L’inquietante cartello della migrazione di massa

Giu 2 • L'opinione, Prima Pagina • 1429 Views • Commenti disabilitati su L’inquietante cartello della migrazione di massa

Patanegra

Porcherie

Lo leggiamo quotidianamente nei giornali: quasi ogni giorno centinaia, settimanalmente migliaia, mensilmente decine di migliaia e annualmente centinaia di migliaia di migranti, prevalentemente africani, riescono ad arrivare in Europa via Mediterraneo. Fra di loro non ci sono praticamente dei rifugiati. Perché non sono perseguitati e provengono da Stati non afflitti da disordini bellici o politici. Fuggono semplicemente dalla povertà. La rotta è arcinota: Stati africani – costa libica – gommone – nave della guardia costiera italiana (Frontex) o di organizzazioni assistenziali – coste italiane – centro d’accoglienza provvisorio – Italia del nord – Europa (spesso Svizzera). E lì rimangono praticamente vita natural durante, anche senza lo statuto di rifugiato e perlopiù senza alcuna chance di ottenere un lavoro, a spese della popolazione locale, grazie all’assistenza sociale.

Se questa sia un’evoluzione auspicabile, lascio il giudizio ai singoli lettori. Più interessante è invece la domanda a sapere perché le cose stanno così e perché non ci si può fare praticamente nulla. Che i migranti africani cerchino di fuggire dalla disoccupazione e dalla povertà nei propri paesi d’origine è comprensibile. Ma perché riesce loro così facile farlo? Ecco un tentativo di spiegazione.

A mio avviso, è così perché si è creato un inquietante cartello di diretti interessati, strettamente legati fra loro, che da questo flusso migratorio traggono immensi benefici. Sulla miseria dei migranti, questa sinistra alleanza ha costruito una gigantesca fonte di reddito e di potere che gli Stati non riescono ormai più a contrastare (anche ammesso che lo volessero veramente fare). Il tutto a spese della popolazione europea. Ma chi fa dunque parte di questo cartello?

  • Innanzitutto le organizzazioni nordafricane di passatori. Quest’ultimi vivono lussuosamente portando i migranti sulla costa libica e caricandoli poi su inaffidabili gommoni per la continuazione del viaggio verso l’Europa.
  • La guardia costiera italiana (Frontex), che carica i migranti dalla costa libica su natanti affidabili, portandoli sulle coste italiane.
  • Le organizzazioni assistenziali che fanno la stessa cosa.
  • La mafia italiana, che fa affari d’oro fornendo ai migranti assistenza e alloggio.
  • Ancora la mafia italiana che, con la sua propria organizzazione di passatori, porta i migranti nell’Italia settentrionale e, da lì, anche più a nord.
  • Certi buonisti come Lisa Bosia Mirra, che si sostituiscono alla mafia facendo passare illegalmente la frontiera svizzera ai migranti.
  • In Svizzera poi, una vera e propria gigantesca industria dell’asilo che, grazie alle sovvenzioni statali, vive lussuosamente dell’entrata, del soggiorno, dell’alloggio, dell’assistenza, della salute, delle procedure d’asilo, dell’integrazione, eccetera, degli immigranti. I membri di questo cartello, per i quali il disastro migratorio è diventato una ghiotta fonte esistenziale, perseguono innanzitutto i loro propri interessi. Ma affinché i conti tornino,coscienti o no (?), lavorano di fatto mano nella mano. Quantomeno è così per ciò che riguarda la mafia e i passatori. Ma non è nuovo neppure il più che fondato sospetto che, per esempio, certe organizzazioni assistenziali lavorino direttamente in collaborazione con delle bande di passatori libici o che siano addirittura state da queste finanziate. Il puntino sulla “i” al riguardo, è stato l’annuncio mediatico secondo cui la DSC del nostro Dipartimento federale degli affari esteri ha sponsorizzato con 250’000 franchi una discutibile organizzazione che prende i migranti dalle coste libiche per trasportarle attraverso il Mediterraneo. Fintanto che l’introduzione massiccia nel paese di migranti illegali non sarà considerata una benedizione bensì un reato, questo cartello della migrazione di massa dovrebbe essere trattato come un’associazione a delinquere e perseguito legalmente. Lo si fa? Si perseguono i complici di questa migrazione della miseria? In effetti, questo dovrebbero fare gli Stati europei, Svizzera inclusa. Ma non lo si vuole, né si è in grado di farlo, perché nel frattempo gli Stati stessi sono entrati a far parte del cartello. Troppi degli attori coinvolti, attivi legalmente e illegalmente, hanno legami con lo Stato o hanno già piazzato i loro rappresentanti nelle sale dei bottoni della politica migratoria nazionale. E se qualcuno osa contestare qualcosa, viene subito tacciato estremista populista di destra o – ancora peggio – di razzista.
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