L’antiterrorista climatico

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In questa rubrica pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore, una serie di interviste e articoli raccolti da Franco Battaglia nel libro «CO2 – Il Diavolo che non c’è».

Non c’è alcuna emergenza climatica. Parola di premio Nobel

John Clauser – Premio Nobel per la fisica 2022

Casella di testo: John ClauserClintel (Climate <intelligence) è la fondazione internazionale che ha lanciato nel 2019 la Dichiarazione mondiale sul clima (Wcd, cioè World climate declaration) inviata quello stesso anno al Segretario generale dell’ONU. Il messaggio centrale della Wcd è contenuto nel suo titolo: «Non c’è alcuna emergenza climatica». Il primo firmatario della Dochiarazione è Ivar Giaever, premio Nobel per la fisica 1973, seguito da oltre 1600 scienziati con credenziali sufficienti per comprendere la questione climatica e leggere in modo critico i Rapporti dell’Ipcc, il Comitato ONU deputato a studiare la responsabilità umana nei cambiamenti climatici: climatologi, geologi, fisici, geofisici, astrofisici, chimici, ecc. Sono scienziati appartenenti a decine di paesi del mondo, compresa l’Italia. Gli esponenti italiani di spicco sono i geologi professori Alberto Prestininzi e Uberto Crescenti (quest’ultimo è stato Magnifico rettore e anche fondatore e presidente della Società geologica italiana), Giuliano Panza, geofisico e accademico dei Lincei, e Franco Prodi, professore di Fisica dell’atmosfera, già direttore dell’omonimo istituto del Cnr.

Lo scorso 12 agosto 2023, John Clauser, vincitore del Premio Nobel per la fisica 2023, ha deciso di firmare la Dichiarazione mondiale sul clima di Clintel. Clauser, che è così il secondo premio Nobel a firmare la dichiarazione, ha preso pubblicamente le distanze dall’allarmismo climatico e quest’anno è entrato a far parte del Consiglio di amministrazione della CO2-Coalition, un think-tank che promuove presso politici e mezzi di comunicazione, l’importanza della CO2 per la vita sulla Terra e dei combustibili fossili per l’economia e il benessere dell’umanità.

Quando aderì alla CO2-Coalition, Clauser non perse l’occasione per denunciare la diffusa narrazione sul cambiamento climatico «che testimonia, all’interno del mondo scientifica e accademico, una pericolosa corruzione che minaccia l’economia mondiale e il benessere di miliardi di persone». In effetti, la scienza del clima si è trasformata in una pseudoscienza giornalistica di massa. A sua volta, la pseudoscienza è diventata un capro espiatorio per un’ampia varietà di altri mali, molti dei quali privi di qualsiasi correlazione con il clima. Questa narrazione è stata promossa e diffusa dagli interessi economici coinvolti a perseguire il miraggio della transizione energetica, da politici, giornalisti, agenzie governative e da ambientalisti. Non esiste alcuna crisi climatica, ma esiste invece – dice Clauser – «un problema molto reale, che è garantire uno standard di vita decente alla popolazione mondiale». Esiste, insomma, una crisi energetica che è inutilmente aggravata proprio dalla pretesa di governare il clima con politiche energetiche illusorie.

Lo scorso mese, in un discorso alla conferenza internazionale «Quantum Korea 2023», Clauser ha messo in guardia il pubblico dalla crescente quantità di pseudoscienza e disinformazione, e se l’è presa anche con la Fondazione Nobel che ha formato un nuovo gruppo di lavoro chiamato International panel on information environment (Comitato internazionale sull’ambiente dell’informazione), forgiandolo simile all’IPCC. «Ritengo che alla Fondazione Nobel stiano commettendo un grosso  errore perché, a mio parere – dice Clauser – l’Ipcc è una delle peggiori fonti di pericolosa disinformazione, perché non v’è alcuna emergenza climatica, né gli eventi meteorologici estremi sono causati dal cambiamento climatico.

È curioso come, a fronte di due, diciamo così, scuole di pensiero – quella che ritiene che i cambiamenti climatici siano causati dall’uomo e quella che li ritiene di origine naturale – i testimonial della prima siano persone come Greta Thunberg e i suo seguaci Gretini o quelli di Extinction Rebellion o, da noi, Ultima generazione, mentre i testimonial della seconda sono fior di fisici del campo delle scienze della Terra; eppure, i responsabili politici e i mezzi di comunicazione danno credito ai primi e non ai secondi. Ora, è vero che anche le fila della prima scuola di pensiero hanno rispettabili uomini di scienza, ma costoro hanno rifiutato ogni confronto. È per esempio questo il caso del nostro Giorgio Parisi, fiore all’occhiello e gran vanto della fisica italiana e sostenitore dell’origine antropica del cambiamento climatico: più volte Clintel-Italia, il ramo italiano della Fondazione Clintel, gli ha proposto un confronto, ma il premio Nobel si è sottratto.

Lo stesso accade a livello internazionale. Più volte è stato chiesto all’Ipcc di rispondere ad alcune obiezioni che emergono immediatamente dalla lettura dei suoi Rapporti, ma l’Ipcc ha ignorato ogni obiezione, finché la Fondazione Clintel s’è vista costretta a pubblicare un proprio Rapporto (titolato «The frozen climate views of the Ipcc», al momento solo in inglese, ma quanto prima anche in altre lingue, italiano compreso) con l’elenco delle obiezioni e le motivazioni del caso. Chissà se la presenza di scienziati di alto profilo, come Ivar Giaever, John Clauser e centinaia d’altri, smuoverà qualcosa. Alla fine, si possono ingannare tutti per poco tempo e qualcuno, forse, anche per sempre, ma non si possono ingannare tutti per sempre.

Testo del discorso tenuto il 27 giugno 2023 alla Conferenza «Quantum Korea 2023» da John Clauser (Premio Nobel per la Fisica 2022)

Mi è stato chiesto di dare un breve discorso che fosse di ispirazione per i giovani scienziati coreani. Non ero sicuro delle cose da dire, ma ecco qui quanto di meglio son riuscito a fare. Per la verità esso ha poco a che fare con la fisica quantistica ma, lo stesso, ecco alcuni miei pensieri che potrebbero essere d’ispirazione per i giovani scienziati.

È da molto tempo che sono un fisico sperimentale – in realtà lo sono stato per tutta la mia vita – e nel laboratorio di fisica ho avuto il privilegio di poter letteralmente parlare con Dio, anche se mi considero ateo. Perché è proprio in un laboratorio di fisica che io sono in grado di porre precise e matematicamente fondate domande e, in corrispondenza, ottenere risposte. Ho così letteralmente «osservato» delle verità universali. E l’ho fatto tramite accurate misurazioni dei fenomeni naturali.

È stato nel laboratorio di fisica che una volta ho risolto il dibattito tra Albert Einstein e Erwin Schrödinger, da una parte, e Niels Bohr e John Von Neumann, dall’altra. In laboratorio ho posto una semplice domanda e cioè quale di questi due gruppi avesse ragione e quale torto. Non conoscevo in anticipo la risposta che avrei ottenuto; sapevo solo che avrei potuto ottenere una risposta. E in essa ho così trovato la reale verità.

Sono convinto che la reale verità può essere trovata solo osservando attentamente i fenomeni naturali. La buona scienza si basa sempre su buoni esperimenti e le buone osservazioni prevalgono sempre sulle elucubrazioni della teoria. Naturalmente, gli esperimenti approssimativi sono controproducenti e forniscono disinformazione scientifica: ecco perché i bravi scienziati ripetono con molta attenzione gli esperimenti degli altri.

Per ispirare i giovani scienziati, suggerirei che oggi è un momento opportuno per una attenta osservazione della natura. Perché? Perché a me sembra che il mondo attuale è saturo, letteralmente inondato di pseudoscienza, di cattiva scienza, di disinformazione, di persone che chiamerò tecno-con. I tecno-con sono coloro che usano la disinformazione scientifica a fini opportunistici: sono burocrati. Politici. Direttori di laboratorio di nomina politica, e simili, sono sommersi dalla disinformazione scientifica e a volte la creano e l’alimentano.

Il mio obiettivo qui, ora, è solo cercare di ispirare voi giovani scienziati a osservare direttamente la natura, in modo che anche voi possiate determinare la reale verità e utilizzare le informazioni ottenute da esperimenti accuratamente eseguiti per fermare la diffusione degli abbagli, della disinformazione deliberata e dei tecnocon.

Gli scienziati intellettualmente onesti possono contribuire a risolvere i problemi del mondo agendo come dei fact-checker. Il problema più comune che un fact-checker deve risolvere è, purtroppo, determinare ciò che è vero e ciò che non lo è: il mondo è inondato dall’idea che la percezione individuale della verità sia una alternativa alla verità reale. Ma la verità percepita spesso differisce in modo significativo dalla verità reale. Inoltre, se la verità percepita è sufficientemente propagandata e pubblicizzata, essa finisce con il diventare la verità, riducendosi così a un qualunque oggetto di marketing di una impresa commerciale, comunemente utilizzato dai suoi  promotori per scopi politici, commerciali, o altri scopi opportunistici di vario genere. E quando la promozione è fatta da un governo o da gruppi politici, essa si chiama propaganda. Per questi opportunisti promotori, la verità percepita è verità: se si può vendere deve essere vera, se non si può vendere deve essere falsa.

La verità percepita è anche malleabile. Se si desidera venderla ma non si riesce a venderla, la soluzione è facile: si cambia la versione della verità o, se necessario, si possono portare a sostegno di essa osservazioni false. Il mio esempio preferito in proposito è la Chat-GPT: è molto brava a fare esattamente questo, perché ha memorizzato un sacco di pseudoscienze create, cosicché può mentire e imbrogliare  anche meglio degli stessi singoli uomini. Sfortunatamente, né i computer né i fact checker umani sono in grado di distinguere i fatti dalla finzione o la scienza dalla fantascienza o dalla pseudoscienza. Ehi, se l’astronave Enterprise di Star Trek può volare più veloce della luce, allora la cosa deve essere possibile, giusto? Tutto ciò che servirebbe sono cristalli di dilitio, giusto? Purtroppo no, non è giusto. È sbagliato. La vera verità non è malleabile e può scoprirsi solo facendo osservazioni accurate in laboratorio. Le ben collaudate leggi fisiche e i dati osservati sono la più importante guida  che consente di distinguere la verità reale dalla verità percepita.

Ora, io non sono l’unico a stare a notare la pericolosa proliferazione della pseudoscienza. Recentemente, se n’è accorta anche la Fondazione Nobel che, per affrontare il problema, ha formato un nuovo comitato di esperti, chiamato Ipie: «International panel on information environment» (Comitato internazionale sull’ambiente dell’informazione). L’intenzione della Fondazione è di prendere a modello l’Ipcc, l’International Panel on climate change delle Nazioni unite. Personalmente, ritengo che stiano commettendo un grosso errore in questo sforzo, perché a mio avviso l’Ipcc è una delle più pericolose fonti disinformazione.

E ora passo ad avanzare raccomandazioni che dovrebbero favorire questo nuovo comitato a raggiungere i propri obiettivi. In passato noi scienziati facevamo anche da revisori (referee) per gli articoli che ciascuno di noi proponeva di pubblicare nelle riviste scientifiche più quotate. Facevamo questo proprio per evitare la pubblicazione di abbagli e la proliferazione della disinformazione scientifica. Recentemente sembra che questo processo faccia cilecca, ma bisognerebbe dargli nuovo vigore. E siccome nel corso della mia carriera di scienziato mi è stato spesso chiesto di revisionare molti articoli di riviste scientifiche, qui offrirò alcuni consigli.

La prima cosa molto importante è che il vostro lavoro sia basato su attente osservazioni. Dovete sforzarvi di riconoscere quelli che io chiamerò «elefanti nella stanza», in bella vista… «nascosti». Dovete imparare a porre domande molto semplici. Per esempio, io stesso nella mia ricerca ho trovato un elefante nella stanza: ne parlerò alla mia conferenza sulla meccanica quantistica, come da programma. Un altro elefante nella stanza che ho recentemente scoperto riguarda il cambiamento climatico: sono convinto che non vi sia alcuna crisi da cambiamento climatico.

La verità vera può essere trovata se e solo se si impara a riconoscere e a usare la buona scienza; e questo è particolarmente vero quando la verità reale è politicamente scorretta e non appoggia i desideri dei leader politici o gli interessi e gli obiettivi di chi fa affari con la politica.

Anche la comunità scientifica può a volte farsi illudere dalla pseudoscienza. Ricordiamo che, se si vuole che la pseudoscienza passi per scienza vera, basta girarla a piacimento e farla diventare «vera». È importante, allora, che un revisore conosca e utilizzi una fisica che sia matematicamente fondata: un bravo scienziato deve saper derivare e risolvere le equazioni differenziali. Questa è stata la prima cosa che io stesso ho imparato da studente al Caltech. Seguite quindi l’insegnamento di Sir Isaac Newton, che ha scoperto che il mondo è governato da equazioni differenziali. È vero, ha dovuto inventare il calcolo infinitesimale per fare la sua scoperta, ma l’ha fatta.

Inoltre, un bravo revisore deve saper identificare correttamente i processi dominanti. Come punto di partenza, il modo migliore per farlo è saper effettuare stime dell’ordine di grandezza dei vari processi ipotizzabili. Uno degli esempi che posso fare riguarda il cambiamento climatico: credo che il processo dominante sia stato identificato con un errore di un fattore di 200. Ma se si sbaglia di un fattore 200 – o anche di un fattore 100 – allora il processo vero potrebbe essere troppo piccolo per essere importante. A volte capita che alcuni promuovano nuove idee che sono sbagliate per un fattore di un milione: costoro semplicemente non hanno fatto bene i loro calcoli. La cosa più patetica di tutte è che a volte questi non sanno neanche cosa serve per fare i calcoli corretti: è la loro mancanza di conoscenza scientifica a trasformare la scienza in pseudoscienza, utile poi a promuovere quelli che ho chiamato tecnocon, cioè obiettivi politici opportunistici. I tecnocon sono facilmente smascherati e identificati se si effettuano calcoli sui soli ordini di grandezza. È anche molto importante che un revisore applichi buoni metodi statistici basati sul calcolo e sul buon senso.

Ma fate attenzione: anche se state facendo della buona scienza, potreste imbattervi in aree politicamente scorrette. Ho diversi esempi che ora non ho il tempo di discutere, ma uno posso affermarlo con sicurezza: non esiste una vera crisi climatica e il cambiamento climatico non causa eventi meteorologici estremi. Grazie.

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