Lugano: ci vogliono tutti in trottinette?

Dic 12 • Dai Comuni, Dall'UDC, Prima Pagina • 45 Views • Commenti disabilitati su Lugano: ci vogliono tutti in trottinette?

Tiziano Galeazzi
Consigliere comunale UDC

La risposta all’interrogazione “A Lugano l’auto dove la metto in tasca o nel cassetto” è arrivata puntuale da parte del Municipio in tempi brevissimi – e questo fa piacere, in un periodo dedicato ad altre priorità più urgenti. Questo, però, non deve essere un “alibi” per sottacere dei cambiamenti che rimarranno anche dopo questa pandemia. Con quest’ultima si è accelerato sui piani di mobilità e opere che avrebbero dovuto essere meglio valutate e studiate in base alle diverse necessità. Non solo sulla pressione di un’area politica specifica che vorrebbe la desertificazione comunale, ma anche concrete necessità da parte dei cittadini direttamente toccati da questi cambiamenti, così come i commerci e servizi di zona. Per far posto a queste piste ciclabili non così frequentate, anzi fantasma, si è rinunciato a cairca un centinaio di parcheggi in zona bianca e zona blu in tutta la città.

Probabilmente, Lugano si è messa in mente di poter far concorrenza a Zurigo cosi come all’Olanda. A Zurigo però non vi sono solo bus, ma tram e metrò che servono in modo capillare ogni centimetro quadrato della città e così i paesi della cintura. In Olanda è nella loro cultura e predisposizione per lo più ad Amsterdam. Alle nostre latitudini? No, non funziona cosi. Oggi, per pochi utenti a due ruote che si vedono durante la settimana, stiamo quasi obbligando le persone a vendere il proprio mezzo a motore per una scelta che di certo non fa l’unanimità. Una scelta che lede la libertà dell’individuo nella volontà di come muoversi a dipendenza delle necessità. Inoltre, se si fa un giretto in bicicletta e si percorrono le nuove deserte piste ciclabili, si denotano zone a rischio e pericolo, come l’incrocio tra via La Santa e via Al Lido a Viganello e l’uscita insensata in contromano in via Curti su viale Franscini. (vedi foto)

Il tutto poi condito dai “fenomeni a due ruote” che sfrecciano con biciclette e monopattini ancora sui marciapiedi cittadini, schivando qua e là i passanti. Molti di loro, per la fretta, invadono anche strade a senso unico, mettendo in pericolo più gli automobilisti che loro stessi.

In conclusione, questo voler “spingere” a tutti i costi una strategia nuova sulla mobilità lenta stile Zurigo o Amsterdam, oggi sembra di difficile applicazione a Lugano per una valanga di problemi sulla mobilità e la struttura stessa della città.

Ma poi ci si chiede: ma per quanti utenti realmente è stato concepito questo nuovo assetto? Con il Covid19 non ci sono state nè analisi nè valutazioni sull’impatto delle zone toccate, così come sui danni che procurerà l’abbandono di immobili e commerci di zona. Almeno questa è stata la risposta che ha fornito il Municipio all’interrogazione. Piste ciclabili vuote e parcheggi all’aperto quasi azzerati. Se vogliono questo, allora si progetti una chiusura totale da Cornaredo verso il centro e si creino degli anelli esterni con molti P&R (parcheggi) nelle direzioni di uscita nei quattro punti cardinali della città.

Di certo non pretendere che il cittadino chieda a Babbo Natale di portagli una “trottinette” e fargli trovare un acquirente per la propria auto.

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