L’oasi felice UE

Mar 20 • L'opinione, Prima Pagina • 236 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 16 marzo 2020. Il 16 marzo del 1921 il navigatore Ferdinando Magellano scopre le isole Filippine.

Un’incapace alla guida telecomandata dalla Bundesbank

C’è un’incapace al comando, la sua maglia è franco-tedesca e il suo nome è Christine Lagarde. Altro che rimpiangere Mario Draghi: perfino il pavido Jean-Claude Trichet, imbelle ai tempi del colera finanziario da mutui subprime, appare ora come un gigante. Con la frase tossica di giovedì («Lo spread non è compito nostro»), costata alla nostra Borsa 84 miliardi di euro, Madame ha completato il traghettamento: da reine de la gaffe, qual era quando appendeva il tailleur d’ordinanza Chanel e indossava i panni da Maria Antonietta per esortare i francesi all’uso del vélo (la bicicletta) contro i rincari della benzina, a megafono dell’altrui volontà. Perché solo immaginare che a una donna di 65 anni, per ben due mandati a capo del Fondo monetario internazionale e dopo trascorsi peraltro non memorabili alla guida del ministero francese dell’economia, possa sfuggire una cantonata, per quanto sesquipedale e imperdonabile in un momento delicatissimo come questo, significa aver capito poco o nulla di come girino ora le cose in quel di Francoforte. Una gaffe si può derubricare al rango di cazzata. Qui, invece, siamo alla scelta di campo, netta e inequivocabile: quella che ha portato la Lagarde a schierarsi dalla parte di Berlino. Al punto da riprendere pari pari, durante la tragica conferenza stampa dell’altroieri, le parole della tedesca Isabel Schnabel, colei che nel comitato esecutivo dell’Eurotower ha preso il posto della dimissionaria Sabine Lautenschläger, in aperto conflitto con le scelte di Draghi. Davanti al cumulo di macerie del made in Italy, Christine è stata costretta a metterci una (tardiva) pezza e ieri si è reso necessario l’intervento del capoeconomista della BCE, Philip Lane: «Siamo pronti – ha garantito – a fare di più». Ma la sostanza non cambia. C’è un preciso indirizzo della politica monetaria, e fa capo alla Bundesbank e ai suoi alleati. A tutti quelli, cioè, che vedono come fumo negli occhi un «whatever it takes 2.0», il bazooka contro l’emergenza. E che, nell’ora più buia, pensano di cavarsela con pannicelli caldi. Insomma: una BCE a immagine e somiglianza dell’UE, dove conta salvare Deutsche Bank e dove il pareggio di bilancio è un obbligo solo fin quando la Germania non annuncia «prestiti illimitati» (base d’asta 550 miliardi) per soccorrere cittadini e imprese. Per chi l’ha messa lì, la Lagarde è perfetta: malleabile come l’alluminio, morbida come il burro. Così è sempre stata fin da quando Nicholas Sarkozy la piazzò, nel 2007, all’Economia malgrado le sue carenze curriculari. Lei gliene fu eternamente grata: «Fai di me ciò che vuoi», scrisse in una lettera diventata celebre quanto quella scarlatta. Il poco che mastica d’economia, Christine l’ha imparato facendo l’avvocato d’affari alla Baker&McKenzie, uno degli studi legali più grandi al mondo. Le lacune, però, hanno continuato a pesare. Memorabile la profezia sgangherata dell’agosto 2007 («Il peggio della crisi è dietro di noi»), altrettanto inquietante l’alibi con cui esordì come capa dell’FMI al posto di Strauss-Kahn: «Ho uno squadra di economisti, ci penseranno loro». Così facendo, ha autorizzato la lobotomia finanziaria della Grecia. E confermando di essere insuperabile in una cosa: star sempre dalla parte dei più forti.

(Rodolfo Parietti Il giornale.it 3/20))

Migranti, l’Europa alla mercé di Erdogan, il “Ricattatore” di Ankara.

Il Sultano bussa a denari con la minaccia di riaprire il “rubinetto” della rotta balcanica “sommergendo” il Vecchio continente con milioni di profughi. Il “Gendarme” presenta il conto a Bruxelles. Bussa a denari, per l’ennesima volta. E per l’ennesima volta l’Europa apre i cordoni della borsa. Il ricatto ha funzionato di nuovo. Recep Tayyp Erdogan dà scacco a una Europa pavida, alle prese con il coronavirus e dunque più vulnerabile alla minaccia che viene da Ankara di riaprire il “rubinetto” della rotta balcanica “sommergendo” il Vecchio continente con milioni di profughi. Omissis. “I rifugiati sono la nuova arma del millennio. Vengono usati per portare avanti agende politiche dalle più disparate finalità – rimarca sul Fatto lo scrittore Shady Hamadi. Assomigliano a un flusso di acqua che viene lasciato andare quando si decide di aprire la diga, come ha fatto la Turchia. Erdogan, insieme a Putin e Assad, sono gli artefici materiali e morali di una grande catastrofe umanitaria che passa in secondo piano da troppo tempo. Omissis “L’ONU calcola in un milione, di cui 60% minori, i fuggitivi. La Turchia, per mettere pressione all’Europa e dirgli di “non indignarsi” – come se ci fosse un reale rischio! -, ha aperto le frontiere verso la Grecia. Così, oggi, proprio mentre leggi queste parole, chi ha inventato i diritti umani, ha deciso di sovvenzionare la Grecia con 700 milioni perché faccia da scudo all’Europa. Ma nessuno ha criticato questa scelta, anzi: quando Bruxelles, con le stesse identiche motivazioni, dava 6 miliardi alla Turchia tutti, invece, alzavano la voce. Sono due facce della stessa medaglia: ammettiamolo. Oggi come ieri ce ne vogliamo lavare le mani, come abbiamo sempre fatto. Con buona pace dei bambini siriani”.Omissis

(Umberto De giovannangeli Marzo 2020  Globalist sindication)

Mali, liberati Luca Tacchetto e la compagna Edith Blais: erano stati rapiti 15 mesi fa in Burkina Faso

Liberati dopo 15 mesi di prigionia. L’italiano Luca Tacchetto e Edith Blais, donna canadese del Quebec, rapiti in Burkina Faso, sono stati rilasciati nel vicino Mali. Contatti sono stati in corso dal mattino tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo omologo canadese Philippe Champagne. L’operazione è stata seguita anche dall’Unità di Crisi della Farnesina e ha coinvolto la missione dell’ONU in Mali Minusma (Missione delle Nazioni Unite in Mali). I due si troverebbero, in buone condizioni, e starebbero tornando a Bamako per poi far rientro in Italia.

(Il fatto quotidiano 14 marzo 2020)

Migranti, l’UE offre 2mila euro a chi è disposto a tornare a casa dalla Grecia. Paesi Bassi: “Minori non accompagnati? No, non li vogliamo”

Le isole greche nell’Egeo sono di nuovo al collasso. La decisione del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, di inviare decine di migliaia di rifugiati verso la Grecia riporta alla mente del governo di Atene l’emergenza del 2015, quando quasi 900mila persone entrarono nel Paese per raggiungere l’Europa. Così l’Unione europea ha deciso di intervenire in sostegno del Paese: dopo aver stanziato 700 milioni di euro per l’emergenza, il commissario europeo per gli Affari Interni, Ylva Johansson, ha annunciato che per un mese sarà data la possibilità ai migranti arrivati in Grecia prima del 1° gennaio 2020 di aderire al programma di rimpatri volontari, offrendo loro 2mila euro a testa per potersi reintegrare nel Paese d’origine. Ma mentre le istituzioni di Bruxelles, con il presidente del parlamento, David Sassoli, in testa, hanno annunciato di voler mettere in campo una strategia per le migliaia di minori non accompagnati imprigionati nei campi profughi greci, la ministra olandese per le Migrazioni, Ankie Broekers-Knol, ha avvertito: “Non accoglieremo i bambini”.

(Di Gianni Rosini 13 marzo 2020 Il fatto quotidiano)

Comments are closed.

« »