L’UDC portavoce delle campagne!

Feb 5 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 223 Views • Commenti disabilitati su L’UDC portavoce delle campagne!

Albisgüetli 2021 – Il discorso di Christoph Blocher (seconda e ultima parte) 

Lo scorso 15 gennaio, si è tenuto il tradizionale incontro dell’UDC Zurigo, via Internet a causa delle misure di protezione contro il coronavirus.

Mi ricordo molto bene di quando Toni Brunner, allora presidente di UDC Svizzera, mi si avvicinò dopo il mio discorso per dirmi preoccupato: ”Dimmi Christoph, ma è pazzesco quello che ci aspetta. È ancora peggio di un’adesione all’UE. Come faremo a far conoscere questa faccenda? Come far aprire gli occhi ai nostri concittadini? L’UE diventerebbe il nuovo legislatore in Svizzera grazie a un trattato firmato dalla Svizzera? Diritto straniero e giudici stranieri? La nostra Costituzione federale ne sarebbe stravolta!” Allora, gli risposi così:

“Noi dell’UDC abbiamo il dovere, durante i prossimi giorni, mesi e anni, giorno e notte, d’informare di tutto questo e di mettere in guardia i cittadini contro questo accordo. Dobbiamo far capire che tutti questi traditori della patria degli altri partiti, con la complicità di funzionari federali irresponsabili – in particolare dei diplomatici – tentano di far passare questo accordo discretamente e senza dibattito pubblico.” E l’UDC ha svolto questo compito d’informazione. E con successo, direi.

È esattamente ciò che intendeva dire il mio collega, l’ex consigliere federale Pascal Couchepin, rimproverando all’UDC di aver segnato per anni la politica della Svizzera. Possiamo andarne fieri, Signore e Signori.

È solo grazie alla resistenza dell’UDC che questo trattato coloniale, questo accordo di sottomissione al quale si è dato il nome anodino di “accordo-quadro”, non è ancora stato concluso. Dettaglio che ci rende oggi fiduciosi nell’avvenire, numerosi ambienti al di fuori dell’UDC combattono indipendentemente da noi questo tradimento della patria.

L’opposizione a un’adesione all’UE è oggi così forte che perfino i sostenitori dell’UE non osano più confessare di volervi aderire, per paura di perdere elettori.

E il parlamento ha dovuto – evidentemente suo malgrado – cedere alle pressioni dell’UDC e decidere, con l’accordo del Consiglio federale, di incaricare la Confederazione d’annunciare a Bruxelles che la Svizzera non vuole divenire membro né dell’UE, né del suo mercato interno, e che la domanda d’adesione depositata il 26 maggio 1992 deve essere considerata come ritirata.6

Tuttavia, Signore e Signori, non possiamo dedurne che tutti questi eurofanatici abbiano cambiato opinione. Ma, almeno, non osano più confessare apertamente le loro intenzioni, perché sanno molto bene che la grande maggioranza del popolo svizzero è contraria all’adesione all’UE ed è a favore del mantenimento dell’indipendenza e della neutralità della Svizzera.  Vedete, dunque: senza l’UDC, la Svizzera è persa. Noi dobbiamo continuare a batterci con coraggio, ma senza arroganza, anche se la nostra battaglia ci causa attacchi e denigrazioni.

  • Signore e Signori, a questo riguardo potete ispirarvi all’esempio degli Inglesi. La Gran Bretagna l’ha avuta vinta nella sua disputa con l’UE, la Brexit: grazie alla tenacia del suo Primo ministro Boris Johnson, la Gran Bretagna ha ottenuto la sua indipendenza. È uscita dall’UE e ora non sente più parlare di ripresa dinamica del diritto UE, di giudici stranieri UE, di libera circolazione delle persone, di clausole-ghigliottina, di sanzioni punitive decretate da Bruxelles. La Gran Bretagna avrà il suo accordo di libero scambio, che la Svizzera ha già stipulato nel 1973. Peraltro, la situazione iniziale degli Inglesi era molto più difficile di quella della Svizzera oggi. Per noi, le cose sono più facili perché, contrariamente agli Inglesi, non dobbiamo divorziare dall’UE, visto che non siamo mai stati sposati con lei (le cittadine e i cittadini elvetici sono stati più prudenti e lungimiranti del potente impero britannico). Noi dell’UDC, lanciamo il seguente appello al Consiglio federale: siate testardi quando si tratta di difendere l’indipendenza e la democrazia svizzere! Perché nei negoziati, soprattutto con un interlocutore più grande e più potente, succede spesso che il più piccolo l’abbia vinta se dà prova di sufficiente tenacia. La Gran Bretagna ce ne ha dato l’esempio.
  • Non voglio soffermarmi troppo sui molti successi dell’UDC. Potrei riempir delle paginate. Permettetemi solo di ricordarvi che è solo grazie all’UDC che il canton Zurigo e altri cantoni hanno soppresso l’imposta di successione, almeno per i membri della famiglia.
  • Ricordiamo anche l’inasprimento del diritto d’asilo voluto dall’UDC,
  • l’iniziativa contro i minareti approvata dal popolo,
  • o ancora il rifiuto del progetto “figli dello Stato”.
  • E per non parlare delle prestazioni dei membri UDC degli esecutivi. A questo riguardo, bisogna in particolare menzionare l’eccellente lavoro dei nostri due consiglieri federali. Il dipartimento del consigliere federale Guy Parmelin, attualmente presidente della Confederazione, ha avuto l’intelligenza di vegliare sul proseguimento delle buone relazioni con la Gran Bretagna dopo la Brexit. Grazie, presidente della Confederazione. E il nostro consigliere federale Ueli Maurer, alla testa del Dipartimento federale delle finanze, ha saputo reagire con discrezione, ma efficacemente, al ricatto spregevole di Bruxelles che minacciava di invalidare la cosiddetta equivalenza borsistica, che si presumeva così importante per la Svizzera, nel caso che quest’ultima non firmasse l’accordo-quadro entro il 1° ottobre 2019. Come al solito, molti politici svizzeri si sono inquietati. Perfino il quotidiano zurighese “NZZ” si è inginocchiato davanti alle farneticazioni dell’UE, chiedendo l’immediata firma dell’accordo7. Ebbene, non c’è stata alcuna firma e l’equivalenza borsistica è stata tolta. Il Piano B di Ueli Maurer è perciò entrato in vigore e – sorpresa – la Svizzera ne trae profitto.

IV. L’UDC portavoce delle campagne!

Signore e Signori, il 2020 non è stato solo l’anno dell’epidemia di Covid-19, ma anche quello di un crescente fossato fra la città e la campagna. Insediati nelle città e sempre più sovvenzionati dai contribuenti, i media hanno solo parole di disprezzo per il nostro formidabile federalismo, lo tacciano arrogantemente di “campanilismo” o di “patchwork”. Dimenticano che la Svizzera s’è costruita dal basso all’alto, e non viceversa. L’articolo 3 della Costituzione federale è assolutamente chiaro: “I Cantoni sono sovrani per quanto la loro sovranità non sia limitata dalla Costituzione federale ed esercitano tutti i diritti non delegati alla Confederazione.”

Il federalismo, questo preteso “campanilismo”, disturba i burocrati centralizzatori sempre più numerosi. Essi tentano perciò di accaparrarsi il potere moltiplicando i decreti urgenti. E purtroppo, i governi cantonali troppo deboli stanno a guardare. I coraggiosi partiti federalisti di un tempo, in particolare il partito cattolico-conservatore che contava su potenti sezioni cantonali, predicano da qualche anno l’abbandono del federalismo, cercando di sfruttare il potenziale elettorale urbano. Hanno perso non solo elettori, ma anche il concetto di “cristiano” nel loro nome. E l’altra (un tempo) grande forza federalista, i radicali e i liberali romandi sono spariti nel progetto di fusione “PRD-Les Libéraux”, creato allo scopo di recuperare voti nel marasma centrista. Ciò significa che l’UDC ha un nuovo e importante ruolo da giocare. Come il federalismo può arrestare il centralismo? Gli avvenimenti del 2020 rispondono a questa domanda. È solo grazie a una maggioranza di piccoli cantoni rurali ancora politicamente in buona salute che la pericolosa e ipocrita iniziativa sulla responsabilità delle imprese è stata respinta. Nel canton Zurigo, il voto delle due grandi città, Zurigo e Winterthur, ha purtroppo fatto pendere la bilancia a livello cantonale a favore del +SÌ”, nonostante che gli altri dieci distretti abbiano respinto questo progetto. Anche a livello nazionale, il federalismo ha impedito che la piazza industriale svizzera, la prosperità svizzera e la certezza del diritto svizzera fossero sacrificate sull’altare del moralismo viscido delle cerchie di lavativi ostili all’economia. In piena crisi causata dalla pandemia di Covid-19, una maggioranza popolare dominata dalle città eco-socialiste era pronta a stravolgere il nostro efficace sistema giuridico. Non si sarebbe più dovuta provare la colpa di un accusato, bensì sarebbe stato quest’ultimo a dover dimostrare la propria innocenza. Un vero stravolgimento brutale e totalmente avulso dalla realtà del nostro sistema giuridico! È unicamente grazie alle campagne, i cui abitanti hanno saputo mantenere la ragione, che la Svizzera ha rinunciato a indebolirsi così fortemente. Ma già i perdenti urlano pretendendo la soppressione del principio della maggioranza dei cantoni, che li ha fatti fallire.

V. L’UDC, portavoce delle campagne!

L’UDC è fatta di un’altra pasta. Signore e Signori,

  • noi non permettiamo la distruzione di tutto ciò che ha dato prova di efficacia;
  • noi non permettiamo a degli arroganti saccenti di giocare a fare i dittatori e i despoti di fronte al popolo e di rifiutare arbitrariamente di applicare le decisioni popolari e gli articoli costituzionali che non gradiscono;
  • noi non ammettiamo che dei furbetti eco-socialisti sopprimano il principio della maggioranza dei cantoni, togliendo così l’ostacolo della ragione di fronte a una politica rovinosa;
  • noi non permettiamo a dei cittadini egoisti di vivere comodamente a nostre spese e di ordinarci ciò che dobbiamo fare;
  • noi non permettiamo che la sinistra rincari nei centri urbani i trasporti individuali e l’energia, al punto di strangolare gli abitanti delle campagne;
  • noi non permettiamo che si abusi della pandemia di Covid-19 per eliminare l’economia di mercato e installare un’economia posta sotto gli ordini della sinistra;
  • E, soprattutto, noi non permettiamo che l’UE faccia le leggi del nostro paese e ci imponga i suoi giudici tramite un accordo-quadro.

Rimbocchiamoci quindi le maniche!

Noi dell’UDC ci ispiriamo ai versi seguenti:              (Libera traduzione)

«Vertrau auf Gott und eigne Kraft                             “Abbi fede in Dio e nella tua propria forza

und nicht auf fremde Mächte;                                    e non nelle potenze straniere;

wer jeden Tag das Rechte schafft,                            chi ogni giorno crea le leggi,

der schafft im Jahr das Rechte.»8                              crea ogni anno la cosa giusta.”

 

– Viva la Svizra! – Chars commembers da la Svizra Rumantscha

– Viva la Svizzera! – Cari amici della Svizzera italiana

– Vive la Suisse! – Mes chers amis de la Suisse romande

– Es lebe die Schweiz – Liebe Deutschschweizer – in Freiheit und Sicherheit.

 

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6 13.4117 Mozione del gruppo UDC: Posizioni strategiche in merito alle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea. Mozione 14.3219 Reimann Lukas: Ritirare la domanda di adesione all'UE e fare chiarezza.

7 Schöchli, Hansueli: Der Börsenstreit fällt politisch ins Gewicht (La controversia sulla borsa ha un certo peso politico). „NZZ“, 19.6.2019, p. 15.

8 Friedrich Wilhelm Weber (1813–1894), Medico, politico e poeta tedesco.

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