Locarnese – Lago maggiore, sempre colpa degli “Svizzerotti”?

Feb 23 • Prima Pagina • 369 Views • Commenti disabilitati su Locarnese – Lago maggiore, sempre colpa degli “Svizzerotti”?

Regolarmente, nella zona del Locarnese si torna a discutere, molte volte in modo arrogante, del livello del Lago Maggiore che interessa sia la nostra nazione sia la confinante Italia. Su questo spinoso argomento si sono espressi più volte sia il Canton Ticino, attraverso il dipartimento del territorio, sia i parlamentari della vicina repubblica. Recentemente, il nostro Cantone ha chiesto che venga istituito un organo italo-svizzero per la vigilanza delle acque transfrontaliere: si temono esondazioni e danni alle Bolle di Magadino. L’annunciato innalzamento del Lago Maggiore a + 1.50 sullo zero di Sesto Calende (VA), e il relativo livello estivo preoccupano il Ticino. La proposta di regolazione è stata formulata alla fine del 2018 da parte delle autorità italiane, nel quadro dei lavori di sperimentazione in corso per il periodo 2015 – 2020. Di conseguenza, il Consiglio di Stato, su indicazione del DT, ha deciso di inoltrare una lettera all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e ai referenti italiani, in cui esprime a tal riguardo la propria preoccupazione e quella dei comuni rivieraschi del Lago Maggiore. La sperimentazione della regolazione del livello del lago in corso per 5 anni, ha quale obiettivo – a partire dal 2015 – l’ottimizzazione della gestione della risorsa idrica rappresentata dal lago, tenuto conto degli interessi in gioco; tra questi, in particolare, la sicurezza contro le esondazioni e la tutela degli ambienti naturali protetti delle Bolle di Magadino. A mente del Consiglio di Stato, i risultati ottenuti nei primi anni di sperimentazione non hanno fornito elementi sufficienti e scientificamente fondati per permettere di compiere questo passo. Per quanto riguarda la sicurezza contro le piene, gli eventi dello scorso autunno hanno ulteriormente ricordato che la problematica è concreta e che i danni, in caso di importanti precipitazioni primaverili e di fine estate, possono essere importanti. Il Governo chiede pertanto che le decisioni riguardo a eventuali modifiche del regolamento nel quadro della sperimentazione vengano intraprese in maniera condivisa, e che venga istituito  un organo italo-svizzero di consultazione e di vigilanza per la gestione delle acque transfrontaliere. Circa questo pericolo, qualche tempo fa, il deputato alla Camera Enrico Borghi (PD) di Premosello-Chiovenda interrogava il Ministro dell’ambiente del Governo italiano con una interpellanza urgente, sottoscritta da altri trenta parlamentari democratici, per l’innalzamento del livello del lago Maggiore. Le preoccupazioni dell’interrogante erano causate dal pericolo per il territorio sia sotto l’aspetto ambientale e turistico, determinando una diminuzione delle spiagge del Lago Maggiore, sia dal punto di vista della sicurezza con la possibilità concreta in caso di forti piogge di esondazioni e allagamenti”. “Con i miei colleghi parlamentari abbiamo chiesto al Ministro dell’Ambiente di intervenire direttamente – conclude Borghi – perché si salvaguardino innanzitutto gli equilibri ecologici delle sponde lacuali nonché non si comprometta il servizio turistico così essenziale per l’economia del nostro territorio. Mi aspetto una garanzia del Ministro Gian Luca Galletti in tal senso”. Come si constata i pericoli non sono solo sulla parte Svizzera, ma anche in gran parte nella parte italiana del Lago Maggiore. «La convenzione Italia-Svizzera del 1943 non prevede la condivisione dei provvedimenti, ma dispone l’obbligatorietà della comunicazione» – sostiene Claudio Peja, direttore del Parco del Ticino lombardo. Al Ministero dell’ambiente a Roma spetta la decisione finale che, seppur data per scontata, non è stata ancora presa. Entro breve si conoscerà l’esito in quanto la strada appare tracciata.                                                                    L’innalzamento del livello estivo del Verbano, in via sperimentale, era previsto entro il 2020, così come nel giugno 2016 aveva comunicato lo stesso ministero italiano. Un esperimento – si sosteneva tre anni fa – su un modello di simulazione che escludeva rischi di inondazioni. Cosa è cambiato negli ultimi anni se si è deciso di anticipare di un anno tale misura che da (quasi) sempre è al centro di polemiche? «I lunghi periodi siccitosi che si sono succeduti dal 2003 al 2018 – risponde Peja. – Se si esclude il 2014, in tutti gli altri anni abbiamo avuto siccità che hanno causato notevoli problemi. Basti ricordare quanto accaduto lo scorso anno con il fiume Ticino senza acqua per oltre un mese. Problemi che si sarebbero potuti evitare se nel Verbano ci fosse stata l’enorme riserva d’acqua assicurata dal livello minimo a 1,5 metri».                                                                            Il quotidiano “La Stampa” di Torino, in data 7 febbraio, pubblicava un articolo dal titolo: “Tensione tra Italia e Svizzera sui livelli del Lago Maggiore” .L’intenzione italiana di alzare il livello «regolato» di ulteriori 25 centimetri, già bocciata lo scorso autunno dai comuni rivieraschi piemontesi, ha fatto alzare il tono del confronto tra Italia e Svizzera. A prendere posizione è stato il Consiglio di Stato del Canton Ticino, che ha chiesto l’intervento del Governo federale elvetico di Berna, affinché protesti con Roma. E l’articolo si conclude: «Sarebbe un gravissimo errore – protesta Tranquillo Manoni, titolare di due grandi campeggi e presidente di Faita Piemonte, l’associazione delle strutture ricettive all’aria aperta – i turisti vengono per godersi lago e spiagge. Chiediamo alla Regione Piemonte che si attivi per rispettare le esigenze di tutte le attività».
A dire l’ultima parola sul livello del Lago Maggiore sarà la Conferenza istituzionale dell’Autorità di bacino distrettuale del Po presieduta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa e a cui partecipano anche le Regioni.                                             
Come si legge, i timori non sono solo dall’altra parte del confine, ma quelli maggiori sono nella zona verbanese oltre confine. Che potrebbe perdere un buon numero di turisti!

Affaire à suivre!!

FRG

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