Migliorare le condizioni-quadro economiche

Gen 28 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1545 Views • Commenti disabilitati su Migliorare le condizioni-quadro economiche

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A seguito dell’abbandono del cambio fisso dell’euro da parte della Banca nazionale svizzera (BNS), l’UDC chiede un miglioramento delle condizioni-quadro a favore dell’economia svizzera. Si tratta, in particolare, di deregolamentare sistematicamente e di rinunciare a idee e progetti nocivi per l’economia, quali le quote rosa, il rincaro dell’energia o una regolamentazione esagerata della piazza finanziaria. È anche più urgente che mai applicare l’articolo costituzionale sul controllo dell’immigrazione.
Le conseguenze dell’abbandono del cambio fisso dell’euro da parte della BNS non sono ancora prevedibili in dettaglio. A breve termine, tuttavia, questa decisione rischia di mettere sotto pressione l’economia e l’impiego. È perciò importante migliorare le condizioni-quadro dell’economia svizzera e rinunciare a delle regolamentazioni insensate. Se la disoccupazione aumenta, è d’importanza capitale che la Svizzera riprenda in modo autonomo il controllo dell’immigrazione sul suo territorio. L’accento deve essere messo sulla priorità ai lavoratori residenti e sulla limitazione dell’accesso alle istituzioni sociali.
Deregolamentare e rivitalizzare
È evidente che esiste attualmente un margine di manovra considerevole per migliorare le condizioni-quadro a favore dell’economia e dei cittadini. Per migliorare sensibilmente le prospettive economiche, sarebbe già sufficiente rinunciare a delle regolamentazioni e a dei progetti insensati attualmente all’esame del Consiglio federale o già annunciate, quali l’introduzione di quote rosa, la “polizia dei salari”, la strategia energetica oppure nuove tasse e prelievi. La politica deve anche vegliare sulla salvaguardia della flessibilità del mercato del lavoro, in particolare riducendo le misure d’accompagnamento e applicando l’articolo costituzionale sul controllo dell’immigrazione. Dal punto di vista dell’UDC, gli elementi seguenti dovrebbero essere introdotti in un programma di miglioramento delle condizioni-quadro o quantomeno la loro efficacia dovrebbe essere seriamente esaminata:    

  • abbandonare le regolamentazioni annunciate dal Consiglio federale per le imprese, come le quote rosa o la “polizia dei salari”;
  • rinunciare a delle regolamentazioni esagerate del mercato finanziario (rivedere i progetti FIDLEG, LEFin, LIMF, regolamentazioni contro il riciclaggio di denaro, ecc.);
  • rinunciare a qualsiasi nuova imposta o tassa o aumento d’imposta (in particolare sulle tasse sui carburanti, l’imposta mediatica, ecc.);
  • rinunciare al progetto “economia verde” e a qualunque altra iper-regolamentazione in materia di protezione dell’ambiente;
  • ridurre le misure d’accompagnamento e snellire maggiormente il mercato del lavoro (non facilitando l’applicazione dei CCL di validità generale, abbandonando la responsabilità solidale, ecc.);
  • sfrondare le regolamentazioni concernenti l’agricoltura e le arti e mestieri (statistiche, burocrazia, registrazioni assurde degli orari di lavoro fino a livello dei quadri);
  • ridurre le regolamentazioni nel traffico doganale, nel diritto dell’edilizia e nella protezione dell’ambiente;
  • semplificare i lavori amministrativi delle imprese per i conteggi concernenti l’AVS, la LPP e l’IVA;
  • rinunciare a regolamentazioni e tasse supplementari nella strategia energetica 2050 (non aumentare la retribuzione a prezzo di costo delle immissioni in rete d’elettricità e la tassa sul CO2, rinunciare a nuove imposte sull’energia);
  • apportare degli adeguamenti strutturali alla riforma della previdenza-vecchiaia (rinunciare ad aumenti delle imposte, dell’IVA in particolare, dei prelievi sui salari e all’estensione delle prestazioni);
  • estendere la Riforma III dell’imposizione delle imprese al fine di migliorare sensibilmente l’attrattività fiscale della Svizzera (ampliare il sistema “licence box”, imposta sugli utili tenendo conto degli interessi, snellimento del principio della determinatezza, ecc.) e rinunciare sistematicamente ai contro-finanziamenti (non prelevare un’imposta sugli utili da capitale);
  • ridurre il tasso d’imposta sugli utili dall’8,5 al 7,5%;
  • adattare e semplificare l’ordinanza Swissness;
  • rinunciare a qualsiasi ulteriore regolamentazione delle società di materie prime, società multinazionali, ecc.;
  • preparare dei programmi di risanamento delle finanze federali con un esame rigoroso dei compiti e la fissazione di un tetto massimo per il personale federale;
  • ridurre i privilegi delle amministrazioni pubbliche che provocano delle distorsioni sul mercato del lavoro (congedo paternità, regolamentazione delle vacanze e dei congedi, prestazioni di previdenza-vecchiaia, ecc.);
  • far cessare la concorrenza che il settore pubblico esercita sull’economia privata, per esempio nel settore dello smaltimento dei rifiuti, dello sviluppo di software oppure con attività di imprese federali che esulano dal loro campo specifico;
  • rafforzare il sistema di formazione duale con una formazione vicina alla pratica e all’economia;
  • applicare fedelmente l’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” (priorità ai lavoratori residenti e contingenti).

 

Berna, 22 gennaio 2015

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