L’oasi felice UE

Mag 15 • L'opinione, Prima Pagina • 37 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 9 maggio. Il 9 maggio del 1941, la marina britannica cattura il sottomarino tedesco U-110 e sequestra il crittografo.

Aiuti di stato, il Nordeuropa (ri)vince contro il sud

Germania, Olanda e Austria hanno finora usufruito a pieno diritto e con grande forza della deroga della Commissione ai vincoli stringenti sugli aiuti di Stato, legata all’emergenza pandemica. Il 52% dei 1’900 miliardi di euro di interventi nazionali approvati da Bruxelles è ascrivibile alla sola Germania. Che ora si prepara a influenzare una nuova svolta nelle politiche UE. Dato che, come scrive Il Fatto Quotidiano, “le iniezioni di liquidità e gli aiuti a breve termine potrebbero non bastare, la Commissione sta valutando se autorizzare i governi a entrare nel capitale delle imprese e a sottoscriverne le obbligazioni, a patto che le aziende beneficiarie non paghino dividendi, non possano riacquistare azioni proprie, né versino bonus o premi a manager e dipendenti”. In questa direzione si era già mossa, di fatto, Berlino predisponendo, tramite il ministro dell’Economia Peter Altmaier, un fondo sovrano a protezione dal rischio di takeover di aziende strategiche da parte di concorrenti extraeuropei (Statunitensi e Cinesi innanzitutto), mentre il collega francese Bruno Le Maire non ha esitato a ritenere possibili nazionalizzazioni temporanee di aziende in crisi, soprattutto nel comparto industriale e aeronautico. Omissis.

(insideover Andrea Muratore 6 maggio 2020)

Angela Merkel ha annunciato nuovi allentamenti delle restrizioni

La Germania è uno dei primi paesi europei ad aver iniziato ad allentare gradualmente le restrizioni imposte per contenere il contagio da coronavirus e ieri, mercoledì 6 maggio, la cancelliera Angela Merkel ha fatto sapere che le cose stanno andando bene. Il numero dei contagi, ha detto Merkel durante una conferenza stampa, non solo si è stabilizzato, ma è diminuito rispetto a quello di due settimane fa: «Abbiamo raggiunto l’obiettivo di rallentare la diffusione del virus e di proteggere il nostro sistema sanitario», ha detto la cancelliera. Dopodiché, annunciando nuovi allentamenti, ha aggiunto: «Possiamo permetterci un po’ di audacia». Dopo aver incontrato i primi ministri dei Länder, Merkel ha detto che la Germania «ha superato la prima fase della pandemia» ma che si è «ancora agli inizi». Potranno comunque riaprire tutte le attività commerciali e progressivamente anche scuole e asili, il campionato di calcio tedesco di prima e seconda categoria riprenderà nella seconda metà di maggio, in una data ancora da concordare, ma la regola del distanziamento fisico tra le persone rimarrà in vigore almeno fino al 5 giugno.

( Il Post 7 maggio 2020).

Coronavirus, ai domiciliari anche uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo. Il ragazzino fu rapito e poi sciolto nell’acido. (N.d.r.  Incredibile, a casa circa 300 mafiosi)

C’è anche Franco Cataldo, 85 anni, condannato all’ergastolo per concorso nel sequestro del figlio del pentito Santino Di Matteo, tra gli oltre trecento mafiosi scarcerati in questi ultimi giorni. Al detenuto, che stava scontando la pena nel carcere milanese di Opera, sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute.

Il fatto quotidiano 7 maggio 2020)

La BCE deve procedere: la Consulta tedesca non è onnipotente

La sentenza della Corte costituzionale tedesca, che accoglie nella sostanza il ricorso di alcuni esponenti della destra tedesca amici nazionalisti di Salvini e Meloni, rappresenta una presa di posizione netta e determinata della destra nazionalista tedesca. Nella sentenza si attaccano la Corte di giustizia europea e la Banca centrale europea. Da un lato si rivendica la superiorità delle norme tedesche rispetto a quelle comunitarie e, dall’altra, si attacca la BCE in nome di argomentazioni economiche assurde ma apparentemente finalizzate a tutelare gli interessi tedeschi. Non a caso il Quantitative easing di Draghi viene accusato di aver fatto scendere i tassi di interesse e quindi di aver abbassato la remunerazione dei risparmi dei Tedeschi. In pratica, la Corte costituzionale tedesca ritiene normale che il parlamento greco sia stato commissariato dalla troika o che i popoli europei possano essere affamati dalle politiche della UE. Ritiene però inaccettabile che, per mantenere la moneta unica, i cittadini tedeschi debbano vedere i loro risparmi remunerati meno di quanto desidererebbero. Innanzitutto, perché questa sentenza, inaspettata nella sua durezza? Perché una parte delle classi dirigenti tedesche non è per nulla contenta delle politiche della BCE. Sia quelle fatte da Mario Draghi negli anni scorsi, sia quelle preannunciate in queste settimane. Inoltre, questi signori temono che proprio il coronavirus porti nei fatti la BCE a svolgere quel ruolo di prestatore di ultima istanza che gli ordoliberisti non vogliono accettare per nessuna ragione. Questa sentenza, che è molto articolata e dettagliata, costituisce un fatto politico. Non è una sfuriata passeggera, ma la presa di posizione di una parte delle classi dirigenti tedesche; non sappiamo se concordata con Angela Merkel, ma certo destinata, nella trattativa in corso, a ridurne gli spazi contrattuali e a dare copertura alle posizioni oltranziste della Bundesbank. La sentenza di Karlsruhe entra a gamba tesa nella trattativa e la vuole condizionare segnando i confini della discussione sulla base dei presunti interessi della nazione tedesca.

(Paolo Ferrero 6 maggio il Fatto quotidiano).

Nuovo benefit? I vincenti e i perdenti dello smart-working

Dopo due mesi di quarantena è ormai chiaro: lo smart-working potrebbe essere un’opportunità per le aziende, perché permette di ridurre i costi fissi, di ridimensionare gli spazi di lavoro e di risparmiare sui costi di trasporto. I mercati sembrano credere a questa versione, come testimonia il prezzo delle azioni di Zoom. (N.d.r. Zoom è una società di servizi di teleconferenza). Il 18 marzo 2020 potrebbe diventare il simbolo di un passaggio cruciale per il futuro del lavoro: la capitalizzazione in borsa di Zoom ha temporaneamente superato quella di Uber, il colosso della videoconferenza e della conversazione virtuale supera quello del trasporto fisico.

(LK Matteo Paradisi maggio 2020)

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