«Metro» alpino invece dell’aeroporto!

Ott 18 • L'opinione, Prima Pagina • 178 Views • Commenti disabilitati su «Metro» alpino invece dell’aeroporto!

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

In questi giorni ci si sta lamentando dappertutto per il triste destino dell’aeroporto di Lugano-Agno. Ma tutti conosciamo la situazione topografica di Agno e l’impossibilità di farvi atterrare e decollare aerei di grandi dimensioni. Ma forse, considerata l’attuale situazione generale, è semplicemente finita l’era dei voli a breve raggio. Per me, è evidente il fatto che la ferrovia – con l’ultimazione di Alptransit – è in grado oggi di offrire dei collegamenti molto più attrattivi fra Lugano e l’aeroporto di Zurigo. E, inoltre, il grande aeroporto di Milano-Malpensa si situa poco oltre la frontiera. Succede sempre così con i progressi tecnologici: ci sono sempre dei vincitori e dei perdenti, e non ha senso rimpiangere i bei tempi andati. Altrimenti, circa 150 anni fa, i postiglioni delle diligenze sarebbero dovuti salire sulle barricate, quando la ferrovia del Gottardo offrì un nuovo e veloce collegamento nord-sud attraverso le alpi, togliendo così loro il lavoro. A ogni progresso tecnologico corrisponde una perdita di posti di lavoro e ne nascono di nuovi. Se non mi sbaglio, nei prossimi anni alle FFS e alla BLS mancheranno più di 1’000 macchinisti. Non ha davvero molto senso mantenere in vita artificialmente e con denaro pubblico delle strutture superate come un aeroporto a Lugano. Penso sia meglio prestare attenzione a nuovi e interessanti progetti, e uno di questi è stato tolto dal cassetto proprio in questi giorni. A mio avviso, vale la pena di osservare più da vicino questa idea.

Alcune menti brillanti hanno constatato che la nostra ben nota stazione sciistica di Bosco Gurin (in una valle laterale della Valle Maggia, con piste da sci a un’altitudine di 1’500-1’900 metri, dunque con innevamento relativamente sicuro) confina con un territorio italiano densamente abitato. La zona di Domodossola (un po’ più abitanti di Locarno e dintorni) si situa nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola che conta più di 150’000 abitanti. La strada della Val Formazza è comoda e ben tenuta e da Fondovalle (Italia) a Bosco Gurin ci sono meno di sei chilometri in linea d’aria. Gli abitanti originari Walser chiamano il loro comune «Schtaafelwaald». L’idea di costruire qui una metropolitana alpina sotterranea non è nuova, nacque negli anni novanta del secolo scorso. Se fosse realizzata, gli impianti sportivi invernali del villaggio Walser ticinese sarebbero facilmente raggiungibili sia da Locarno, sia da Domodossola. Senza dimenticare che tornerebbe in vita un antico collegamento storico: i Walser abitanti in Ticino immigrarono oltre 700 anni fa proprio da questa valle italiana che ancora oggi, oltre alla denominazione italiana Formazza, porta il nome tedesco “Pomatt”. La valle del fiume Toce, con il suo famoso formaggio «Bettelmatt», tornerebbe a essere in stretto contatto con la Val Rovana e, di conseguenza, con la Valle Maggia.  I Walser lo fecero in passato: essi non immigrarono dal basso a Bosco Gurin, vennero dall’alto, attraverso le montagne. E forse faranno in futuro così anche gli sciatori – seppure attraverso una breve galleria. Ritengo che varrebbe la pena di valutare più a fondo questo nuovo collegamento. Sarebbe pure rispettoso dell’ambiente…

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