Non sacrifichiamo l’agricoltura sull’altare dell’UE

Mag 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1503 Views • Commenti disabilitati su Non sacrifichiamo l’agricoltura sull’altare dell’UE

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Il Consiglio federale s’è pronunciato oggi, nel quadro di un rapporto, a favore dell’apertura completa del mercato dei prodotti lattieri con l’UE. L’UDC si oppone con determinazione a questo progetto che avrebbe delle conseguenze disastrose per l’agricoltura svizzera. La produzione indigena e il reddito agricolo si abbasserebbero ancora una volta massicciamente a causa dell’importazione di prodotti a buon mercato.

 

L’UDC s’è sempre pronunciata contro l’apertura completa del mercato lattiero: la rottura della “linea bianca” avrebbe delle conseguenze estremamente gravi per la produzione indigena. Il rapporto presentato oggi dal Consiglio federale conferma questi timori con delle cifre. La conclusione da trarne sono inquietanti. Se la Svizzera partecipasse al libero scambio lattiero con l’UE, il rendimento dei produttori calerebbe del 25%. Un prezzo duraturo del latte inferiore ai 50 centesimi il litro porterebbero alla rovina numerose aziende familiari, perché i costi di produzione in Svizzera sono più elevati che all’estero. Questa evoluzione non è nell’interesse né dell’agricoltura, né dei consumatori svizzeri che aspirano a dei prodotti di alta qualità. L’UDC combatterà quindi con tutti i mezzi a sua disposizione il libero scambio lattiero con l’UE.

 

Nessun vantaggio per gli agricoltori svizzeri

L’apertura completa del mercato per tutti i prodotti lattieri ridurrebbe il rendimento non solo dell’agricoltura, ma anche dell’industria lattiera svizzera. Lo Stato avrebbe degli oneri supplementari per ridurre il costo delle materie prime. Il settore diventerebbe ancora più dipendente dallo Stato. Ma questo sostegno non sarebbe garantito a lungo termine, in ragione delle prevedibili difficoltà delle finanze pubbliche. Inoltre, le opportunità dei produttori svizzeri in termini d’esportazione devono essere fortemente relativizzate. L’apertura del mercato del formaggio non ha in ogni caso dato i risultati previsti. Le esportazioni ristagnano mentre che le importazioni sono massicciamente aumentate. È per questa ragione d’altronde, che il Parlamento federale ha approvato la mozione 10.3818 (Sospendere i negoziati con l’UE per un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare). Non c’è quindi né una legittimazione, né una necessità di forzare l’apertura del mercato per i prodotti lattieri.

 

Per i prodotti di qualità elevata – per la sicurezza alimentare

Degli accordi di libero scambio agricolo con altri paesi o l’apertura della “linea bianca” con l’UE causerebbero inevitabilmente nuove pressioni sui prezzi e, di conseguenza, uno spostamento all’estero della produzione alimentare. Questa evoluzione è già stata incoraggiata, contro la volontà dell’UDC, con la Politica agricola 2014-2017 che prende una direzione sbagliata incoraggiando l’estensificazione della produzione. Noi abbiamo bisogno di un’agricoltura indigena produttiva in grado di produrre un massimo di derrate alimentari sane e di buona qualità per la popolazione svizzera. L’UDC dà perciò il suo sostegno all’iniziativa popolare per la sicurezza alimentare.

 

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