Musica dal vivo nell’emergenza

Set 18 • Prima Pagina, Sport e Cultura • 43 Views • Commenti disabilitati su Musica dal vivo nell’emergenza

Spazio musicale

Quando, nell’ultimo articolo che scrissi prima della pausa estiva, misi in risalto l’importanza delle esecuzioni musicali dal vivo come antidoto a certi inconvenienti della digitalizzazione e di altre novità tecniche, proprio non immaginavo che una pandemia avrebbe ostacolato o addirittura impedito per un periodo di tempo assai lungo lo svolgimento di tali attività. Consola il fatto che gli organizzatori di concerti e spettacoli del teatro musicale, come pure gli interpreti, abbiano mostrato una grande forza d’animo e una intensa volontà di reagire alla situazione.

In un primo tempo hanno fatto ricorso ai mezzi di comunicazione moderni per offrire musica di ogni genere e mantenere alto l’interesse del pubblico, poi si sono lanciati in manifestazioni singole e perfino in stagioni ridotte (ridotte quantitativamente ma non qualitativamente): per esempio sei concerti in tre giorni alle Settimane musicali di Ascona (con musicisti di altissimo livello), nove concerti tra il 14 e il 23 agosto al Lucerne Festival. Allo scopo di salvare almeno in parte il Festival Verdi di Parma, gli organizzatori hanno messo in cartellone “Macbeth” ed ”Ernani” in forma di concerto, più la Messa da Requiem, il tutto da eseguire all’aperto nel Parco ducale. Vale la pena di riferire, a titolo di curiosità, gli straordinari provvedimenti di sicurezza sanitaria messi in atto: “… ogni singolo biglietto emesso dalla Biglietteria dovrà essere nominativo (non è consentita l’emissione di più biglietti allo stesso nominativo) e potrà essere ceduto a terzi soltanto rispettando l’obbligo di comunicare alla Biglietteria la variazione di intestazione, pena l’impossibilità di accedere allo spettacolo. Al momento dell’acquisto, l’utente dovrà inoltre fornire un proprio recapito (di telefono o e-mail). Tali dati saranno conservati dal Teatro Regio di Parma per quattordici giorni. Il personale di sala, al momento dell’ingresso, ha l’obbligo di verificare la corrispondenza dello spettatore con l’intestazione nominativa del biglietto, per questo il pubblico è invitato a presentarsi con congruo anticipo rispetto all’orario di inizio e con un documento di identità valido.” Tutto questo mi fa pensare alla prima assoluta della “Fanciulla del West” a New York quando, allo scopo di  escludere il bagarinaggio, che data la spasmodica attesa per l’avvenimento sarebbe stato enorme, si chiese a coloro i quali acquistavano un biglietto di depositare la firma; poi chi si presentava per assistere allo spettacolo doveva firmare nuovamente affinché il personale del teatro, confrontando le due firme, potesse accertare che la persona in questione fosse veramente l’acquirente. Naturalmente ci furono ingorghi e si cominciò in ritardo (fatto eccezionale, considerato anche che dirigeva lo scrupolosissimo Toscanini).

Certamente, le numerose e capillari precauzioni, tutte giustificate dalle circostanze e accettate dalla grande maggioranza del pubblico, fanno sorgere il dubbio sulla possibilità di godere veramente la musica. Ma una persona che a Lucerna è andata al concerto diretto da Herbert Blomstedt con la partecipazione di Martha Argerich ha riferito che il suo scetticismo, non appena quegli eminenti musicisti hanno cominciato a dirigere rispettivamente suonare, si è dileguato immediatamente e la manifestazione, benché offrisse un programma breve e senza intervallo, ha procurato la soddisfazione dei grandi eventi.

 

Carlo Rezzonico

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