L’oasi felice UE

Feb 5 • L'opinione, Prima Pagina • 217 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il giorno 27 gennaio 2021, il 27 gennaio 1880 Edison ottiene il brevetto per la lampadina.

Conte si è dimesso, la diretta

Quirinale: “Premier in carica per affari correnti, consultazioni dal 27 gennaio”.

Pd, M5s e Leu: “Sostegno al presidente del consiglio.

Neanche una settimana dopo aver ottenuto la fiducia delle Camere, Giuseppe Conte è salito al Colle per dimettersi da presidente del Consiglio. L’ultima giornata del governo Conte 2 è cominciata alle 9 e 25 quando ha avuto inizio il Consiglio dei ministri, durante il quale il premier ha comunicato le sue intenzioni. “Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme”, ha detto Conte. I capi delegazione delle forze di maggioranza, Alfonso Bonafede del M5S, Dario Franceschini del Pd e Roberto Speranza di Leu, hanno rinnovato a Conte il loro “sostegno e compattezza” al premier.Omissis.

(Il fatto quotidiano, 26.01.21)

Sondaggi, il 40% vorrebbe un governo Conte “rafforzato”. Uno su 3 il voto anticipato. Per il 56% la scelta di Renzi è stata inopportuna.

IL primo partito si conferma La Lega al 23 per cento, con un distacco di quasi 3 punti sul Pd, al 20,2. La terza forza è stabilmente Fratelli d’Italia al 17,2, davanti di un paio di punti percentuali al M5s che resta oscillante intorno al 15. Riprende ossigeno Forza Italia che Demopolis stima all’8,8. Tra i piccoli spicca l’area di Liberi e Uguali, data poco sotto al 4, mentre Azione e Italia Viva duellano per arrivare al 3. Vale la pena di ricordare che la soglia di sbarramento del Rosatellum è al 3 per cento. Omissis.

(Il fatto quotidiano 26.01.21)

L’eleziome del nuovo segretario della CDU, il partito di Angela Merkel

Ha vinto Armin Laschet, 59 anni, primo ministro della Renania Settentrionale-Vestfalia e considerato molto vicino a Merkel. Al ballottaggio delle elezioni primarie, a cui hanno partecipato i 1001 delegati del partito, Laschet ha ottenuto il 53 per cento dei voti contro il 47 per cento di Friedrich Merz, avvocato milionario nonché storico rappresentante dell’ala destra del partito. La vittoria di Laschet è stata definita un’ottima notizia per il merkelismo, cioè la dottrina politica sviluppata in questi anni dalla cancelliera tedesca: un incastro fra posizioni centriste se non conservatrici in economia e più liberali sui diritti civili, l’ambiente e l’integrazione. Certo, senza il carisma e l’autorevolezza di Merkel, che nel breve termine mancherà un po’ a tutti, anche a livello europeo. L’elezione di Laschet lascia comunque aperti diversi scenari in vista delle elezioni politiche fissate per settembre. Il nuovo segretario si è candidato assieme all’attuale ministro della Sanità Jens Spahn e con l’implicito sostegno del popolarissimo Markus Söder, presidente della Baviera e capo del partito sorella della CDU, la CSU. Secondo i sondaggi, entrambi sono assai più popolari di Laschet, e in molti ipotizzano che il nuovo segretario potrebbe lasciare l’incarico di candidato cancelliere a uno dei due: soprattutto se il partito non dovesse vincere nelle prossime due elezioni statali in Baden-Württemberg e nella Renania-Palatinato, entrambe molto in bilico, in cui si voterà il 14 marzo. La candidatura di Söder è data come abbastanza probabile anche da Jon Worth, che abbiamo imparato a conoscere per le sue creazioni su Brexit: secondo lui, con l’elezione di Laschet c’è quasi una probabilità su due che Söder in primavera diventi il candidato cancelliere (le quotazioni di Spahn invece si fermano al 5 per cento).

(Ilpost l’europa spiegata bene 24 gennaio 2021)

Frontex

Negli ultimi giorni si è parlato parecchio di Frontex (n.d.r. entro il 2017, passerà dagli attuali 1500 a 10mila effettivi), l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, nata nel 2016 e di cui nel 2019 si è decisa una notevole espansione. Sta emergendo una magagna dopo l’altra: prima le accuse di compiere respingimenti illegali di richiedenti asilo nel Mar Egeonei Balcani e nel Mediterraneo. Poi la gestione controversa della pandemia nei propri centri di addestramento. Infine, le accuse di aver sperperato i propri fondi per cene di gala e di mantenere un ambiente di lavoro tossico nel proprio quartier generale di Varsavia, entrambe oggetto di un’indagine dell’Ufficio europeo antifrode, l’OLAF, che a dicembre ha addirittura perquisito la sede di Varsavia. La notizia della perquisizione, fra l’altro, è emersa l’11 gennaio, nello stesso giorno in cui Frontex ha pubblicato un video un po’ goffo e vagamente orbaniano, in cui presenta la nuova uniforme dei propri effettivi (è la prima volta che un’agenzia europea dispone di una propria uniforme). Per ora Frontex ha respinto tutte le accuse, e il capo dell’agenzia Fabrice Leggeri ha rifiutato di dimettersi nonostante persino la commissaria agli Affari interni Ylva Johansson abbia detto esplicitamente che in questi mesi ha avuto un atteggiamento tutt’altro che trasparente. «Alcune cose che ha riferito in Parlamento non sono vere». Omissis.

( il post l’europa spiegata bene , 24 gennaio 2021)

Campagna vaccinale in tutta Europa

Si è discusso della lentezza della campagna vaccinale in tutta Europa, (…) senza giungere a conclusioni condivise (e anzi sembra che Giuseppe Conte sia stato guardato un po’ storto quando ha ventilato di fare causa a Pfizer-BioNTech per i recenti tagli alle consegne); del passaporto vaccinale chiesto dai paesi più interessati a riaccogliere prima possibile i turisti come Grecia, Portogallo e Malta, valutando però come prematura qualsiasi misura del genere, date le percentuali esigue degli europei vaccinati; della possibilità di chiudere anche solo parzialmente i confini – in Germania se ne parla da qualche giorno. Omissis. I governi, però, stanno chiedendo alla Commissione Europea di fare più pressioni su Pfizer-BioNTech per evitare il più possibile ulteriori ritardi nelle consegne o decisioni unilaterali come quella di ridurre le fiale consegnate ai paesi europei dopo che due settimane fa l’Agenzia europea del farmaco (EMA) ha confermato che da ogni flaconcino si possono estrarre sei dosi di vaccino anziché cinque. «Abbiamo bisogno che la Commissione non si comporti solo da coordinatrice ma anche da dura negoziatrice con le aziende farmaceutiche», ha spiegato un diplomatico di un paese europeo al Financial Times. Omissis.

Insomma, per accelerare sulla vaccinazione di massa e bypassare parte di questi problemi siamo ancora appesi al vaccino di AstraZeneca, il più economico e facile da conservare, che l’EMA sta esaminando dopo una travagliata vicenda nella fase di sperimentazione. Non ci sono aggiornamenti su quando sarà autorizzato dalle autorità europee: siamo rimasti a un comunicato di inizio gennaio in cui l’EMA sperava di approvarlo entro la fine del mese, nel migliore dei casi.

( il post l’europa spiegata bene , 24 gennaio 2021)

Un’università cinese aprirà per la prima volta una sede nell’Unione Europea

Sarà a Budapest, in Ungheria, ed è un segnale dei rapporti sempre più stretti del paese con la Cina. L’Università Fudan di Shanghai, una delle più prestigiose università cinesi, aprirà una sede distaccata a Budapest, la capitale dell’Ungheria. Sarà la prima università cinese ad aprire in un paese dell’Unione Europea, e l’annuncio mette in evidenza i legami sempre più stretti in campo economico e diplomatico tra l’Ungheria di Viktor Orbán, primo ministro semiautoritario, e la Cina.

La sede di Budapest dell’Università Fudan dovrebbe aprire nel 2024. Il governo ha firmato l’accordo lo scorso mese, e negli ultimi giorni ha annunciato che donerà 2,2 milioni di euro per l’apertura del nuovo campus, che a regime dovrebbe ospitare 6.000 studenti in corsi di studi come relazioni internazionali, economia, medicina. La Fudan è una delle università più importanti della Cina, al 34esimo posto del QS World University Rankings, una classifica delle migliori università mondiali. L’annuncio dell’apertura della nuova sede ha creato molte controversie. Anzitutto perché, soltanto l’anno scorso, il governo di Orbán aveva costretto la Central European University (CEU), che era stata fondata dal finanziere e filantropo George Soros e in quel momento era la migliore università dell’Ungheria secondo le classifiche internazionali, a chiudere la sua sede di Budapest: lo aveva fatto approvando una legge che in teoria puniva le università che operavano senza le dovute licenze, ma che in realtà mirava quasi esclusivamente a colpire la CEU. Questa legge, lo scorso ottobre, fu dichiarata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea come incompatibile con il diritto comunitario.

(Mondo Konrad Martedì 19 gennaio 2021)

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