L’oasi felice UE

Giu 12 • L'opinione, Prima Pagina • 258 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il giorno 08/06/20. Il giorno 08/06/1953 la Corte Suprema statunitense stabilisce che i ristoranti del distretto di Columbia non possono rifiutare di servire gli afroamericani.

Cosa può fare l’Unione europea per salvare le nostre imprese.

Dopo alcune incertezze ed esitazioni iniziali, l’UE ha messo in campo una serie di misure economiche per fronteggiare le conseguenze della crisi generata dal Covid-19. A partire da oggi, infatti, sono disponibili per l’Italia i primi fondi stanziati dall’Unione europea: 15-20 miliardi di euro da Sure per la cassa integrazione; 35 miliardi dalla Banca europea per gli investimenti in prestiti alle PMI; 36 miliardi del fondo Salva Stati (MES) per spese in sanità, per la ristrutturazione di ospedali e reparti di terapia intensiva, per i vaccini, anche in vista di una possibile seconda ondata del Coronavirus. Ci sono poi i 6-7 miliardi di fondi europei del bilancio 2014/2020 non spesi, disponibili senza il vincolo del cofinanziamento. L’Europa ha fatto la sua parte. Ora, è compito del governo farne richiesta e accedere a questa importante iniezione di liquidità per sostenere lavoratori, imprese, famiglie e sistema sanitario. A questo, si somma l’acquisto di titoli di Stato per 110/120 miliardi di euro da parte della Banca centrale europea nel 2020. Per capire quanto sia importante, è utile fare un paragone. Dopo la crisi del 2009, l’Italia ha perso il 4,5% del PIL. Lo spread era a 570, con un tasso dei BTP a 10 anni intorno al 7%. Oggi, le stime parlano di un PIL in caduta doppia se non addirittura tripla rispetto a 10 anni fa, ma lo spread è relativamente basso e i tassi a 10 anni sono all’1,8%. Si tratta di fondi a condizioni vantaggiose che sarebbe impossibile per il nostro Paese, da solo, trovare sui mercati. C’è infine la sfida più importante, per cui Silvio Berlusconi con tutta Forza Italia e il Partito popolare europeo hanno lavorato fin dall’inizio della crisi: il Recovery fund/ Next generation EU. L’Italia potrà beneficiare di 90 miliardi in prestiti e 80 miliardi in sovvenzioni. Il Recovery fund ha tempi di attivazione più lunghi. I fondi arriveranno a febbraio/marzo se già da oggi il governo lavorerà al Piano di ripresa nazionale, da presentare alla Commissione UE a ottobre insieme alla legge di stabilità. Dobbiamo usare questa cura da cavallo che ci assicura l’UE per rimetterci in salute e farci trovare pronti per il futuro. Il governo deve agire senza esitazioni: non c’è un piano B. Non è più tempo di spesa inutile e improduttiva, come il reddito di cittadinanza, ma di una vera strategia di ripresa, per rafforzare la crescita, la competitività delle PMI, per ridurre disuguaglianze e squilibri. Servono investimenti in infrastrutture, formazione, sostenibilità e innovazione. Sarà fondamentale fare finalmente quelle riforme (fiscale, della burocrazia, della giustizia, del mercato del lavoro, ecc.) di cui il paese ha bisogno, anche per non essere penalizzati nell’erogazione dei fondi del Recovery fund/ Next Generation EU. È una sfida enorme: in totale, il pacchetto di misure UE vale 250-255 miliardi. Una cifra enorme, pari al 15% del PIL nazionale. Per questo servono serietà, capacità di programmazione e una visione strategica.

(IL giornale .it Antonio TaJani 02/06/2020)

La vigilanza bancaria ora investe le casse di risparmio tedesche.

Germania e Unione europea si muovono per portare a un’evoluzione sostanziale il sistema delle casse di risparmio tedesche: nelle ultime settimane, l’organismo di vigilanza della Banca centrale europea e BaFin, l’organo federale indipendente per la vigilanza sul sistema finanziario tedesco, hanno messo nel mirino l’ampio sistema di casse di risparmio locali che costellano tutta la Germania e costituiscono con la loro rete l’ossatura del sistema creditizio del paese. In particolare, è stata richiesta maggior trasparenza al DSGV ((Deutsche Sparkassen- und Giroverband), il sistema di tutela istituzionale che garantisce la sostenibilità dei depositi delle casse di risparmio, incardinate principalmente su due livelli. Il primo è quello delle Sparkassen, costellazione di istituti di risparmio partecipati dalle municipalità, che copre 377 diverse banche con un risparmio gestito complessivamente di 742 miliardi di euro. Il secondo, invece, è quello delle Landesbanken, istituti partecipati dai singoli Lander e di una dimensione mediamente maggiore, per quanto nel primo gruppo vi siano banche come Hamburger Sparkasse che da sola maneggia asset per 41 miliardi di euro. La natura leggera e agile delle casse di risparmio locali tedesche le pone, molto spesso, al di sotto dei requisiti minimi fissati dalla BCE per attivare i meccanismi di vigilanza e i requisiti sulla garanzia di capitale. Tuttavia, la BCE e BaFin hanno la responsabilità di controllare la robustezza dei sistema di garanzia dei depositi e la presenza di un sistema di competizione fluido nel mondo bancario. I supervisori sono stati più volte messi in difficoltà dall’assenza di chiarezza circa la responsabilità effettiva di chi debba assumersi l’onere di un salvataggio di un istituto a partecipazione pubblica andato in crisi di liquidità o di solvibilità. Omissis. Un duro colpo all’opacità di un mondo bancario che il governo di Berlino ha sempre voluto trattare come sistema a sè, rifiutando anche l’idea che i regolatori di Francoforte (ove hanno sede BCE e BaFin) mettessero il naso nel rapporto, estremamente forte a livello territoriale, tra politica, imprenditoria e sistema delle casse di risparmio, il quale, con 2’734 miliardi di euro di asset maneggiati, rappresenta il 40% del sistema bancario nazionale. Quel che si chiede è adesione ai requisiti europei in termini di capitalizzazione, protezione del risparmio, margini di liquidità: problemi che i regolatori della BCE hanno più volte constatato nelle banche italiane, ma che raramente in Germania sono stati sollevati. A cosa porterà questa inchiesta che vede, tra gli attori coinvolti, anche un’istituzione tedesca? Ancora presto per dirlo: ma se alla Germania fosse richiesta esplicitamente una completa riforma di un sistema bancario che si è radicato con forza nel mondo tedesco, le conseguenze per l’Europa bancaria potrebbero essere notevoli, dato che il sistema delle Sparkassen è tra i maggiori lobbysti che si oppongono a un sistema comune di garanzia sui depositiin grado di ammortizzare il rischio di fallimenti bancari a livello continentale.

(InsideOver 07/06/20 Andrea muratore)

Recovery Fund, Dombrovskis avverte: “Senza riforme, niente soldi”

In un’intervista alla Welt, il vicepresidente della Commissione UE ricorda che la concessione dei fondi avverrà in seguito alla valutazione dei piani di riforma degli Stati membri.

(Quifinanza.it 02/06/2020).

 

Coronavirus, feste e mega party sull’acqua con 3mila persone: la Germania trema. 

Nessuno dei partecipanti indossava la mascherina. Intanto, si è registrato un nuovo focolaio a Gottinga subito dopo due feste. Per non parlare della mega festa per protesta che si è svolta nel canale di Berlino su gommoni e canoe, con 3mila persone accorse. Tutte senza mascherina.

Feste in famiglia e 36 persone si prendono il coronavirus

Il nuovo focolaio si è registrato a Gottinga, dove 36 persone sono rimaste contagiate, una delle quali in modo anche grave. Tutte avevano frequentato un locale dove si fuma il narghilè, la pipa ad acqua. Locale che, tra l’altro, non sarebbe neanche dovuto essere aperto. Più di 300 persone sono finite in quarantena. Cordula Dankert, portavoce delle autorità locali, ha reso noto che il posto è stato chiuso e che le autorità stanno ora valutando se sanzionarlo. Sarebbero al momento 310 le persone entrate in contatto con i contagiati, ma il numero potrebbe essere superiore. Molti di loro sono bambini e ragazzini. Dankert ha spiegato che “non possono lasciare i loro appartamenti, né andare a fare la spesa” .Omissis.

Allarme anche a Berlino, dove un mega party rischia a breve di trasformarsi in un nuovo focolaio. Tra l’altro la capitale è una delle poche città tedesche dove il tasso di contagio (R0) è ancora sopra 1, anzi è in crescita. Negli ultimi giorni è infatti salito a 1,66. La festa era nata come protesta galleggiante a sostegno del settore in crisi degli eventi musicali. Il party era stato pubblicizzato su Facebook, attirando migliaia di partecipanti. Tutti senza mascherina e ammassati in barca, canoa o sulle rive del Landwehrkanal, il canale artificiale di Berlino. Omissis

(Valentina Dardari 06 2020 Il Giornale)

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