«Occorre chiarire le regole sull’impiego degli elicotteri in Ticino»

Nov 18 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 43 Views • Commenti disabilitati su «Occorre chiarire le regole sull’impiego degli elicotteri in Ticino»

Un’interrogazione al CdS di Paolo Pamini e confirmatari

«Impiego degli elicotteri sul suolo cantonale: occorre chiarire le regole»: questo il titolo dell’interrogazione che lo scorso 7 novembre i deputati Paolo Pamini, Daniele Pinoja e Roberta Soldati (UDC) e Giancarlo Seitz (Lega dei ticinesi) hanno presentato al Consiglio di Stato, rivolgendo allo stesso 11 domande. Da notare che il testo è stato scritto da Giorgio Ghiringhelli, il quale non siede in Gran Consiglio ma da tempo si occupa dell’argomento, e i quattro deputati si sono limitati a firmare l’interrogazione per dar modo al suo autore di denunciare nella sede più appropriata le numerose incertezze – anche a livello comunale – provocate da tutta una serie di lacune legislative che si trascinano da anni. Il tutto nell’ottica di tener conto dei diritti e delle esigenze di tranquillità della popolazione, dei turisti e di chi opera nel settore turistico.

I firmatari e l’autore del testo tengono comunque a precisare di non essere contrari all’uso di elicotteri né a chi fa impresa in questo settore: il loro scopo è quello di fare quella chiarezza normativa che ora manca, in modo da trovare la necessaria concordia tra gli interessi di chi fa impresa in questo settore economico, di chi usufruisce dei servizi e della popolazione potenzialmente toccata dagli effetti avversi.

L’autore del testo fa un’interessante cronistoria della situazione vigente in questo settore fin dal 1987, anno in cui il Consiglio di Stato, nell’intento di porre un freno all’abuso di questo mezzo di trasporto, emise un «Decreto esecutivo concernente i voli a bassa quota e gli atterraggi esterni effettuati con gli elicotteri» che, fra l’altro, fissava gli orari in cui si potevano effettuare trasporti di materiale e delegava il compito della vigilanza ai Municipi, all’Ufficio dell’Aeroporto cantonale e alle polizie cantonale e comunali.  Questo decreto venne però in pratica superato e reso inapplicabile quando nel 2014 il Consiglio federale emise l’«Ordinanza sui decolli e gli atterraggi di aeromobili al di fuori degli aerodromi» che impediva ai Cantoni e ai Comuni di emanare disposizioni «divergenti e complementari» nei settori in cui la Confederazione aveva una competenza esclusiva, e che ampliò notevolmente gli orari in cui gli elicotteri potevano effettuare voli a scopo di lavoro e per il trasporto di persone, consentendoli dal lunedì al sabato dalle 6 alle 22.

Un ampliamento che in Ticino non ha mancato di creare proteste e malcontento, specie nelle zone residenziali e turistiche, dove l’inquinamento fonico prodotto dagli elicotteri (ovviamente escludendo i voli di salvataggio, di ricerca, di polizia e per lo spegnimento di incendi, che nessuno contesta) creò situazioni inaccettabili e in contrasto con la politica di lotta contro il rumore portata avanti da Confederazione e Cantone. A ciò si aggiunga una certa anarchia nei nostri cieli dovuta alla carenza di controlli, ad esempio per quanto riguarda il rispetto delle quote e degli itinerari di volo atti limitare l’inquinamento fonico sopra le zone residenziali.

Da notare che da almeno 7-8 anni i media ticinesi non si occupavano più di questi pur importanti problemi, e perciò appare strano che i due principali quotidiani del Cantone non abbiano (almeno finora, 13 novembre) dedicato neppure una riga all’interrogazione.  Proprio per ovviare a questa lacuna informativa, Ghiringhelli è disponibile a inviare una copia dell’atto parlamentare a chi ne farà richiesta, ma unicamente via email, scrivendo a ilguastafeste@bluewin.ch. Gli interessati possono inoltre leggere l’interrogazione sul Mattinonline del 9 novembre nonché sul sito dell’Amministrazione cantonale (https://www4.ti.ch/poteri/gc/ricerca-messaggi-e-atti/ricerca/risultati).

Giorgio Ghiringhelli – Il Guastafeste

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