo senso con la tua presidenza nazionale? Quali vantaggi ne trarrà UDC Ticino a medio e lungo termine?

Non valuto la mia elezione in un’ottica partitica ticinese, ritengo piuttosto che il ruolo che ora rivesto possa essere utile, molto utile, al nostro Cantone. Poter contare su un presidente del partito svizzero determinato e motivato per quanto attiene alle battaglie che ci stanno a cuore, quali la preferenza indigena, il mercato del lavoro e la sicurezza dei confini in primo luogo, può essere determinante.

I.P.: Christoph Blocher, Ueli Maurer, Toni Brunner, Albert Rösti – quattro personaggi che hanno dominato la scena dell’UDC negli ultimi trent’anni. Che cosa rappresentano per Te? Quali qualità particolari riconosci loro, degne di trarne ispirazione nella Tua attività quale presidente?

Tutti questi personaggi sono il passato, il presente e, fortunatamente, il futuro dell’UDC. Oggi mi dipingono come un Hardliner con il sorriso, un po’ un Toni Brunner del Ticino. Molti giornalisti inoltre hanno cercato di misurare i metri di distanza tra me e Blocher, qualcuno ha addirittura chiosato che Christoph fosse il padrino dei miei figli, e chi ne ha più ne metta. In verità questi titani della politica nazionale sono “solo” degli Svizzeri che stimo immensamente per il loro impegno in favore di un paese indipendente e libero. Ciò che desidero fortemente anch’io.

I.P.: Un’ultima domanda: UDC Ticino ha ne “Il Paese” un giornale che le è molto vicino. Lo leggi? Quale importanza riveste, secondo Te, questo giornale?

Certo che lo leggo e l’ho sempre sostenuto. Invito tutti ad abbonarsi a Il Paese, offre grazie ai suoi redattori una visione non convenzionale della politica ticinese e svizzera.

I.P.: Grazie Marco per la Tua cortese disponibilità e i nostri migliori auguri di successo nella Tua nuova funzione.

Grazie a voi e un augurio anche a tutti i lettori di una buona fine estate in ottima salute.

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