NO alla costosa iniziativa AVS

Ago 26 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1283 Views • Commenti disabilitati su NO alla costosa iniziativa AVS

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Assemblea dei delegati nazionali UDC a Wettingen del 20.08.2016 – Discorso di Jürg Stahl, Consigliere nazionale, Brütten  (ZH)

 

L’iniziativa AVSplus dell’Unione sindacale svizzera chiede un aumento del 10% delle rendite AVS per tutti, che si tratti di pensionati ricchi o con pochi mezzi. È sufficiente dare un’occhiata ai conti dell’AVS per capire quanto questa proposta socialista sia fuori luogo. In questi ultimi due anni, l’AVS ha infatti speso più di quanto abbia incassato. Questa iniziativa della sinistra porterebbe un colpo fatale agli sforzi di risanamento a lungo termine della nostra più importante istituzione sociale. Ci sono tre buone ragioni per respingerla:

 

L’AVS deve essere garantita finanziariamente

 

Nel 2014 e nel 2015, l’AVS ha speso più di quanto abbia incassato. Questa situazione si spiega con l’evoluzione demografica. Da una parte, la natalità è debole da diversi decenni, dall’altra, le pensionate e i pensionati di oggi vivono più a lungo dei loro predecessori. Ciò è rallegrante, ma il rovescio della medaglia è che le rendite devono essere versate più a lungo. Inoltre, le persone nate durante gli anni di forte natalità, ossia approssimativamente fra il 1955 e il 1965, stanno entrando nell’età di pensionamento, mentre che, al contrario, ci sono meno giovani entranti nel mercato del lavoro. Ciò significa, concretamente, che sempre più pensionati percepiscono la rendita, mentre che sono sempre meno gli attivi che pagano i premi dell’AVS. Se non si adottano delle misure correttive, entro il 2030 mancheranno circa 7 miliardi di franchi alla cassa dell’AVS.

Per permettere agli attivi e ai futuri pensionati di beneficiare ancora a lungo dell’AVS, la previdenza-vecchiaia esige u[ENM1] na riforma in profondità, ma non ha certamente bisogno di un aumento forfettario delle rendite per tutti.

 

Una fattura di parecchi miliardi da pagare da parte della giovane generazione

 

Secondo questa iniziativa, tutte le rendite AVS dovrebbero essere aumentate del 10% – indipendentemente dal fatto che i pensionati ne abbiano bisogno o no. Questa distribuzione secondo il principio dell’innaffiatoio è sbagliata ed eccessivamente costosa. In caso di SÌ popolare all’iniziativa, a partire dal 2030 dovremo versare all’AVS fino a 5,5 miliardi di franchi l’anno in più di oggi. A questo importo bisogna aggiungere i 7 miliardi che mancano già oggi. In breve, dovremmo compensare ogni anno uno scoperto di circa 13 miliardi di franchi. Secondo gli autori dell’iniziativa, questo importo deve essere generato con un aumento dei premi degli attivi e dei datori di lavoro. Ma è semplicemente inaccettabile caricare semplicemente oggi tale importo sulla carta di credito dei giovani. È insensato e ingiusto. Oggi, la povertà minaccia di più un gran numero di giovani famiglie, che non i pensionati.  

 

Questa iniziativa non va a beneficio di chi ne ha bisogno

 

L’AVS è la maggiore opera sociale solidale della Svizzera. Essendo i premi fissati in percentuale fissa, le persone che beneficiano di un salario elevato versano all’AVS molto di più di quanto finiranno per percepire da essa una volta che saranno pensionate. Esse contribuiscono così in modo massiccio al finanziamento delle rendite dei pensionati meno abbienti. Ed è giusto così! Non si può invece dire altrettanto dell’iniziativa dei sindacati che ha degli effetti assurdi sulle persone a basso reddito. Coloro che percepiscono oggi delle prestazioni complementari perché non hanno abbastanza per vivere con l’AVS, la previdenza professionale e il patrimonio privato saranno perdenti. Infatti, se l’AVS aumenta, le prestazioni complementari vengono ridotte. Questi pensionati, alla fine dei conti, non riceverebbero nulla più di quanto percepiscono oggi.  Peggio, le persone che non avrebbero più diritto alle prestazioni complementari a causa dell’aumento della rendita AVS, ci perderebbero nell’operazione perché, contrariamente alle prestazioni complementari, le rendite AVS sono soggette a imposta. Inoltre, i contributi per la riduzione dei premi dell’assicurazione-malattia e altri vantaggi sarebbero soppressi a partire dal momento in cui non si avesse più il diritto alle prestazioni complementari.

Questa iniziativa non è decisamente il mezzo giusto per aiutare le persone beneficianti di una rendita modesta. Al contrario, essa favorisce i pensionati che non hanno bisogno di un aumento della loro rendita AVS e grava eccessivamente sulle persone attive professionalmente, in particolare sulle giovani famiglie e sulle persone che allevano da sole i propri figli.     

 

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