L’Oasi felice UE

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Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 22 aprile 2020. Il 22 aprile 1984, negli Stati Uniti, annunciata la identificazione del virus che causa l’AIDS.

Il governo cinese pretende le scuse del Bild, ma il direttore del giornale tedesco contrattacca

Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto, tramite una lettera dell’ambasciata, che Bild porgesse le sue scuse per il trattamento riservato dal giornale tedesco al governo cinese. Immediata è arrivata la risposta del direttore del Bild, Julian Reichelt, ma non si è trattato di scuse. Tutt’altro. Reichelt ha articolato un attacco in 5 punti all’esecutivo cinese, accusandolo anche di essere responsabile della fuoriuscita del coronavirus da un laboratorio di Wuhan. “Gentile presidente Xi Jinping – ha detto il direttore del Bild in un video, nella traduzione riportata da TPI – la sua ambasciata a Berlino mi ha inviato una lettera aperta perché sul nostro giornale abbiamo chiesto se fosse giusto chiedere alla Cina di pagare per l’enorme danno economico che è stato causato dalla diffusione del coronavirus in tutto il mondo. Cortesemente, mi consenta di rispondere. Prima di tutto, lei governa con la sorveglianza e il controllo. Lei non sarebbe presidente senza la sorveglianza. Ha fatto chiudere tutti i giornali e siti Internet che si sono mostrati critici rispetto al suo operato, ma non le bancarelle dove vengono vendute le zuppe al pipistrello. Lei non controlla solo i suoi cittadini, ma li mette in pericolo, e con loro, il resto del mondo”. E ancora: “Secondo, la sorveglianza è una violazione della libertà. E una nazione che non è libera non può essere creativa, e una nazione che non è innovativa, non inventa nulla. Ecco perché ha trasformato la Cina nel più grande esperto di furto di proprietà intellettuale. La Cina si arricchisce con le invenzioni degli altri, invece che con le sue invenzioni. La ragione per cui in Cina non si inventa e non si innova, è che non permettete ai giovani del vostro paese di pensare liberamente. La cosa più grande che avete esportato, e che comunque nessuno voleva, è il coronavirus”. “Terzo: lei, il suo governo e i vostri scienziati sapevate da tempo che il coronavirus fosse altamente infettivo, ma avete lasciato il resto del mondo all’oscuro. I suoi esperti non hanno saputo rispondere, quando i ricercatori occidentali chiedevano cosa stesse accadendo a Wuhan, era troppo orgoglioso e nazionalista per ammettere la verità. Pensava si trattasse di una disgrazia nazionale e invece si è trasformata in un disastro globale”. “Quarto, il Washington Post riporta che i vostri laboratori a Wuhan hanno fatto ricerche sui coronavirus nei pipistrelli, ma senza mantenere i livelli di sicurezza elevati che sarebbero necessari. Perché i vostri laboratori tossici non sono così sicuri quanto invece lo sono le vostre carceri per i prigionieri politici? Potrebbe spiegarlo alle vedove in lutto, alle figlie e ai figli, mariti e genitori delle vittime di coronavirus in tutto il mondo?” “Quinto, nel suo Paese il popolo la sta mettendo in discussione, il suo potere sta crollando. Ha creato una Cina impenetrabile, non trasparente. Prima del Covid, la Cina era conosciuta come uno Stato sorvegliante, ora è uno Stato sorvegliante che ha infettato il mondo con una malattia mortale. Questa è la sua eredità politica. La sua ambasciata dice che non sono all’altezza della tradizionale amicizia fra i nostri popoli. Immagino che consideri una grande amicizia, quella in cui manda mascherine in giro per il mondo. Questa non è amicizia, la chiamerei imperialismo nascosto dietro un sorriso, un cavallo di Troia. Pianifica di rafforzare la Cina grazie ad una malattia che ha esportato. Non ci riuscirà: il coronavirus prima o poi sarà la sua fine politica”, conclude.

(Bild 20 aprile 2020)

UE –Berlino, deputati tedeschi manifestano a sostegno dell’Italia alla vigilia del Consiglio. Schulz: “L’Europa ha bisogno di titoli comuni”

“A trent’anni dall’unità tedesca, a settantacinque anni dalla fine della guerra, noi tedeschi non siamo semplicemente chiamati a mostrare solidarietà all’Europa, siamo obbligati a mostrarla”. Lo ha detto il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier in un discorso alla nazione trasmesso in TV. “No, questa pandemia non è una guerra. Non ci sono nazioni che si oppongono ad altre nazioni. Non ci sono soldati contro soldati. È un test di umanità“, ha continuato il presidente tedesco, che si è rivolto per la prima volta ai concittadini in un discorso televisivo, se si esclude quello natalizio.

( il fatto quotidiano 12 Aprile 2020)

Petrolio, cosa c’è realmente dietro il crollo del prezzo: le conseguenze per le piccole società e i vantaggi (pochi) per i consumatori

Ogni giorno si vendono e comprano per davvero un’ottantina di milioni di barili di petrolio. Me nelle stesse 24 ore, sui mercati, ne passano virtualmente di mano circa un miliardo. È un trucco reso possibile dai derivati, ossia contratti in cui ci si accorda per una consegna futura a un prezzo prestabilito. Se nel frattempo il valore scende sotto questo prezzo guadagna chi vende, viceversa guadagna chi compra. In realtà, però, questi contratti non si concludono mai con la consegna vera e propria. Si paga semplicemente la differenza, oppure si effettua quello che in gergo si chiama rollover. Vale a dire che il contratto che sta per scadere viene rinnovato con uno con scadenza più lontana.

Questo è il punto di partenza per capire quello che sta accadendo sui mercati e perché il petrolio abbia un prezzo sotto lo zero. Ieri, chi voleva disfarsi di un contratto in scadenza non ha trovato nessuno che volesse comprarlo. A questo punto, il possessore del contratto avrebbe dovuto ricevere per davvero tutto il petrolio acquistato con il derivato. Generalmente, però, chi fa queste operazioni non gestisce materialmente barili di petrolio e non ha gli spazi per immagazzinarlo. Si possono affittare, ma in questo momento c’è un grosso “ma”. I depositi di petrolio sono tutti pieni, a causa del crollo della domanda provocato dal blocco delle attività produttive. Una situazione particolarmente accentuata negli Stati Uniti, dove il deposito di Cushing in Oklahoma, noto come l’incrocio degli oleodotti mondiali, è ormai stracolmo. Quando la marea nera si ritira, trascina con sè tutto quanto ci galleggia sopra. A cominciare dalle compagnie petrolifere, che però hanno le spalle abbastanza larghe per reggere. Omissis.

Per i consumatori invece questa situazione può portare alcuni, limitati, vantaggi. Il primo è naturalmente il calo dei prezzi di benzina e gasolio. Ma non aspettiamoci meraviglie. Il prezzo della materia prima incide infatti appena per il 15-20% sul prezzo finale. Anche se il petrolio costasse zero (e in Europa non è così) il risparmio sui poco più di 1,4 euro che costa un litro di benzina sarebbe nell’ordine di 15/20 centesimi. Il resto di quello che paghiamo al distributore finisce infatti in tasse (il 69% del prezzo) e in costi di raffinazione, trasporto e distribuzione. Un beneficio dovrebbe però farsi sentire presto anche su bollette di luce e soprattutto gas. I prezzi del metano sono infatti da sempre collegati a quelli del greggio e la produzione di elettricità italiana deriva per circa la metà da centrali a gas.

(Marco del Corno. F.Q. 21 Aprile 2020)

Coronavirus: ipotesi meteo-pandemia da un nuovo studio della Federico II di Napoli. Di cosa si tratta

Omissis. Dal campione statistico analizzato dai ricercatori dell’Università del Maryland, appartenenti al Global Virus network, sarebbe emerso che il virus predilige temperature medie comprese tra i 5 e gli 11°C e nel livello di umidità relativa dal 47 al 49%. L’influenza della temperatura sulla distribuzione geografica del maggior numero di casi verrebbe confermato anche da uno studio più recente effettuato dall’Università Federico II di Napoli, secondo cui “la stagione invernale nella regione di Hubei sarebbe stata straordinariamente simile a quella delle province del Nord Italia di Milano, Brescia e Bergamo, dove la pandemia, tra febbraio e marzo, è stata devastante”. Per lo studio sono state prodotte specifiche cartine del mondo isotermiche, allo scopo di localizzare, mese per mese, le regioni del mondo con variazioni di temperatura simili tra loro. Secondo il Professore Nicola Scafetta, del dipartimento di Scienze della terra, autore dello studio, la zona isotermica che va dalla Cina Centrale verso l’Iran, la Turchia, il bacino del mediterraneo occidentale e quindi Italia, Spagna e Francia, fino agli Stati Uniti d’America, coincide con le regioni geografiche più colpite dalla pandemia nello stesso arco di tempo. Secondo questo modello sarebbe addirittura possibile fare una previsione sull’andamento futuro dell’epidemia. Secondo il Professor Scafetta, quando il clima diventerà caldo, la pandemia probabilmente peggiorerà nelle zone settentrionali (Regno Unito, Germania, Europa Orientale, Russia e Nord America), mentre migliorerà radicalmente nelle zone meridionali (Italia e Spagna). In ogni caso, in autunno, la pandemia potrebbe ritornare a colpire nuovamente le stesse zone. La zona tropicale e l’intero emisfero meridionale, tranne le zone più estreme, potrebbero scampare a una forte pandemia a causa del clima sufficientemente caldo durante l’intero anno. Gli stessi motivi meteorologici possono spiegare il perché l’Italia meridionale, un po’ più calda, è stata meno colpita dell’Italia settentrionale, che invece rientra nell’intervallo di temperatura meteorologica più critica.

(3Bmeteo 22 aprile 2020 di Carlo Migliore)

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