Molta grande musica per i Ticinesi nella prossima stagione

Lug 26 • Prima Pagina, Sport e Cultura • 613 Views • Commenti disabilitati su Molta grande musica per i Ticinesi nella prossima stagione

Spazio musicale

Anche nella stagione 2019/2020 l’attività musicale in Ticino sarà molto intensa e toccherà punte qualitative assai alte. Non faccio un elenco di tutte le manifestazioni, che sarebbe lunghissimo. Del resto gli opuscoli, i prospetti e le comunicazioni via internet degli enti organizzatori contengono tutte le indicazioni che possono interessare il pubblico. Mi limito quindi ad alcune considerazioni su punti particolari.

 

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Dopo che la stagione scorsa Lugano Musica ha portato nel nostro Cantone i Wiener e i Berliner Philharmoniker, il programma 2019/2020 non è da meno, anche senza quei due famosissimi complessi. Quando il cartellone include l’Orchestra filarmonica di San Pietroburgo (diretta da Jurij Temirkanov), la Gewandhausorchester Leipzig (Andris Nelsons), l’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia (Antonio Pappano), la Chicago Symphony Orchester (Riccardo Muti), la City of Birmingham Symphony Orchestra (Mirga Grazinyté-Tyla) e l’Orchestra Mozart (Daniele Gatti) si può senz’altro affermare che il sinfonismo è rappresentato al livello più alto mondialmente. Trovo interessante in particolare la presenza della Gewandhausorchester Leipzig in due serate: molte volte alla fine di un concerto si sente il desiderio di riascoltare il medesimo complesso per conoscerlo meglio e apprezzarlo in tutti i suoi settori. I due incontri con l’orchestra di Lipsia forniranno l’occasione di fare approfondimenti del genere, tanto più che i programmi, comprendenti musiche di Beethoven, Schubert, Mahler, Schumann, Wagner e Mendelssohn, non mancano di varietà. Un avvenimento importante sarà l’esecuzione, il 12 gennaio, dell’Oratorio di Natale BWV248 di Bach, con I Barocchisti e il Coro della Radiotelevisione svizzera diretti da Diego Fasolis. Al di fuori del campo sinfonico spiccano due pianisti: l’affermatissimo Grigorij Sokolov e la ventiseienne Beatrice Rana: il primo suonerà i Sei pezzi op. 118 e i Quattro pezzi op. 119 di Brahms nonché  altri brani che verranno comunicati in seguito (ma sicuramente ci saranno anche numeri fuori programma, come fa abitualmente questo straordinario musicista), la seconda, oltre a composizioni di Albeniz e Stravinskij, si cimenterà con gli Studi op. 25 di Chopin. In generale i programmi di Lugano Musica concedono uno spazio abbastanza largo a Beethoven, come è giusto nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita, ma senza esagerare. Nelle grandi ricorrenze gli organizzatori di concerti e spettacoli d’opera come pure gli interpreti, magari in uno slancio di ammirazione e dedizione, tendono a farcire le manifestazioni con lavori dell’artista celebrato. Nasce così una fastidiosa saturazione. Se la memoria non mi tradisce nel 1956, ricorrendo i duecento anni dalla nascita di Mozart, si eseguirono così tanti lavori del genio di Salisburgo che Franco Abbiati parlò sul “Corriere della sera” di anno “terribilmente mozartiano”. Questo errore gli organizzatori di Lugano Musica, nel caso di Beethoven e del suo anniversario, non l’hanno commesso. Alla fine della stagione ci saranno poi quattro rappresentazioni della “Traviata”. L’anno scorso il “Barbiere di Siviglia” ebbe un grande successo di pubblico (quattro rappresentazioni, quattro esauriti), ma richiamò anche l’attenzione della critica internazionale. Ne parlò ad esempio la rivista inglese “Opera”, una delle migliori pubblicazioni dedicate al melodramma. Ecco alcune citazioni: “Lugano, la piacevole città della Svizzera italiana, sarà piccola (60’000 abitanti) ma si è affermata rapidamente negli ultimi anni come fiorente centro d’arte……….. I Barocchisti seguirono il direttore brillantemente, producendo una grande varietà di fraseggi ed effetti timbrici, e le sonorità degli strumenti d’epoca, applicati a Rossini, hanno evocato mondi sonori strani e inusuali. Questo magari non ha soddisfatto il gusto di tutti, però la lettura di Fasolis è stata fresca e coerente.”

 

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Naturalmente anche i programmi dell’Orchestra della Svizzera italiana offrono parecchia musica di Beethoven, ma in modo intelligente. Così nel concerto del 7 novembre al LAC, diretto da Markus Poschner, si avrà la singolare occasione di ascoltare tutte le ouvertures scritte dal genio di Bonn in relazione con il “Fidelio”: le tre “Leonore” più l’ouverture “Fidelio”. Solitamente, quando l’opera viene eseguita nei grandi teatri, si antepone “Fidelio”, che per il suo carattere leggero non crea una rottura con la prima scena, dedicata a due personaggi secondari e avente quasi il carattere di “Singspiel”; tuttavia, tra la scena cruciale in cui l’uccisione di Florestano viene impedita da Leonora e il Bene trionfa con l’arrivo del ministro, si inserisce, seguendo una felice idea di Mahler, la “Leonore 3”. Per completezza aggiungo che nel concerto in questione si potrà ascoltare anche Benjamin Grosvenor nel concerto per pianoforte e orchestra 2 in la maggiore di Liszt. Naturalmente ci saranno nel corso della stagione alcune composizioni celebri di Beethoven, ma quando ad eseguirle saranno Julia Fischer, che ha messo in programma il concerto per violino e orchestra, o Daniele Gatti, che dirigerà la sesta sinfonia, sicuramente queste manifestazioni costituiranno appuntamenti importanti anche per chi, quelle composizioni, le ha già sentite decine di volte. Con grande interesse si aspetterà la serata del 12 marzo al LAC, che vedrà una delle violiniste più estrose del momento, se non la più estrosa, affrontare una delle composizioni più virtuosistiche nel genere orchestra con strumento solita (infatti Patricia Kopatchinskaja suonerà nel concerto per violino e orchestra di Sibelius).

 

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Assai attraente è anche il cartellone delle Settimane musicali di Ascona, giunte alla settantaquattresima edizione. Oltre agli abituali concerti dell’Orchestra della Svizzera italiana ci saranno due concerti sinfonici con grandi complessi: il 4 settembre la Rotterdam Philharmonic Orchestra con Lahav Shani, che dirigerà la quinta sinfonia di Bruckner e il concerto per pianoforte e orchestra 27 KV 595 di Mozart, in questo esibendosi anche come solista, e il 2 ottobre la Finish Radio Symphony Orchestra, con sul podio Hannu Lintu, per l’esecuzione della seconda sinfonia di Brahms e, con Elina Vähälä in qualità di solista, il concerto per violino e orchestra op. 47 di Sibelius. Ma l’avvenimento più inusuale della stagione sarà senza dubbio quello dell’8 settembre, quando il pianista Pierre-Laurent Aimard proporrà “Le catalogue d’oiseaux” di Messiaen in quattro suggestivi luoghi all’aperto dall’alba al tramonto (7.00 Lido di Ascona, 11.30 Monte Verità, 19.00 Chiesa di San Martino, Ronco sopra Ascona, 22.00 Chiesa del Collegio Papio). Coloro i quali ammirarono Alexis Weissenberg saranno lieti di partecipare all’omaggio che il 16 settembre gli tributerà Marc-André Hamelin eseguendo, tra l’altro, un suo lavoro (Sei arrangiamenti di chansons di Charles Trenet). Francesco Piemontesi si presenterà il 18 settembre per suonare, nell’ambito di un vasto programma, un concerto per pianoforte e orchestra di Haydn e il secondo concerto   di Liszt. E tanto altro ancora.

 

Carlo Rezzonico

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