Necrologio per un bambino nato morto

Gen 13 • L'opinione, Prima Pagina • 1959 Views • Commenti disabilitati su Necrologio per un bambino nato morto

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

450, 950, 2’500, 17’000, 98’000, 275’000, 736’000, 1’830’000, 6’500’000…?

(la fine clinica degli assurdi progetti europei con partecipazione svizzera)

 

Cifre, cifre, cifre…

Quantità di migranti illegali. Di migranti illegali che quotidianamente arrivano in Europa via Mediterraneo. Scegliete voi la cifra che più vi aggrada nel titolo: la cifra di oggi, quella di oggi e di ieri assieme, quella dell’ultima settimana, dell’ultimo mese o dell’intero anno? O il numero di migranti che presumibilmente arriveranno nei prossimi giorni, settimane, mesi e anni, se si andrà allegramente avanti di questo passo senza che qualcuno faccia seriamente qualcosa per impedirlo?

Gli annunci sulle cifre inerenti ai migranti illegali che quotidianamente approdano nello spazio UE sudeuropeo via Mediterraneo si susseguono ogni giorno. E ogni giorno le cifre aumentano. Ma nessuno può e deve sorprendersene, perché le ragioni sono chiarissime. Tre domande al riguardo:

1. Non vorreste anche voi – dal punto di vista della pura logica – se foste degli abitanti di quei numerosi paesi senza alcun futuro né prospettiva economica, emigrare sperando di trovare in un altro continente un lavoro e un miglioramento economico? Non investireste anche voi, quali genitori, tutto il vostro patrimonio familiare (inclusa la vendita di tutti i vostri averi) presso organizzazioni di passatori (da 2’000 a 8’000 dollari per traversata), affinché i vostri figli possano raggiungere la “terra promessa”, trovandovi il benessere sognato? Così che da lì possano ripagare ai familiari rimasti in patria il denaro investito nel viaggio o addirittura permettere la traversata ad altri membri della famiglia? 

2. Anche voi – detto in modo estremamente cinico – se foste degli speculatori senza scrupoli di queste miserabili condizioni, non approfittereste di questa situazione? Ossia: prendere a questi poveracci i loro ultimi soldi, offrendo agli emigranti – dissimulando la realtà dei fatti – un viaggio pericolosissimo ed economicamente senza alcuna speranza?

3. Non vi impegnereste anche voi – detto in senso eminentemente ironico – se poteste influenzare la politica migratoria, non solo permettere ma addirittura promuovere questa scatenata immigrazione, problematica e rischiosa per tutti gli interessati (salvo i passatori)?

L’attuale situazione non potrebbe essere più drammatica. Ma peggiorerà ancora moltissimo…

Le cifre effettive e in prospettiva presentate all’inizio parlano da sole. La più recente tattica inumana adottata dai passatori, che utilizzano ora “navi fantasma” invece di piccole imbarcazioni, sta sempre più prendendo piede: ognuna di queste “missioni suicide” volte al trasporto di esseri umani rende alle bande incassi di oltre un milione di dollari.

E che cosa fa l’UE per combatterle? Mentre che dei classici paesi d’immigrazione quali l’Australia o gli USA hanno da tempo adottato delle misure molto efficaci per impedire l’immigrazione illegale, l’UE provvede (vedi Mare nostrum, risp. Triton) a che ai migranti illegali sia assicurato il già quasi programmato “salvataggio” con relativo rapido e sicuro accompagnamento verso le coste europee, invece bloccare il più vicino possibile alle coste africane queste navi e di rinviarle immediatamente al loro porto d’imbarco.  I paesi sudeuropei di destinazione di questi migranti si preoccupano relativamente poco del loro arrivo, perché da lì se ne vanno entro breve tempo per proseguire verso l’Europa centrale e settentrionale (naturalmente molto volentieri verso la confortevole e vicina Svizzera). E se non se ne vanno tempestivamente, se del caso li si aiuta.

Schengen e Dublino sono dei feti abortiti

Il proseguimento del viaggio dei migranti illegali è enormemente facilitato dall’accordo di Schengen, perché alle frontiere europee interne non c’è più alcun controllo personale. Schengen è stato un aborto fin dall’inizio, perché era illusorio credere di poter proteggere le frontiere esterne dell’UE in modo talmente efficace da permettere di rinunciare completamente ai controlli personali ai confini interni. Come potrebbe, per esempio, essere possibile questo sulle coste italiane? E tuttavia, la Svizzera ha aderito all’accordo, ciò soprattutto a causa della promessa migliore collaborazione fra le autorità di polizia e di giustizia allo scopo di arginare la criminalità. Tutte le statistiche criminali pubblicate da allora dimostrano che questo obiettivo non è stato raggiunto.

L’accordo di Dublino sarebbe potuto funzionare solo nella misura in cui gli Stati di primo asilo adempiessero effettivamente gli obblighi derivanti loro dall’accordo. Se ciò fosse il caso, l’accordo sarebbe stato vantaggioso per la Svizzera. Purtroppo, è ben lungi dall’essere così. Perché l’Italia non registra quasi (senza dubbio intenzionalmente) i migranti che arrivano, al fine di facilitare il proseguimento del loro viaggio ed evitare possibili espulsioni. E il rinvio, anche nel caso dei pochi asilanti registrati, si rivela estremamente difficile. Con una recente sentenza, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso che la Svizzera non poteva rinviare in Italia una famiglia di profughi ivi registrata, perché l’Italia non offre delle possibilità d’alloggio sufficientemente degne dell’uomo. Ancora peggio è l’applicazione dell’accordo nel caso della Grecia: lì, addirittura, per decisione della detta Corte – in violazione dell’accordo di Dublino – non può essere rinviato alcun rifugiato che ha proseguito il suo viaggio in altri Stati. Anche l’accordo di Dublino è morto stecchito!  

Che cosa rimane da fare?

Molto, se non tutto. Perché la situazione è drammatica e lo diventa ogni giorno di più. Le soluzioni non sono facili, tuttavia ce ne sono. Ma sono draconiane ed estremamente scottanti, per l’Europa quanto per la Svizzera. Vanno dalla reintroduzione della pena di morte per i passatori fino all’abrogazione o a una totale riformulazione dell’accordo di Schengen, rispettivamente di Dublino. Altrimenti, la Svizzera deve al più presto disdirli, reintroducendo dei controlli integrali alle proprie frontiere. Tornerò su questo complesso tema in un prossimo articolo.

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