NO all’iniziativa popolare AVSPlus

Lug 22 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 1195 Views • Commenti disabilitati su NO all’iniziativa popolare AVSPlus

Raymond Clottu Consigliere nazionale UDC, La Brévine (NE)

Raymond Clottu
Consigliere nazionale UDC, La Brévine (NE)

 

L’iniziativa AVSPlus, che propone di aumentare le rendite AVS del 10%, deve essere fermamente respinta. Infatti, non solo la previdenza professionale, ma anche tutto il mercato del lavoro si trovano ad affrontare delle enormi sfide legate all’invecchiamento della popolazione. I pensionati sono sempre più numerosi, mentre che il numero di quelli che pagano i premi va vieppiù diminuendo. Come risulta da inchieste effettuate nei diversi settori professionali del nostro paese, la differenza fra il numero dei pensionamenti e l’arrivo sul mercato del lavoro di manodopera indigena diminuisce ogni anno. Entro il 2030, questo rapporto sarà di 2 a 1 in molti settori.
Delle spese insensate
L’iniziativa AVSPlus genererebbe 5,5 miliardi di franchi di spese supplementari l’anno entro il 2030, il che è totalmente insensato nella nostra situazione demografica. E degli oneri supplementari di questa entità non mancherebbero di accentuare ancora di più i problemi finanziari prevedibile per l’AVS e di creare nel contempo un caos totale in materia di rendite AVS che colpirebbe molto rapidamente i pensionati di oggi e di domani.
Un’estensione più generosa delle prestazioni, come quella proposta dagli iniziativisti, nuocerebbe gravemente alla nostra economia perché, da una parte causerebbe un aumento dei prelievi salariali per impiegati e datori di lavoro e, dall’altra, comporterebbe un aumento supplementare dell’1,5% dell’IVA, il che non è accettabile.
Una diminuzione delle prestazioni complementari
Molti pensionati con reddito basso dipendono oggi da prestazioni complementari. Queste coprono esattamente lo scarto fra il bisogno dimostrato e il reddito disponibile. Ora, l’aumento delle rendite AVS avrebbe, quale conseguenza diretta, una diminuzione in ugual misura delle prestazioni complementari. Ciò significa non avere un solo franco disponibile in più. Per contro, dei pensionati più abbienti che non percepiscono prestazioni complementari vedrebbero la loro rendita AVS aumentare.
Una cattiva soluzione
Certo, il supplemento del 10% aumenterebbe le rendite AVS versate, tuttavia, l’aspetto determinante per valutare l’iniziativa è quello delle risorse. L’iniziativa causerebbe un aumento del deficit di ripartizione di 3,3 miliardi di franchi. Noi dobbiamo però sostenere una previdenza sopportabile e, soprattutto, stabile in modo duraturo. Bisogna perciò trovare delle soluzioni accettabili dal punto di vista sociale ed economico nell’ambito della riforma in corso della previdenza-vecchiaia 2020 e, soprattutto, respingere questa iniziativa popolare “AVSPlus” che non tiene conto della situazione già delicata e che comprometterebbe ancora di più le prospettive già oscure della previdenza-vecchiaia. SÌ a rendite sicure, NO a esperimenti costosi come quelli proposti da questa iniziativa.

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