Nessuno può obbligare una persona a dissimulare il viso a causa del suo sesso

Mar 5 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 244 Views • Commenti disabilitati su Nessuno può obbligare una persona a dissimulare il viso a causa del suo sesso

Roberta Soldati
Deputata UDC in Gran Consiglio e membro del comitato dell’iniziativa costituzionale

Questo è quanto prevede il capoverso 2 del testo dell’iniziativa popolare, definita anche “anti-burqa”. Un testo di legge chiaro e semplice ma che, per assurdo, fa gridare allo scandalo chi dice volersi battere a favore della parità dei sessi.

Il burqa non è un semplice capo di vestiario che rappresenta un precetto religioso, bensì un simbolo nell’islam estremista di sottomissione e di possesso della donna all’uomo. A dirlo non sono gli iniziativisti, ma anche diversi islamisti, fra cui la zurighese Saïda Keller-Messahli, presidente del Forum per un islam progressista e vincitrice nel 2016 del Premio svizzero dei diritti umani, la quale afferma che il 99.9% dei mussulmani è contrario al Burqa.

Invece di volere sostenere l’iniziativa, le autorità federali hanno deciso di proporre un non meglio precisato controprogetto indiretto, ai termini del quale vi sarebbe l’intento di rafforzare i diritti delle donne e procedere con delle modifiche legislative tese a migliorare l’integrazione. Magari un giorno questi intenti figureranno sulla carta ma, l’esperienza insegna che essi saranno difficilmente attuabili. Infatti, la nostra legislazione prevede già il principio dell’uguaglianza fra i sessi, ma è sotto gli occhi di tutti che in molti ambiti, malgrado le sanzioni previste, de facto siamo ben lontani da una reale parità. Pecca quindi di ingenuità chi pensa che un fumoso controprogetto – che non prevede chiaramente un divieto – possa infondere il coraggio necessario per indurre le donne dell’islam estremista che intendono rifiutarsi di portare il burqa a ribellarsi e denunciare il marito e la famiglia, con la conseguenza certa di essere isolate dalle proprie relazioni familiari, avendo rinnegato la propria cultura. La cronaca ha già riportato episodi di donne uccise per essersi ribellate. Vogliamo che questo succeda anche da noi? Il controprogetto è quindi inefficace, mentre che sancire il divieto della dissimulazione del volto, è un principio chiaro a favore della tutela delle donne.

Non dimentichiamoci che numerosi paesi hanno già legiferato sul divieto di dissimulare il volto, non solo quelli europei, fra qui Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, ma anche alcuni musulmani, ad esempio il Marocco.

Per una società libera e rispettosa dell’uguaglianza fra i sessi, il prossimo 7 marzo votiamo SÌ all’iniziativa anti-burqa. Solo così, il giorno dopo, 8 marzo, potremo dire orgogliosi di avere fatto un passo avanti a favore della dignità della donna e della parità.

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