L’oasi felice UE

Set 18 • L'opinione, Prima Pagina • 470 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 10 settembre 2020. Il 10 settembre  del 2002 la Svizzera entra a far parte delle Nazioni Unite.  

Berlino, il giorno della sirena. “Pronti per una catastrofe”

È un tono continuo della durata di un minuto per decretare il cessato allarme. Domani è il giorno dell’allerta in Germania. Alle 11 del mattino le sirene di tutto il paese si metteranno a suonare. E, poiché dai tempi della guerra la tecnologia ha fatto molti passi in avanti, ad attivarsi non saranno solo le sirene, ma anche telefonini, TV, radio e social media invieranno dei segnali, «rispondendo così alle attese strategiche di un sistema di allerta integrato». L’annuncio è dell’Ufficio federale per la protezione civile e l’aiuto nelle emergenze (BBK). Da domani, ogni secondo giovedì di settembre verrà dunque celebrata la Giornata della consapevolezza dell’allarme, il Warntag, mettendo in pratica una decisione della conferenza dei ministri dell’Interno dei 16 Länder tedeschi. A un portavoce della BBK abbiamo chiesto di spiegare la ratio della decisione: «Il numero crescente di catastrofi naturali (come le ondate di calore nel 2018 e nel 2019, ma anche le forti piogge e inondazioni) e altre minacce come gli attacchi terroristici, fino alla pandemia di coronavirus hanno aumentato l’importanza del sistema di allarme». Il mondo cambia, non sempre in meglio: nel giro di pochi anni la Germania ha subito diversi attacchi dell’ISIS, ha vissuto la tentata strage alla sinagoga di Halle un anno fa e il massacro compiuto da un neonazista a Hanau lo scorso febbraio: il paese si adegua come può, educando i propri cittadini alla conoscenza dei sistemi di allerta. A comiciare dai toni della sirena. Omissis. L’ambizione del BBK non è solo mettere i cittadini in allerta ma comunicare con loro, rendendoli in sostanza un po’ più simili ai veneziani, abituati da sempre a «leggere» nei fischi della sirena l’entità dell’acqua alta in arrivo. Chi in Germania sentirà il tono modulato dovrà dunque capire: «Attenzione, c’è un pericolo. Mantieni la calma e tieniti informato». Saranno poi radio, TV e internet a completare l’opera. La protezione civile punta molto anche su Nina, l’applicazione che il BBK sta chiedendo ai tedeschi di installare sui propri cellulari. Mentre le sirene si scateneranno, la app invierà messaggi push per informare i cittadini su quello che sta succedendo. In attesa di sapere quali notifiche Nina abbia in serbo per celebrare degnamente il Warntag, aprendo l’applicazione si leggono le ultime notizie sull’andamento del coronavirus in Germania. Un ruolo delicato lo giocano infine gli asili d’infanzia, le scuole, gli ospedali, le casi di riposo. Per alcune fasce della popolazione, come per esempio gli anziani o i bambini piccoli, il suono delle sirene o altri forti segnali di avvertimento possono scatenare sentimenti di paura o associazioni con i pericoli del passato. «Siamo consapevoli di questa circostanza e ne terremo conto nell’ulteriore sviluppo dell’avvertimento della popolazione», conclude il BBK. La prima esercitazione a livello nazionale si concluderà alle 11.20 del mattino.

(Il giornale.it. Daniel Mosseri – Mer, 09/09/2020)

 

In Europa un decesso su otto è dovuto all’inquinamento

Ogni anno 400mila morti su suolo europeo sono legate all’inquinamento atmosferico. Cifre elevate e preoccupanti che ci ricordano quanto sia importante ridurre le emissioni di gas serra. Il report è dell’Agenzia europea dell’ambiente.

In Europa ogni otto decessiuno è dovuto all’inquinamento. Queste sono le nuove stime impressionanti dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA in sigla), la quale mostra che il 13% di tutte le morti per qualsiasi causa è riconducibile proprio a questo fattore. Il report, pubblicato sulla pagina dell’EEA, rimarca che l’inquinamento  atmosferico è la prima causa di malattia con 400mila morti premature all’anno, in Europa. E ricorda che proprio la sfortunata occasione della pandemia Covid-19 è uno degli esempi lampanti di come la salute umana sia legata a quella dell’ecosistema.

 

Peggio la Romania, meglio la Svezia

I ricercatori hanno stimato i numeri dei decessi da attribuire a cause ambientali. In coda alla classifica europea c’è la Romania dove stanno ancora peggio con un decesso su cinque legato all’ambiente – ma Albania e Bosnia ed Erzegovina registrano cifre anche peggiori – mentre in cima ci sono Danimarca e Svezia dove l’inquinamento è responsabile di una morte su dieci. L’Europa orientale, mediamente, presenta condizioni peggiori da questo punto di vista, con un rapporto più stretto fra inquinamento e decessi.

 

Le strategie

Ridurre il traffico, sostituire i combustibili fossili con alternative più ecosostenibili e abbassare il consumo di carne, sono misure importanti per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Per migliorare la salute delle persone e degli ambienti urbani, inoltre, dovrebbe essere promossa la creazione di spazi verdi e blu che rendono più fresche le città nel caso di ondate di calore, riducono gli allagamenti e supportano la biodiversità in città. Questi spazi pubblici, fra l’altro, aumenterebbero le possibilità di svolgere attività sportive e ludiche insieme, riducendo l’isolamento sociale. Omissis

 

(Wiret.it  Viola Rita 9 settembre 2020)

 

Sospesa la sperimentazione per il vaccino anti-Covid di Oxford

Uno dei partecipanti britannici ha manifestato una malattia senza apparente spiegazione e ora i ricercatori devono capire se sia legata alla vaccinazione.

La sperimentazione di uno dei vaccini più promettenti per limitare l’epidemia di coronavirus è stata messa in pausa. AstraZeneca, la compagnia farmaceutica che ci sta lavorando insieme all’università di Oxford, ha infatti deciso di sospendere la somministrazione del vaccino a causa di reazioni avverse in uno dei partecipanti allo studio. La durata dello stop non è chiara, perché ora si dovrà condurre una revisione sulla sicurezza del farmaco. Stat News, che ha dato la notizia, riporta un comunicato di AstraZeneca, che sottolinea che si tratta di “un’azione di routine, che succede ogni volta che appare una malattia potenzialmente inspiegabile in uno dei trial“.

Secondo il New York Times, sembra che uno dei volontari britannici abbia manifestato una mielite trasversa, una sindrome infiammatoria che colpisce il midollo spinale ed è spesso innescata da infezioni virali. Sta ora agli scienziati capire se ci sia qualche legame con l’adenovirus modificato utilizzato per realizzare il vaccino di AstraZeneca-Oxford.

Il vaccino di Oxford aveva passato con successo le prime due fasi di trial clinici, in cui era stata controllata la sua sicurezza, ed era entrato da qualche settimana nella fase 3, dedicata invece a studiare la sua efficacia in un ampio campione, con circa 30mila partecipanti tra Stati Uniti, Regno Unito, Brasile e Sud Africa. In questo tipo di studi, visti i grandi numeri, può capitare che compaiano delle malattie senza spiegazione e questi casi devono essere studiati approfonditamente per escludere che si tratti di un effetto collaterale del farmaco.

La comprensibile sospensione potrebbe chiaramente ritardare la messa in commercio del vaccino anti-Covid, che erano potenzialmente attese per novembre 2020.

(Wired.it Redazione, 9settembre 2020)

Migranti, posti di blocco in Friuli e task-force interministeriale per adeguare gli hotspot. Lamorgese: “Priorità è salvaguardia salute”

Un controllo dei confini, soprattutto nel nord-est, più stringente, lotta contro le organizzazioni di trafficanti e la creazione di una nuova task-force interministeriale di supporto alle autorità locali anche nell’adattamento dei centri di accoglienza all’emergenza Covid-19. Sono queste le tre linee parallele sulle quali si muoverà l’azione del governo nel tentativo di regolare i flussi migratori verso l’Italia, che a luglio hanno subito un nuovo picco. Lo ha spiegato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, intervenuta dopo un incontro in prefettura a Trieste incentrato proprio sulla gestione degli arrivi in Friuli-VeneziaGiulia e dopo l’operazione della Direzione distrettuale antimafia della procura di Palermo che ha portato all’arresto, in mattinata, di 14 sospetti trafficanti, mentre altri 4 indagati sono tutt’ora latitanti. Omissis.

La decisione è legata al nuovo aumento di arrivi illegali, non solo attraverso la rotta mediterranea, ma anche da quella dei Balcani, al confine tra Italia e Slovenia. Una situazione che richiede un intervento più deciso da parte degli organi di controllo, ha spiegato Lamorgese, ma che al momento non necessita della chiusura dei valichi di frontiera minori: “Penso che la chiusura dei valichi minori, che sarebbero 21, possa essere affrontata all’esito di tutte queste attività che stiamo ponendo in essere”. Per adesso avviamo “un’attività intensificata sui valichi minori da stasera. Ne parleremo all’esito” dei riscontri, “se saranno positivi come auspichiamo”. Omissis

Dopo l’operazione di Palermo, Lamorgese ha ribadito che “è massima l’attenzione della magistratura e delle forze di polizia per contrastare i traffici dei migranti da parte delle associazioni criminali transnazionali, che favoriscono l’immigrazione illegale dietro il pagamento di denaro da parte dei migranti stessi e dei loro familiari”. E ha ricordato che “nella direzione di una più intensa collaborazione con i paesi del Nord Africa, ho promosso, insieme alla Commissione europea e alla presidenza di turno tedesca, lo scorso 13 luglio, uno specifico incontro, in videoconferenza da Trieste, con l’obiettivo di definire una strategia comune per il contrasto a quei sodalizi criminali dediti al favoreggiamento della immigrazione illegale dal continente africano”. Omissis

( Il fatto quotidiano 08 settembre 2020)

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