L’oasi felice UE

Gen 23 • L'opinione, Prima Pagina • 680 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 16 gennaio 2020. 22 anni fa nel 1998 è confermata l’ipotesi di ieri della NASA; a 77 anni John Glenn tornerà nello spazio per un esperimento sulle variazioni dei parametri vitali nello spazio con l’età; i dati attuali verranno confrontati con quelli della sua prima missione 36 anni fa.

Russia, si dimettono il premier Medvedev e tutti i ministri. Putin pronto a lasciare la presidenza nel 2024.

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev e il suo governo hanno rassegnato le dimissioni. Al suo posto, il presidente russo Vladimir Putin ha proposto il capo del servizio fiscale federale russo, Mikhail Mishustin. Una decisione che arriva inaspettata nel giorno in cui Putin, con mandato in scadenza nel 2024, ha proposto una riforma della Costituzione – dibattito in corso da mesi in Russia – per aumentare i poteri del parlamento e del governo, suggerendo in particolare che la modifica preveda che spetti al parlamento, e non più al presidente, la nomina di premier e membri del governo. E nel suo discorso alla nazione, tenuto davanti ai parlamentari a camere della Duma riunite, ha aperto di nuovo, come già fatto a fine dicembre, alla possibilità di eliminare il termine dei due mandati consecutivi e renderlo più stringente, a un massimo di due mandati. Eventualità che lo renderebbe non ricandidabile, anche se non si esclude che possa tornare a essere premier dopo il 2024, visto che ha ricoperto questa carica per un solo mandato dal 2008 al 2012. Medvedev, che resterà in carica fino alla formazione di un nuovo governo, sarà nominato da Putin vice nel Consiglio di sicurezza presidenziale. Omissis. Il presidente russo interviene anche sulla nuova tensione internazionale, in particolar modo sui fronti Iran e Libia, affermando che “i conflitti regionali in Medio Oriente potrebbero sfociare in una guerra globale.

(Il fatto quotidiano Leonardo Coen 15 Gennaio 2020)

L’8 febbraio ci saranno elezioni anticipate in Irlanda.

Ieri il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha chiesto al presidente della Repubblica irlandese di sciogliere il parlamento e convocare elezioni per sabato 8 febbraio. Si tratta di elezioni anticipate, indette per provare a ottenere più seggi, dato che il partito conservatore Fine Gael, di cui Varadkar è leader, guida un governo di minoranza.

Varadkar, che ha 40 anni ed è primo ministro dal giugno 2017, ha detto di aver scelto la data per permettere al paese di avere il nuovo governo entro il Consiglio europeo di marzo. Per la prima volta dopo più di un secolo si voterà di sabato. Omissis.

(Il Post 15 gennaio 2020)

Migranti, tribunale svizzero blocca espulsione in Italia di una nigeriana: “Verificare che DL Salvini garantiscano adeguata assistenza”. 

Un tribunale svizzero ha impedito l’espulsione in Italia di una richiedente asilo nigeriana perché non ci sono sufficienti garanzie, dopo l’attuazione dei decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini, sull’adeguata assistenza umanitaria e sanitaria. A riportarlo è l’agenzia Swissinfo che cita una sentenza del 17 dicembre che fa riferimento a un’altra decisione di un giudice, nel 2014, che fa giurisprudenza. Omissis.

(Il fatto quotidiano 14 Gennaio 2020).

Francia, Germania e Regno Unito hanno avviato il meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall’accordo sul nucleare iraniano.

Martedì, i governi di Francia, Germania e Regno Unito hanno annunciato con un comunicato congiunto di aver avviato il meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall’accordo sul nucleare iraniano, quello raggiunto nel 2015 per impedire la produzione di armi nucleari da parte dell’Iran e da cui gli Stati Uniti si erano ritirati nel 2018. Prima di prendere questa decisione, Francia, Germania e Regno Unito avevano chiesto al governo iraniano di ritirare quanto detto il 6 gennaio, cioè che sarebbe andato contro i limiti sull’arricchimento dell’uranio posti dall’accordo, ma ciò non è successo. Omissis

(Il Post 14 gennaio 2020)

I teenager delle famiglie reali europee: Leonor di Spagna.

Come crescono i giovani reali d’Europa! Sembra incredibile, per esempio, che la principessa Leonor di Spagna abbia già iniziato il suo iter ufficiale che la porterà, un giorno, a sedere sul trono a capo di una delle monarchie più importanti del Vecchio Continente. Il 18 ottobre 2019, infatti, la figlia del re Felipe VI e di Letizia ha presenziato al premio Principessa delle Asturie, tenendo il suo primo discorso ufficiale come ereditiera della Corona. Non solo: la ragazza, nonostante i suoi soli 14 anni, conosce molto bene diverse lingue oltre allo spagnolo e al catalano, come l’inglese, il francese, il basco, il galiziano e l’arabo.

Nel giro di poco tempo, Leonor è diventata una delle “altezze” più ricercate d’Europa e tutti i media si concentrano su di lei e sua sorella Sofia, ogni volta che accompagnano i loro genitori a un evento pubblico. Lo stesso vale per il resto dei piccoli principi e principesse delle corti europee: per tutti loro, è arrivata quella fase unica, talvolta difficile, ma indimenticabile dell’adolescenza e, insieme a essa, anche le grandi responsabilità di ogni buon futuro monarca. Gli obblighi di palazzo, i protocolli, le regole, gli appuntamenti e gli eventi si mescolano inevitabilmente alle prime uscite con gli amici e alle prime relazioni.

Leonor di Spagna, Christian di Danimarca, Caterina d’Olanda, Ingrid di Norvegia, Isabel del Belgio: ecco l’evoluzione di questi ragazzi e ragazze dal sangue blu, di cui abbiamo esaminato cambiamenti fisici, ma anche i loro gusti, hobby e segreti più nascosti. Per esempio, sapevi che la futura regina di Spagna è un’amante del teatro? Oppure che Ingrid di Norvegia è la madrina di una ricerca scientifica che studia i cambiamenti climatici? E, infine, che l’erede al trono d’Olanda, Caterina, ha dovuto affrontare episodi di cyber bullismo durante la sua infanzia da numerosi media a causa del suo peso?

(alfemminile.com 15 gennaio 2020)

Israele lancia l’allarme: l’Iran tra un anno potrebbe avere l’atomica.

L’Aman, il direttorato per l’intelligence militare di Israele, lancia l’allarme: l’Iran potrebbe, entro la fine dell’anno, avere abbastanza uranio arricchito per costruire una bomba atomica e tra due anni essere in grado di montarla su missili balistici.

La stima dei servizi segreti militari di Tel Aviv afferma, come riportato dal Jerusalem Post, che se Teheran continuerà il proprio programma atomico all’attuale rateo di sviluppo, sarà capace di produrre 1300 chilogrammi di uranio arricchito in bassa percentuale dai quali poter ottenere 25 chilogrammi di uranio altamente arricchito entro la fine del 2020.

( il Giornale Paolo Mauri 15 Gennaio 2020)

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