L’UDC portavoce delle campagne!

Gen 22 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 235 Views • Commenti disabilitati su L’UDC portavoce delle campagne!

Albisgüetli 2021 – Il discorso di Christoph Blocher (prima parte)

Lo scorso 15 gennaio, si è tenuto il tradizionale incontro dell’UDC Zurigo, via Internet a causa delle misure di protezione contro il coronavirus. Riportiamo in alcune puntate il discorso del già consigliere federale e nazionale Christoph Blocher.

Signor presidente,

Signor presidente della Confederazione Guy Parmelin,

Cari deputati politici, cari membri e amici dell’UDC,

Cari compatrioti,

Signore e Signori,

I. Saluti

Purtroppo, quest’anno non possiamo salutarvi nella sala ricolma dell’Albisgüetli. È tuttavia fuori questione di rinunciare alla manifestazione più importante dell’anno politico svizzero, ossia al tradizionale congresso dell’Albisgüetli.

Annullamenti di questo genere sono troppo spesso il risultato di un eccessivo attaccamento alla comodità, o addirittura alla pigrizia.

Coloro che abbandonano il lavoro politico cedono il passo alle forze politiche che approfittano della pandemia per ottenere più potere, per rafforzare i loro mezzi di comando e per spremere più denaro ai cittadini.

L’Unione democratica di centro, l’UDC, è il partito del popolo laborioso. Più che mai, in questo periodo segnato dalla pandemia, il nostro paese ha bisogno dell’UDC.

Il principio è perciò sempre lo stesso ogni anno: nel quadro del suo congresso dell’Albisgüetli, il partito parla chiaro e prende posizione per il nostro paese. E come vuole la tradizione, il presidente della Confederazione vi prende la parola. Salutiamo dunque cordialmente Guy Parmelin, presidente della Confederazione.

II. La fiducia perduta

L’UDC è un pilastro dello Stato. Essa rispetta infinitamente le istituzioni democratiche e liberali della Svizzera.

Ma oggi – e soprattutto in questo periodo di pandemia – queste onorevoli istituzioni vengono rimosse. Le autorità esigono dalla popolazione una fiducia quasi illimitata, addirittura cieca.

Signore e Signori, fiducia nelle istituzioni sì, ma non cieca fiducia nelle persone che gestiscono queste istituzioni. E ancora meno, nelle persone che vengono meno al loro mandato.

In tal caso, la critica e la resistenza sono un dovere civico supremo.

Che fiducia e che rispetto merita dunque un’autorità che, come il Dipartimento della sanità pubblica del consigliere federale Alain Berset, ha osato qualificare inutile, o addirittura nocivo1 l’utilizzo di una mascherina respiratoria, per poi, qualche mese più tardi, far perseguire dalla polizia le persone che non la indossavano? È il colmo dell’assurdità!

E perché queste aberrazioni? Perché, nonostante il suo costo enorme, il nostro sistema sanitario non era assolutamente preparato alla pandemia, ma i suoi responsabili rifiutavano di ammettere che né delle mascherine e degli abiti di protezione, né degli apparecchi respiratori non erano disponibili in numero sufficiente. Per cui il nostro sistema sanitario preteso essere il migliore del mondo, ma in ogni caso il più caro del mondo, ha rapidamente raggiunto i suoi limiti di fronte alla dura realtà.

Accettare senza reagire tali enormità, significa mancare di rispetto per le istituzioni. Mantenere il silenzio di fronte a queste disfunzioni, significa nuocere alla democrazia e al paese.

Possiamo dare fiducia a persone che lamentano una mancanza di letti d’ospedale , ma che sottacciono il fatto che i nostri ospedali sono occupati in maniera totalmente sproporzionata da migranti?2

O che rifiutano sistematicamente di ammettere che il contagio inizialmente molto rapido nei cantoni frontalieri di Ticino, Ginevra, Vaud e Basilea-Città, aveva un rapporto con la libera circolazione delle persone e con una politica d’asilo lassista?

Signore e Signori, tacere di fronte a questa realtà significa attentare alla democrazia e al paese!

III: Che sarebbe la Svizzera senza l’UDC?

Il dovere supremo delle cittadine e dei cittadini, ma soprattutto delle politiche e dei politici eletti, è di vegliare a che le autorità facciano il loro dovere. Bisogna forse ricordarlo ancora una volta? Le autorità sono al servizio del popolo, e non viceversa!

Durante gli scorsi 40 anni, l’UDC non ha mancato di biasimare severamente i politici che sono venuti meno ai propri doveri. E deve farlo ancora anche oggi.

In questi ultimi tempi, molta gente dell’UDC si presenta a testa bassa, affermando di essere stata criticata, denigrata, o addirittura emarginata.

In particolare i giovani deputati hanno la tendenza a lamentarsi. Hanno voglia di essere amati. Cedono alla rassegnazione. Temono per la loro immagine. Oh, miei cari politici che cercate di farvi amare, smettete allora di preoccuparvi della vostra immagine!

Non è la facciata che conta. L’importante è il vostro impegno per il paese e per il popolo. È meglio rinunciare a una buona immagine che tentare di crearsi una presunta “buona immagine” mediante cattive azioni politiche.

Signore e Signori, ecco come l’UDC ha fatto politica negli ultimi quarant’anni. Questa politica, non ha forse fatto il nostro successo?

Comincio citando a testimoni i nostri avversari.

L’ex-consigliere federale liberale-radicale, Pascal Couchepin, che da anni non nasconde il suo odio per l’UDC, si è lamentato che l’UDC, con le sue rivendicazioni, ha per molti anni trascinato la politica svizzera dalla sua parte.3 Difficile farci un complimento migliore. È infatti  un bene che l’UDC  sia riuscita a impedire una parte degli errori politici di Couchepin e del suo partito radicale!

Josef Lang, ex-consigliere nazionale della sinistra alternativa, ha scritto:

“Mai, dall’introduzione del sistema proporzionale, si è vista un’ascesa così spettacolare di un partito, come quella dell’UDC fra il 1992 e il 2015. Dal solo 11,9% dei suffragi nel 1991, l’UDC ha raggiunto il 29,4% nel 2015, ossia quasi il triplo.4

Sì, Signore e Signori, ciò che conta non è la percentuale di voti, ma l’orientamento politico che la Svizzera ha preso grazie all’UDC o anche i cattivi sviluppi che sono stati impediti grazie all’UDC. Non c’è bisogno di cercare lontano:

  • È l’UDC che ha posto la domanda fondamentale: la Svizzera deve essere governata in Svizzera o dall’estero? Oppure: il potere politico in Svizzera deve essere assunto dalle cittadine e dai cittadini svizzeri, dunque dal sovrano, o dai politici della Berna federale e di Bruxelles?
  • È solo grazie all’ostinata opposizione dell’UDC e al rifiuto di aderire allo Spazio economico europeo (SEE) che la Svizzera non è oggi membro dell’Unione europea.
  • E che sarebbe dell’accordo-quadro, senza l’UDC? Quando per la prima volta nel 20145, in questo stesso Albisgüetli, descrissi in presenza di Didier Burkhalter, allora presidente della confederaztione e ministro degli affari esteri, il contenuto disastroso dell’accordo-quadro, facendo appello al rigetto di questo nuovo trattato coloniale imposto dall’UE, suscitai molto stupore. I nostri avversari preferivano, come al solito, nascondere la testa nella sabbia, sostenendo che si trattava solo di un piccolo accordo bilaterale supplementare.

 

1 Daniel Koch, rappresentante dell’UFSP, ha affermato, durante la trasmissione “Rundschau” della radio svizzero-tedesca SRF, che le maschere indossate da persone sane in pubblico non avrebbero alcuna influenza sull’epidemia e potrebbero portare addirittura all’inosservanza delle norme di distanziamento.

2 Daniel Wahl: “70 Prozent Migranten in den Spitalbetten” (70% dei letti d’ospedale utilizzato da migranti), nella Basler Zeitung, 2.12.2020, p. 22.

3 Marc Tribelhorn, Christina Neuhaus: “In caso di guerra, non potete organizzare un contrattacco con la democrazia diretta”, come uomo politico, Pascal Couchepin era tanto dominatore che i suoi avversari lo chiamavano “Re sole”, nella : NZZ, 7.12.2020, p. 7.

4 Josef Lang: Demokratie in der Schweiz, Geschichte und Gegenwart (Democrazia in Svizzera, storia e presente), Baden 2020, p. 247.

5 Christoph Blocher: Kein EU-Beitritt auf Samtpfoten (NO a un’adesione all’UE su zampe di velluto, discorso dell’Albisgüetli du 17 gennaio 2014, pronunciato in occasione del 26° Congresso dell’Albisgüetli dell’UDC del canton Zurigo, presso il poligono di tiro Albisgüetli a Zurigo,  https://www.svp.ch/wp content/uploads/blocher-albisguetelid.pdf

Continua nel prossimo numero

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