News dal Gran Consiglio

Lug 10 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 274 Views • Commenti disabilitati su News dal Gran Consiglio

Resoconto sui punti salienti della seduta del 22-24 giugno

Il successo più grande di questa seduta è senz’altro l’inaspettata vittoria dell’UDC in materia di medico del traffico. Inizialmente contrari – PPD, Lega e alcuni gruppi di piccoli partiti – hanno poi accolto il rapporto commissionale di minoranza (unico firmatario Tiziano Galeazzi) e con esso l’iniziativa parlamentare di Paolo Pamini e cofirmatari per mettere dei paletti alle procedure amministrative per le perizie del medico del traffico e per mettere un tetto ai suoi esorbitanti onorari. Il successo dell’iniziativa si è potuto realizzare in particolare grazie all’avv. Tuto Rossi, che per mesi e con grande coraggio si è battuto per denunciare pubblicamente questa situazione inaccettabile. Con prove alla mano e grande competenza, Tuto Rossi ha spiegato i fatti alla commissione, riuscendo a convincere alcuni suoi membri a cambiare posizione. Durante il dibattito in aula, Paolo Pamini ha brillantemente difeso la sua iniziativa parlamentare riuscendo con toni ragionevoli a creare ulteriori consensi.

L’altro successo almeno parziale riguarda la mensa scolastica all’asilo. Il Gran Consiglio ha infatti accolto il compromesso commissionale all’iniziativa parlamentare di Sergio Morisoli del 2019, che chiedeva di togliere l’obbligo di refezione per i bambini dell’asilo, visto che nel mondo frenetico odierno per alcune famiglie il pranzo può essere l’unico momento di convivialità. Pur avendo preferito la libertà di scelta incondizionata per tutto il periodo della scuola dell’infanzia, l’UDC ha firmato il compromesso commissionale che prevede la mensa facoltativa per i bambini del primo anno di asilo e la possibilità di concedere delle deroghe per il secondo e il terzo anno di scuola dell’infanzia salvo l’ultimo semestre, quando la refezione in mensa sarà invece obbligatoria.

Ancora una volta, la politica ticinese non ha trovato il coraggio di promuovere l’ insegnamento facoltativo del dialetto a scuola. L’iniziativa parlamentare del 2018 era stata promossa dalla Lega e sottoscritta da Pamini, Denti e Galeazzi. Peccato che il Gran Consiglio ha deciso di confinare il dialetto a mere iniziative culturali pagate da Swisslos o rinchiuderlo nell’archivio dialettale invece di dare agli scolari ticinesi la possibilità di impararlo, seppur facoltativamente. All’UDC non convincono le perplessità espresse dagli altri partiti di fronte alle difficoltà didattiche e burocratiche, ma ritiene che “volere è potere” e che le soluzioni se si vuole si trovano. Anche il Canton Grigioni aveva affrontato a suo tempo, la “riesumazione” delle diverse lingue romance riuscendoci egregiamente. L’UDC ritiene che il dialetto è un valido modo per valorizzare la nostra identità in un mondo che si incammina verso l’anonimato e quindi verso la dimenticanza di chi siamo e da dove veniamo.

In ambito di “ fungiatt” il Gran Consiglio ha rispinto la mozione dell’UDC, sostenunta dalla Lega, di introdurre una tassa per i raccoglitori stranieri. Il Ticino sembra aver paura delle ripercussioni dell’Italia e si fa mille problemi morali quando invece l’Italia non esita a chiedere dei contributi ai fungiatt stranieri sul suo proprio suolo. Come spiegato da Tiziano Galeazzi in difesa della mozione di Piero Marchesi del 2019, la relatrice Lara Filippini ed Edo Pellegrini a nome del gruppo, l’Italia stessa chiede in alcune sue regioni una tassa ai fungiatt stranieri o la prova che essi soggiornano nelle strutture alberghiere del posto, mentre il Ticino che finanzia la tutela dell’ambiente non osa fare la stessa cosa.

Inaccettabile è pure la lentezza del governo di fronte ad una mozione di Sergio Morisoli depositata otto anni fa, nel 2012, per poi dichiararla evasa. Morisoli aveva chiesto che il Ticino fosse rappresentato d’ufficio e permanentemente nelle trattative della Svizzera con l’Italia. Almeno così, durante tali trattative si potrebbe discutere in italiano e non in inglese e la Svizzera potrebbe farsi davvero capire. La mozione chiedeva anche che il Ticino avesse più autonomia in alcuni ambiti diplomatici con l’Italia, proprio perché il nostro Cantone subisce molto la vicinanza con il grande mercato italiano e ha bisogno di potersi arrangiare in modo più snello senza passare tramite Berna e Roma. È comunque scandaloso che una proposta così importante sia sparita nei cassetti dell’amministrazione cantonale per ben otto anni e che venga ora liquidata dichiarandola evasa, quando in realtà è ancor più attuale. Paolo Pamini a nome del gruppo UDC ha annunciato che deporrà prossimamente un altro atto parlamentare che riprende questi temi.

Il Parlamento dando corda ai comunisti ha abolito il numero chiuso per i corsi passerella che preparano i ragazzi con maturità professionale alla maturità liceale. L’UDC era l’unico partito contro questa proposta (e curiosamente l’unico alleato del direttore del DECS Manuele Bertoli). I motivi dell’UDC sono pratici: con un tasso di bocciatura  già molto alto non ha senso aumentare le spese per creare ulteriori classi e illudere gli studenti.

Anche l’introduzione dell’insegnamento della  materia  “Economia e diritto” a titolo facoltativo votato dal Gran Consiglio non ha trovato l’appoggio dell’UDC. Anche qui per pragmatismo: considerando il notevole carico orario e di studio dei corsi di passerella è poco probabile che i corsi facoltativi di  “Economia e diritto” trovino molti aderenti. Tanto vale anche qui risparmiarsi la spesa.

 

ALTRE NOTIZIE

 

Il nostro gruppo ha votato due volte NO ai due rapporti che chiedevano il prolungamento della protezione contro il licenziamento per le donne in maternità. All’UDC sembra eccessivo impedire ai datori di lavoro di organizzarsi quando una loro dipendente smette di lavorare per diversi mesi. Visto che si tratta di un’iniziativa cantonale su un tema di competenza federale, la richiesta passerà ora a Berna ma, visto anche che quasi la metà dei parlamentari ha votato contro, l’atto perde importanza e non avrà probabilmente conseguenze.

Alla fine delle tre sedute del Gran Consiglio, due di esse notturne, un gruppo di Parlamentari compresi alcuni membri dell’UDC, ha voluto reagire contro l’esasperazione dei diritti parlamentari da parte dell’MPS che, bombardando il Governo di interpellanze inutili, tuine in ostaggio il Gran Consiglio prolungando le sedute per ore. I Granconsiglieri hanno firmato una mozione che chiede di non più permettere le interpellanze ma di trasformarle tutte in interrogazioni, in modo che il Governo risponda per iscritto e che i singoli Parlamentari non possano più abusare dell’aula del Gran Consiglio per mettersi in scena.

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