L’oasi felice UE

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Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste informazioni il 28/3/2020. Il 28 marzo del 1939 capitolati i repubblicani, si chiude la guerra civile in Spagna che in tre anni ha causato la morte di un milione e mezzo di morti. Prende il potere il “generalissimo” Francisco Franco.

Tutti gli errori nella lotta al virus.

Omissis. L’epidemia è dilagata così velocemente e con una violenza tanto inaspettata da travolgere l’intero sistema come uno tsunami di morte. Di sicuro, a guardare indietro, sono stati fatti numerosi errori che hanno contribuito a far dilagare il contagio. Nella comunità scientifica, soprattutto all’inizio, c’è stata molta confusione. Si è sbagliato a parlare a più voci. A chi, come il virologo Roberto Burioni, ha subito avvertito la gravità della situazione invitando il governo a misure restrittive per fermare la circolazione, si sono contrapposti medici che hanno minimizzato la situazione inducendo i cittadini a considerare Covid-19 una banale influenza. È il caso, per esempio, di Maria Rita Gismondo. A fine febbraio il direttore responsabile di Macrobiologia clinica, virologia e diagnostica bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, uno dei tre poli dove vengono mandati i tamponi da analizzare, se ne era uscita dicendo: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. A me sembra una follia”. Un mese dopo si è scoperto che in Italia il coronavirus ha una mortalità del 9%. E l’OMS ha dichiarato la pandemia. Perché non lasciare la parola all’Istituto superiore di sanità? Perché intraprendere un inutile “dibattito da bar” fatto da interviste, battibecchi social e titoli sensazionalistici sui quotidiani? Lo stesso dicasi per gli studi che hanno divulgato le più strambe teorie sul virus. Nello stesso errore è caduto il premier Giuseppe Conte che, nella gestione di questa emergenza, ha fatto più di un passo falso. Il governo, con i suoi continui decreti, non ha fatto altro che gettare il paese nell’incertezza. Eppure, i governatori di Regione e i sindaci dei Comuni più colpiti lo avevano subito avvertito che la situazione era fuori controllo e che servivano misure eccezionali. A bloccare il paese per evitare il diffondersi del contagio si è arrivati tardi: troppi step prima di decidere la “chiusura totale”, bozze trapelate prima che venissero varate, testi di leggi tenuti nascosti fino all’ultimo e poi una comunicazione disastrosa. Che senso ha avuto blindare il Nord Italia senza disporre i controlli nelle stazioni ferroviarie? Il risultato (ovvio) è stato una (prevedibile) fuga al sud con la conseguente diffusione della bomba anche in altre aree del paese. E ancora: che senso ha avuto presentare il decreto “Chiudi Italia” sabato sera, alle 23:30 passate, su Facebook? La misura è entrata in vigore solo oggi e c’era tutto il tempo per organizzare una presentazione più istituzionale. Tutti questi errori di comunicazione hanno agito, in modo negativo, sulle scelte di molti che se ne sono infischiati degli appelli a stare a casa. Al singolo è stato lasciato troppo margine di azione. Perché non chiudere tutto subito? Perché non dire, senza mezzi termini, che nessuno doveva andarsene a zonzo anche solo per far jogging al parco? Se fosse stata intrapresa questa strada, si sarebbero sicuramente evitate le corse disperate a fare la spesa. Nel fine settimana, in cui il governo se ne è uscito trasformando l’intera Lombardia in zona rossa, circolavano ovunque le fotografie degli scaffali svuotati come se il paese fosse entrato in guerra. In quelle ore, secondo un’inchiesta dell’Espresso, il supermercato che c’è alle porte di Nembro ha incassato oltre 800mila euro. In un solo giorno. Si può solo immaginare la ressa di persone che faceva la coda alle casse. Non si possono, infine, tralasciare le colpe dell’Unione europea. Come al solito non ha saputo dimostrarsi all’altezza della situazione. L’emergenza è dovuta “uscire” dal nostro paese per spingere i burocrati di Bruxelles a prendere in considerazione la situazione. In questo lasso di tempo abbiamo assistito a un epico strafalcione di Christine Lagarde, che ci è costato centinaia di miliardi di euro di capitali bruciati in borsa, ai soliti egoismi dei paesi membri (mascherine sequestrate in aeroporto, divieto di esportazione di macchinari per la respirazione assistita, tira e molla sulla possibilità di sforare il debito pubblico e così via) e al doppiopesismo della Commissione UE che ha messo da parte il Patto di stabilità solo quando la Germania ha fatto sapere che se ne sarebbe infischiata delle regole europee. Un film già visto, che però ora fa i conti con diverse migliaia di morti, una sanità in ginocchio e un’economia che rischia un crac ben peggiore di quello del 2008.

(il blog di Andrea  Indimi 23 marzo  2020)

Oltre 8mila le vittime. Lo scandalo dei test fasulli.

La cinica contabilità dei morti di Covid-19, puntuale arriva alle sei di sera per bocca di Fernando Simón, coordinatore dell’emergenza. Non succedeva da otto giorni, nelle ultime 24 ore i decessi sono 655 contro l’eccidio di ieri, 738 morti: il totale è 8.165. Per la prima volta i lutti diminuiscono, ma i contagi fanno paura: aumentano irrefrenabili, 8.578 in più in 24 ore per un totale di 56.188 casi. Poi arriva la notizia bomba: l’ambasciata cinese di Madrid ha avvertito su Twitter che la Spagna ha comprato 640mila test rapidi per il coronavirus da Bioeasy, una società francese che li produce senza la licenza di Pechino, e quindi non sono per nulla attendibili. Salvador Illa Roca, ministro della Sanità, si è materializzato immediatamente in videoconferenza stampa, negando di averli comprati dai francesi. Tuttavia, secondo El País, i tamponi acquistati dal governo stanno dimostrando una sensibilità molto bassa che inganna perché segna falsi negativi. Una task force di medici, che li ha esaminati, ha assicurato che non funzionano. Poi giunge la notizia che il dicastero della Sanità ha già restituito i test fasulli e ne ha acquistati da produttori con brevetti europei a marchio Ce. Simón ha assicurato che sono 9mila i test rapidi acquistati e poco sensibili, non 640mila. La loro sensibilità è molto bassa, del 30%, quando dovrebbe essere superiore all’80%. Se fossero usati, falserebbero tutti i report sanitari, producendo finti negativi che, invece, continuerebbero a contagiare. I medici consigliano i tamponi che utilizzano una tecnologia molecolare sicura al 95%, ma più lenta. Intanto, arriva la conferma della positività al contagio della vice premier Carmen Calvo, ricoverata martedì sera in una cinica privata di Madrid per una crisi respiratoria. Resta il mistero sulle sue condizioni di salute. Rimane sotto osservazione, positivo al secondo test, Santiago Abascal, 48 anni, leader del partito d’estrema destra Vox che il 5 marzo ha partecipato a una convention con 10 mila delegati. Muore a 98 anni per coronavirus la madre dell’ex premier spagnolo José Maria Aznar, Elvira Lopez.

(Roberto Pellegrino 27/3/2020 Il giornale)

Coronavirus, Mattarella all’Europa: “Tutti comprendano prima che sia tardi. Vecchi schemi fuori dalla realtà. Attendiamo presto azioni concrete del Consiglio UE”

Il quarto messaggio in poche settimane e il secondo rivolto all’Unione europea. “Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa“. Sergio Mattarella interviene di nuovo nel dibattito politico che si è acceso in UE sull’emergenza legata al coronavirus. E lo fa – tra le altre cose – rafforzando la linea espressa da Giuseppe Conte al Consiglio europeo di giovedì sera. Se l’ultima volta il capo dello Stato aveva affidato il suo pensiero in modo abbastanza irrituale a una breve nota, scritta per replicare all’uscita disastrosa di Cristine Lagarde, questa volta dal Quirinale arriva un messaggio del presidente indirizzato agli italiani. Un discorso lungo, quasi sette minuti e mezzo, per manifestare la vicinanza di Mattarella al paese quando ormai è trascorso più di un mese dall’inizio dell’emergenza. Ma il volto del presidente vicino ai cittadini è contenuto soprattutto in quei pochi secondi di fuorionda, pubblicati per sbaglio sull’account Youtube del Quirinale, in cui il capo dello Stato dice essenzialmente che neanche lui va dal barbiere. Errore o trovata comunicativa, il fuorionda ha avuto un duplice effetto: avvicinare ancora di più la figura del presidente al cittadino comune – entrambi hanno problemi quotidiani come appunto andare dal barbiere – e regalare qualche minuto d’ilarità al Paese in un periodo triste. Omissis

(Di FQ 27/3/2020)

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