L’UDC esige delle risposte concernenti l’inaccettabile intervento del presidente turco a Ginevra

Gen 13 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 159 Views • Commenti disabilitati su L’UDC esige delle risposte concernenti l’inaccettabile intervento del presidente turco a Ginevra

Secondo diversi articoli di stampa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha pronunciato, in occasione di una manifestazione a Ginevra, un discorso contro l’integrazione dei Turchi abitanti in Svizzera. Inoltre, dei predicatori inviati dalla Turchia, avrebbero dispensato un insegnamento coranico in un campo di vacanze per bambini turchi. L’UDC ritiene che dei comportamenti del genere non siano tollerabili, tanto più che incoraggiano la radicalizzazione islamista. I rappresentanti dell’UDC nella Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati, che si riunisce oggi, esigono perciò una presa di posizione da parte del Consiglio federale.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha soggiornato il 16 e il 17 dicembre 2019 a Ginevra per partecipare al forum dell’ONU sui rifugiati. Secondo delle informazioni apparse nei media, avrebbe pronunciato il 16 dicembre all’hotel Four Seasons, davanti a 200 simpatizzanti, un discorso di propaganda contro l’integrazione. Erdogan avrebbe invitato le persone presenti a restare fedeli alla Turchia. Non esiste per la diaspora turca che un solo Stato al quale deve essere fedele, avrebbe dichiarato aggiungendo, per buona misura, che il dovere degli emigranti turchi è di estendere la loro influenza alla politica, alle scienze e all’economia – in altre parole, d’infiltrarsi nella società svizzera.

Sempre secondo i media, un campo di vacanza per bambini turchi sarebbe stato organizzato durante le vacanze di Natale a Melchtal (OW) dalla cosiddetta Fondazione islamo-turca per la Svizzera, che dipende direttamente dal Ministero per la religione (Divanet) di Ankara. Questo campo era diretto da un predicatore inviato dalle autorità turche. La maggior parte dei bambini inviati a questo “campo di vacanza” non parlava una lingua nazionale ed era male integrata, indicano i media. I bambini erano rigorosamente separati secondo il sesso e hanno dovuto seguire un insegnamento coranico intenso e delle lezioni di cultura turca. Anche le bambine erano costrette a indossare un foulard sulla testa.

Interventi e provocazioni inaccettabili

Per l’UDC, questo intervento del presidente turco e l’organizzazione di campi di vacanza di questa natura sono inaccettabili. È del tutto intollerabile che i musulmani in Svizzera possano essere radicalizzati e incitati all’odio contro il paese che li ospita, senza che l’autorità svizzera reagisca. L’UDC esige perciò una presa di posizione chiara da parte del Consiglio federale. In occasione della seduta della Commissione della politica estera della Camera alta, il consigliere agli Stati Marco Chiesa depositerà un intervento e chiederà delle risposte alle domande seguenti:

Come giudica il Consiglio federale l’intervento del presidente Erdogan, che incoraggia i suoi compatrioti a non integrarsi?

Il Consiglio federale ha protestato per via diplomatica contro questo intervento?

Come impedire la radicalizzazione in Svizzera se degli attori statali stranieri possono operare in Svizzera senza alcun controllo?

 

Berna, 13 gennaio 2020

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