Migros: quali previsioni per il futuro?

Nov 4 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 169 Views • Commenti disabilitati su Migros: quali previsioni per il futuro?

Il gigante arancione del commercio ha forse una qualche difficoltà nell’attività?

Ci sorge questa domanda dopo alcune considerazioni su quanto è successo in questi ultimi tempi.

Nello scorso mese di giugno, i soci di tutte le dieci cooperative del grande gruppo del commercio al dettaglio si sono opposti alla vendita di bevande alcooliche. Il Ticino, con il 45 % e in Vallese con il 40 % sono stati i più favorevoli.

Migros ZH e Migros Aare, invece, avevano votato all’80% a favore del mantenimento dello status quo. Il divieto di vendere alcool, in vigore da oltre 100 anni, era stato introdotto dal fondatore della Migros Gottlieb Duttweiler che, «voleva assicurarsi che non sarebbero stati proprio i suoi principi commerciali di “prezzi convenienti grazie a margini contenuti” a dare impulso a fenomeni quali la dipendenza della popolazione dall’alcool». Per gli stessi motivi, nei negozi Migros non sono neppure venduti tabacco e derivati.

La maggioranza dei delegati della Federazione delle cooperative Migros (FCM), riuniti a Zurigo, aveva votato sabato 11 dicembre 2021 a favore di un cambiamento degli statuti che avrebbe consentito la vendita di bevande alcoliche.

Poi più recentemente, il 18 ottobre scorso, ATS rendeva noto un test di comparazione fra i grandi gruppi di commercio al dettaglio, effettuato in settembre su un paniere di 30 alimenti, gli stessi presenti in un paniere due anni or sono. Si tratta di frutta, verdura, latticini, prodotti di panetteria, farina, conserve e tanto altro ancora. La spesa meno cara è stata effettuata presso Aldi ed è costata 66,74 franchi. Al secondo posto figura Lidl, con 68,53 franchi (+3% rispetto ad Aldi), al terzo Coop, dove sono stati pagati 70,17 franchi (+5%), al quarto Denner, che ha richiesto 71,78 franchi (+8%); chiude la classifica, molto staccata, Migros, che ha presentato un conto di 81,10 franchi (+22%). A sfavorire Migros è il fatto che diversi prodotti più convenienti sono disponibili solo nei grandi negozi: il test ha però preso in considerazione la normale filiale di Ostermundigen (BE), che con i suoi 2500 metri quadrati è comunque assai più grande dei 1000 metri quadrati che caratterizzano i punti vendita di Aldi e Lidl. Nel confronto con il 2020 emerge che circa la metà dei prodotti del paniere di Aldi sono diventati più cari: solo quattro sono scesi di prezzo. La situazione è simile presso Lidl: tre soli articoli più convenienti. Diverso è invece il discorso per Coop, che ha ampliato nettamente la sua linea Prix Garantie: il tal modo la cooperativa ha scavalcato in classifica Denner (che appartiene a Migros). Da parte sua, Migros ha dieci prodotti più a buon mercato rispetto a due anni or sono, ma ciò non è bastato per evitare l’ultimo posto.

Come possiamo constatare, Migros appare la meno a buon mercato e quando si va a far la spesa se ne tiene conto.

Ma che ci interessa è anche la più recente notizia, secondo cui l’attuale presidente della direzione generale della Migros nonchè presidente del Consiglio d’Amministrazione della Banca Migros, Fabrice Zumbrunnen, nell’aprile 2023, lascerà i suoi incarichi. L’attuale presidente ha lavorato per 26 anni per poi entrare nella direzione generale, per dieci anni e ricoprire la carica di presidente per 5 anni.

Domenica 30 ottobre, nell’edizione del radiogiornale delle 12.30, il radiocronista Alessio Veronelli riportava che il domenicale «Sonntagszeitung» parla cifre rosse in diverse sue cooperative, almeno tre su 10, Ticino, ZH, e Vallese e che a tenere a galla Migros sono i settori non legati ai supermercati: viaggi, salute e stazioni di servizio.

Attendiamo gli sviluppi dell’andamento del Gigante arancione.

 

GFR

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