Pericolose pentole a pressione

Dic 16 • L'opinione, Prima Pagina • 16 Views • Commenti disabilitati su Pericolose pentole a pressione

E in Europa, quella che si vorrebbe unita e solidale in fatto di emigrazione, integrazione e altre utopie, ce ne sono parecchie e tutte potenzialmente pericolose. I sintomi di possibili, incontrollabili deflagrazioni, si manifestano sempre più frequentemente, in particolare in quelle nazioni ex colonialiste, costrette ad affrontare problemi di convivenza con etnie difficili da integrare. Una partita, disputata nell’ambito del mondiale di calcio fra Belgio e Marocco – per fare un esempio – ha scatenato il caos a Bruxelles e in altre città. Guerriglie urbane che hanno causato devastazioni, incendi, risse e feriti e l’intervento di centinaia di agenti antisommossa. Disordini scatenati da Nordafricani, una presenza numerosa in Europa, ma che d’integrarsi non ha nessuna voglia. Il solito problema, quello che non si vuole affrontare, poiché il politicamente corretto e il dissennato, falso, ipocrita buonismo, non lo permettono. Così, fra pochi anni, a furia di accogliere, anche noi saremo confrontati con situazioni analoghe.

«Vi conquisteremo col ventre delle nostre donne». L’invasione continua, inarrestabile, fuori controllo e incide sul bilancio della Confederazione; si prevedono deficit miliardari! Eppure, porte e finestre sempre spalancate, con arrivi quotidiani da ogni angolo del mondo, sempre più difficili da gestire e supportati da ambienti e personaggi avulsi dalla realtà. Per non parlare delle pretese di questi pseudo «profughi» o furbacchioni che, generosamente e stupidamente, accogliamo e che con prepotenza, reclamano solo diritti, mostrando invece un totale disinteresse per quanto riguarda i doveri. A quelli ci pensano i cittadini di questo Paese di Cuccagna, luogo privilegiato dove mettere radici, perché in Svizzera c’è abbondanza, basta chiedere e avrai tutto ciò che vuoi! Arrivano raccontando di essere scappati da paesi in guerra. Poi, in quei paesi ci tornano per farsi le vacanze (sic!) Finite quelle, rieccoli di nuovo in Svizzera a vivere a sbafo e poltrire. Ci stanno prendendo per fessi e nessuno fa una piega!

Di questi tempi, di certo non facili, molte persone si trovano in difficoltà e sono costrette a tirare la cinghia. Succede in un paese fra i più ricchi al mondo! Andatelo a dire a coloro che fanno fatica a tirare a fine mese, alle famiglie con un paio di figli, oggi considerati quasi un lusso. Gli stipendi, in particolare in Ticino, sono quelli che sono. Certamente non paragonabili a quelli che percepiscono i furbetti sostenitori dell’accoglienza: un business redditizio.

«Gli Svizzeri non fanno più figli!». Tranquilli! A compensare il basso tasso di natalità, ci pensano i numerosi ospiti perché, siatene certi, nessuno negherà loro aiuti, basta chiedere! Ma se a chiedere un sostegno è la nostra gente, allora hai voglia. Braccini corti! Devi giustificare il motivo, riempire scartoffie, sottostare a umilianti colloqui e provare che sei veramente indigente, in grave difficoltà. Ti fanno il terzo grado e magari ti vengono anche a dire che «non ci sono soldi!».

Già, per noi non ce ne sono, e allora ci si deve accontentare delle brioches, quelle care a Maria Antonietta. Poi, il 14 luglio 1789, il popolo s’incazzò di brutto, e sappiamo come andò a finire.

Il passaporto rossocrociato, che con fierezza e orgoglio possediamo da una vita, oggi si sta rivelando un handicap. Così, fierezza e orgoglio vanno a farsi benedire.

Eppure, oltre alla dissennata accoglienza, si regalano miliardi. Ultimo generoso versamento: 40 milioni ai Palestinesi! E allora viene naturale chiederci: chi ci guadagna?

La barca è piena oramai da tempo. Serpeggia il malcontento, ma i nostri governanti fanno finta che tutto vada bene, tanto il volgo non capisce, subisce, sopporta e tace. Fino a un certo punto, poi la rabbia esplode e sono cavoli amari!

L’integrazione delle numerose etnie che accogliamo è pura illusione. Della nostra cultura, storia e tradizioni, non ne vogliono sapere. Vogliono imporci la loro, si isolano, continuano ad aumentare e a procreare, e un giorno potrebbero anche governarci! Accade già in molte periferie delle grandi città europee, dove gli immigrati – in maggior parte clandestini – fanno il bello e il brutto tempo, imponendo le loro leggi, Sharia compresa. In certi quartieri, nemmeno le forze di Polizia osano mettere piede, perché vengono insultate, minacciate e aggredite. Per non parlare dell’occupazione abusiva di interi palazzi e quartieri, diventati pericolosi ghetti: «pentole a pressione» a rischio di deflagrazione.

Vogliamo trovarci nelle stesse condizioni? Sarebbe ora di dire basta, poiché abbiamo già dato a profusione. Considerando come siamo messi, sarebbe finalmente ora di invertire i flussi migratori: meno arrivi e più partenze! L’UE non lo permette?  Non ci consta di far parte di quel «pollaio», dove saccenti galletti e starnazzanti galline – kompagni DOC – intascano mazzette offerte dal Qatar. E noi dovremmo acquisire il diritto europeo? Ma non fateci ridere!

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