L’oasi felice UE

Ott 30 • L'opinione, Prima Pagina • 227 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie oggi 24 ottobre. Il 24 ottobre 1946 viene scattata la prima fotografia della terra.

Addio all’armonia europea. Il ritorno dei falchi contro la BCE di Lagarde

Domanda record per i primi titoli comuni UE che finanziano la ripresa economica. Ma il capo della Banca centrale tedesca Weidmann attacca la BCE di Lagarde.

L’Unione europea ha emesso sul mercato i primi “social bond” per finanziare Sure, il sistema di prestiti che servirà per pagare la riduzione dell’orario di lavoro nei paesi colpiti dalla crisi pandemica, tutelando l’occupazione. Ma, con il superamento della linea rossa, sono tornate anche le linee di frattura fra i falchi e le colombe della Banca centrale europea. Il 19 ottobre, il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann ha dichiarato che un debito «su larga scala a livello europeo» è «preoccupante» e lo ha fatto ancora prima che la prima collocazione del debito europeo iniziasse. Omissis.

(Giovanna Faggionato, Domani 21 ottobre 2020)

Le azioni della Francia contro l’Islam radicale.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato e in parte messo in atto una serie di misure restrittive contro individui e organizzazioni legate all’Islam radicale dopo l’uccisione di Samuel Paty, l’insegnante di scuola media decapitato il 16 ottobre nella periferia nord di Parigi. Paty è stato ucciso da un ragazzo di 18 anni di origine cecena che aveva saputo, tramite i social network, che il professore aveva mostrato vignette satiriche sul profeta Maometto durante una lezione sulla libertà d’espressione. Il ragazzo, Abdoullakh Anzorov, viveva in una cittadina in Normandia, a circa 70 chilometri di distanza da Parigi, e non aveva legami né con il professore né con la scuola media in cui questi insegnava.

Domenica sera Macron ha tenuto un “consiglio di difesa” con ministri e rappresentanti delle forze dell’ordine, al seguito del quale ha fatto due annunci: più misure di sicurezza per le scuole e “atti concreti” contro le fazioni più pericolose dell’Islam radicale. Attualmente, sette persone sono in stato di arresto per l’assassinio di Paty, in buona parte parenti di Anzorov, che invece è stato ucciso dalla polizia durante un tentativo di arresto. Omissis. Martedì Macron ha parlato con il presidente russo Vladimir Putin, poiché Anzorov era di origine cecena: i due hanno promesso di “rafforzare la cooperazione franco-russa nella lotta contro il terrorismo e l’immigrazione illegale”. Anzorov, però, si trovava in Francia legalmente, con lo status di rifugiato. Il ministro degli Affari europei Clément Beaune, inoltre, ha discusso con gli ambasciatori francesi di tutta Europa sulle misure da prendere per contrastare il terrorismo su Internet. Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione, gli ha scritto su Twitter dicendo che gli ultimi attentati, quello di Christchurch in Nuova Zelanda e quello contro Paty, mostrano l’urgenza di adottare misure contro i contenuti online a carattere terroristico. Omissis. Mercoledì sera alla Sorbona, la più importante università del paese, Macron ha assegnato in maniera postuma la legione d’onore (la massima onorificenza francese) a Samuel Paty, e ha tenuto un lungo discorso in cui ha parlato della necessità di difendere e promuovere la libertà, ricordando che Paty è stato ucciso «per aver deciso di insegnare ai suoi allievi come diventare cittadini».

(Ilpost Ludovic Marin, Pool via AP 21 ottobre 2020)

La commissione Europea ha detto che Cipro e Malta non dovranno più concedere passaporti in cambio di investimenti

La Commissione Europea ha detto che Cipro e Malta non dovranno più utilizzare i loro programmi che concedono passaporti in cambio di investimenti agli stranieri e che in caso contrario verranno sanzionati. La Commissione ritiene che «la concessione da parte di questi stati membri della loro cittadinanza – e quindi della cittadinanza dell’Unione Europea – in cambio di un pagamento o di un investimento predeterminato e senza un legame effettivo con gli Stati membri interessati, non sia compatibile con il principio di leale cooperazione» fra gli Stati dell’Unione. Omissis

(Il post 21 ottobre).

La Francia rivuole i Parlamento Europeo

A inizio settembre il presidente del Parlamento europeo, l’italiano David Sassoli, ha sospeso la sessione plenaria del Parlamento che era prevista a Strasburgo, in Francia, a causa dei timori legati alla pandemia da coronavirus. La riunione si è tenuta a Bruxelles, in Belgio, l’altra sede del Parlamento, dove si svolge per esempio il lavoro delle commissioni (e dove si erano già tenute le plenarie nel picco della pandemia). Sassoli ha promesso di riconsiderare la decisione per il prossimo mese, ma nel frattempo il suo annuncio ha provocato la reazione arrabbiata del governo francese, che ha parlato di una violazione dei trattati europei. La Francia rivuole il Parlamento Europeo a Strasburgo, ma a condividere la sua posizione potrebbero essere rimasti in pochi. L’esistenza di due sedi del Parlamento Europeo fu decisa fin dai primi anni dell’Unione Europea – negli anni Cinquanta, quando ancora l’organizzazione non si chiamava così – soprattutto per volontà della Francia, ma non solo. Omissis. Ogni mese, per partecipare alla sessione plenaria che si tiene in Francia, centinaia di persone – europarlamentari, funzionari, lobbisti, giornalisti, tra gli altri – si spostano da Bruxelles e dalle altre città europee verso Strasburgo, spendendo moltissimi soldi e impiegando parecchio tempo. Arrivano il martedì e se ne vanno il giovedì, tra molte difficoltà. Per dirne una: Strasburgo è collegata malissimo con diverse grandi città europee, e le varie combinazioni di treni e aerei per raggiungerla sono spesso argomento di estese conversazioni e dibattiti tra i suoi frequentatori più abituali (e sono anche un modo per rompere il ghiaccio con le nuove conoscenze, si dice). Omissis. In più di un’occasione, il Parlamento Europeo ha espresso a larga maggioranza la sua volontà di avere una sola sede: quella di Bruxelles. Il fatto è che la sede di Strasburgo è prevista dai trattati europei, i quali possono essere modificati solo con l’unanimità dei paesi membri dell’Unione: ed è molto improbabile che la Francia decida di cambiare idea, per almeno due ragioni.

La prima è una ragione di orgoglio. Anche se oggi i motivi che portarono alla formalizzazione della sede di Strasburgo non sono più così pressanti, il fatto di avere un’istituzione importante come il Parlamento Europeo sul proprio territorio continua a dare alla Francia un certo prestigio. È una cosa rilevante soprattutto per il governo francese, che aspira da sempre ad avere un ruolo centrale e di leadership nell’Unione europea.

La seconda è una ragione economica. Nei due o tre giorni al mese in cui gli europarlamentari sono chiamati a partecipare alla sessione plenaria del Parlamento europeo, Strasburgo in un certo senso si trasforma. Gli hotel si riempiono e i costi degli appartamenti privati messi a disposizione per affitti brevi aumentano a dismisura, vengono organizzate cene nei ristoranti migliori della città e catering per accompagnare eventi più o meno ufficiali, e il lavoro dei tassisti si moltiplica. Esiste quindi un indotto rilevante derivante dalle attività del Parlamento europeo a cui l’amministrazione di Strasburgo, e di conseguenza il governo francese, non vuole rinunciare. Omissis

(Il Post Konrad domenica 20 settembre 2020)

La Banca centrale europea lavora all’euro digitale

L’idea di creare un corrispettivo digitale della valuta comunitaria prende quota. Parola anche ai cittadini, che possono esprimere la loro opinione con un questionario online. Le istituzioni europee accelerano sullo sviluppo di un euro digitale da affiancare alla moneta cartacea. Così la Banca centrale europea ha lanciato una consultazione pubblica per chiedere ai cittadini dell’Unione la loro opinione in merito all’adozione di una criptovaluta comunitaria. In questa fase preliminare, tramite il sito https://epsilon.escb.eu/limesurvey3/434111?lang=en, sarà quindi possibile compilare un questionario e proporre le proprie idee per contribuire alla definizione della nuova moneta elettronica sostenuta dalla banche centrali. Omissis.

(Wired di Andrea Bitozzi Ottobre 2020)

 

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