Mobilità lenta e regole

Mag 29 • L'opinione, Lettori, Prima Pagina • 327 Views • Commenti disabilitati su Mobilità lenta e regole

È l’argomento del momento. Premetto che sono ciclista pure io e quindi approvo l’approccio, ma sono seriamente preoccupato per il metodo. La domanda è: essere rigorosi e fiscali nell’applicazione delle regole o comprensivi e disponibili? Purtroppo, gli esempi poco edificanti di questi giorni propendono per l’inflessibilità. Mai osservato tanti indisciplinati e pure maleducati in centro città e sul lungolago come in questi giorni. Si tratta chiaramente di un problema di educazione e disciplina personale. Fare chiarezza sulle norme giuridiche relative alle biciclette, ai monopattini elettrici, alle e-bike e alle diverse disposizioni di legge, che sono chiare e vincolanti, è dovere dei politici che si sono assunti l’onere di deregolamentare certe situazioni in contrasto con norme federali, assumendosi quindi i rischi e le responsabilità di tali decisioni. Infatti, solo il Consiglio federale può prevedere eccezioni. Vedi separazione della circolazione che recita chiaramente: “I veicoli a motore e velocipedi non devono usare strade che non sono adatte o non sono manifestamente destinate alla loro circolazione, come strade pedonali, in particolare per il turismo a piedi. Il marciapiede è riservato ai pedoni, la ciclopista è riservata ai ciclisti.” Quindi, certe scelte sono discutibili. Da ultimo, manca completamente una segnaletica verticale indicante i divieti e le relative sanzioni.  L’aumento sempre più marcato di queste e-bike pone pure problemi di sicurezza e di coperture assicurative. Infatti, sino al 2012 erano munite di targhetta, pertanto coperti in RC. Ora è a scelta e giudizio personale. Quante sono le e-bike coperte con una polizza RC privata? Dal profilo giuridico, la bicicletta elettrica o e-bike è assimilata a un ciclomotore (vedi art. 18 Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali). È evidente e logico quali siano gli spazi a loro destinati. Ogni deroga deve essere attentamente esaminata. Non si sono forse spinti certi politici su un terreno molto insidioso senza averne calcolato le derive e le relative conseguenze? Forse un approccio più meditato e ragionato sarebbe auspicabile.

 

Raoul Bettosini – Lugano

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