L’UDC si batte contro qualsiasi ulteriore vincolo all’UE

Ott 2 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 271 Views • Commenti disabilitati su L’UDC si batte contro qualsiasi ulteriore vincolo all’UE

UDC Svizzera prende atto con rammarico del NO all’iniziativa per la limitazione. Apparentemente ha vinto la clausola ghigliottina e la popolazione – in piena crisi del coronavirus – vuole mantenere l’attuale situazione. Per l’UDC, il NO all’iniziativa per la limitazione è un’opportunità mancata di tornare finalmente a un’immigrazione controllata e sostenibile per il nostro paese e per la nostra società. Poiché il mandato costituzionale di gestire autonomamente l’immigrazione non è tuttora applicato, l’UDC continuerà a impegnarsi per questo. Altrettanto, l’UDC si opporrà con determinazione contro le forze che pretendono essere il NO all’iniziativa per la limitazione automaticamente un SÌ all’accordo-quadro istituzionale con l’UE. L’UDC si batterà con decisione contro questo trattato di sottomissione, come pure contro qualsiasi ulteriore vincolo all’UE.

UDC Svizzera si rammarica del rigetto dell’iniziativa per la limitazione. È un’opportunità mancata per le Svizzere e gli Svizzeri di finalmente di nuovo poter gestire l’immigrazione autonomamente e, di conseguenza, secondo le necessità del nostro paese. Come indica la quota del 38,3% dei voti, l’insoddisfazione delle Svizzere e degli Svizzeri per l’immigrazione di massa è grande. L’UDC si aspetta che il Consiglio federale e gli altri partiti prendano sul serio queste preoccupazioni.

Eppure, nel 2014, con l’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, le cittadine e i cittadini si erano espressi a favore di una gestione autonoma dell’immigrazione. Ma apparentemente, la minaccia della clausola ghigliottina e la crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus hanno creato una grande insicurezza in molta gente, la quale preferisce attenersi alla situazione attuale, accettando le conseguenze negative dell’immigrazione esagerata. Dei gravi danni che l’immigrazione di massa causa al nostro paese – come la crescente pressione sui salari, l’aumento della disoccupazione, l’erosione delle nostre istituzioni sociali e il collasso che si sta delineando delle nostre infrastrutture – la responsabilità è da attribuire agli altri partiti, alle associazioni economiche e ai sindacati.

A tutta forza contro l’accordo-quadro istituzionale con l’UE

Il Consiglio federale e gli euroturbo degli altri partiti interpreteranno il risultato di questa votazione come un SÌ all’accordo-quadro istituzionale con l’UE e pretenderanno di firmare questo trattato di sottomissione il più rapidamente possibile. L’accordo-quadro distruggerebbe il nostro paese, perché contrasta con tutto ciò che fa della Svizzera quello che è: la sperimentata democrazia diretta, il federalismo, l’indipendenza e la neutralità. Perché l’accordo implica la sottomissione della Svizzera alle istituzioni UE – inclusa la ripresa dinamica (ossia automatica) del diritto UE – e l’assoggettamento della Svizzera alla Corte di giustizia dell’UE. UDC Svizzera combatterà con determinazione questa strisciante adesione all’UE, come pure qualsiasi ulteriore vincolo all’UE e s’impegnerà anche in futuro per una Svizzera libera, sicura e, soprattutto, autonoma e in regime di democrazia diretta.

Nello stesso tempo, UDC Svizzera continuerà a battersi contro l’immigrazione esagerata, in particolare nel campo dell’asilo. Perché il mandato costituzionale dato da popolo e cantoni nel 2014, secondo il quale la svizzera e non l’UE gestisce l’immigrazione nel nostro paese, rimane nonostante il NO all’iniziativa per la limitazione.

L’UDC si rallegra del SÌ ai nuovi aerei da combattimento

L’UDC si rallegra che il popolo svizzero abbia approvato l’acquisto dei nuovi aerei da combattimento e con questo abbia detto SÌ a un esercito efficace e all’indipendenza politica del nostro paese.

Deplorevole è invece il NO a una legge equilibrata sulla caccia, che avrebbe migliorato in uguale misura la protezione degli animali, il territorio e gli esseri umani.

Altrettanto spiacevole è non essere riusciti, per ciò che riguarda l’aumento degli sgravi fiscali e il congedo di paternità, a convincere le cittadine e i cittadini a votare un SÌ al primo, rispettivamente un NO al secondo tema.

 

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