Lanciata l’iniziativa popolare sulla legittima difesa

Apr 3 • Dal Cantone, Prima Pagina • 1802 Views • Commenti disabilitati su Lanciata l’iniziativa popolare sulla legittima difesa

Guastafeste

Occorrono 7’000 firme entro fine maggio : aiutateci a raccoglierle!

 

Con la pubblicazione del testo nel Foglio ufficiale, ha preso ufficialmente avvio in Ticino l’iniziativa popolare (la sesta promossa dal Guastafeste) intitolata Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa”, la quale in sostanza chiede che lo Stato rimborsi tutti i costi legali alle persone che sono state assolte in procedimenti giudiziari connessi alla legittima difesa.

Dove si può firmare l’iniziativa

Il formulario per le firme potrà essere scaricato  dal sito www.ilguastafeste.ch. Chi  non possiede una stampante avrà diverse possibilità di sottoscrivere l’iniziativa, e più precisamente :

  1. Agli sportelli delle Cancellerie comunali di tutti i Comuni (dove i formulari dovrebbero essere esposti in bella vista o messi a disposizione su richiesta).

 

  1. Alla bancarella situata al mercato di Bellinzona (vis à vis dell’hotel Croce federale lungo Viale Stazione) e che, condizioni meteorologiche permettendo, dovrebbe essere in funzione dal 2 aprile al 7 o 14 maggio (solo al sabato).

 

  1. Alle bancarelle che dal 5 aprile e fin verso inizio maggio, meteo permettendo,  dovrebbero essere in funzione quasi tutti i giorni in Piazza Dante a Lugano e al Piazzale alla Valle a Mendrisio, nonché (ma solo saltuariamente ) in Via Ramogna a Locarno e davanti alla posta di Losone

I formulari sono da rispedire possibilmente entro il 5 maggio.

 

Un Super-Comitato interpartitico

 

Nel comitato interpartitico dell’iniziativa siedono 15 politici o ex-politici in rappresentanza di quasi tutti i partiti presenti sulla scena politica cantonale, fra cui (fatto assai raro per un’iniziativa cantonale) ben quattro consiglieri  nazionali, e più precisamente :

Giorgio Ghiringhelli, primo firmatario, fondatore del movimento politico Il Guastafeste

Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega dei ticinesi e municipale di Lugano

Marco Chiesa, consigliere nazionale dell’UDC

Roberta Pantani, consigliera nazionale della Lega dei ticinesi e municipale di Chiasso

Fabio Regazzi, consigliere nazionale del PPD

Iris Canonica, già deputata in Gran Consiglio 

Moreno Colombo, sindaco di Chiasso del PLR (fino al 10 aprile 2016)

Valerio De Giovanetti, già candidato al Gran Consiglio per i Verdi liberali

Aron D’Errico, candidato al Consiglio comunale di Locarno per la Lega dei ticinesi

Battista Ghiggia , già candidato al Consiglio degli Stati per la Lega dei ticinesi

Oviedo Marzorini, già deputato in Gran Consiglio per il PPD e presidente Federazione cantonale delle società di tiro

Mauro Minotti, deputato in Gran Consiglio per la Lega dei ticinesi

Edo Pellegrini, presidente della sezione ticinese dell’Unione democratica federale (UDF)

Alberto Siccardi, già candidato al Gran Consiglio per Area liberale e La Destra

Pietro Vanetti, già municipale di Losone per il movimento del Guastafeste

 

 

L’essenziale in breve

Le statistiche indicano che  negli ultimi 2-3 anni  il numero di furti e rapine in Svizzera é in diminuzione, ma in Ticino vi é molta preoccupazione per quelle bande di malviventi,  provenienti soprattutto dall’est, che  come accade con sempre maggior frequenza nelle regioni italiane appena al di là della frontiera,  non esitano a entrare con la forza nelle ville e negli appartamenti quando sono occupate dai loro abitanti, facendo uso della violenza per farsi consegnare gioielli e denaro o per farsi dare la combinazione della cassaforte. Tant’è vero che in quelle regioni anche la gente comune  ha cominciato a difendersi utilizzando le armi contro gli aggressori, e in taluni casi anche ferendoli o uccidendoli.

In Svizzera, questo fenomeno non ha raggiunto, per il momento, la preoccupante quotidianità in atto nella vicina repubblica, tuttavia è già apparso qualche sintomo che fa giustamente pensare che anche da noi, purtroppo, potrebbe in futuro svilupparsi ben oltre qualche caso isolato.

La difesa – più che legittima – della propria incolumità e proprietà ricorrendo a mezzi propri, dato l’evolversi della situazione, potrebbe così diventare prassi diffusa e, data la tendenza dimostrata finora dalla nostra “giustizia” a tenere in considerazione più gli interessi dei criminali di quelli delle vittime, è praticamente scontato che spesso, troppo spesso, la legittimità della difesa sarà oggetto di indagini e procedure della nostra magistratura.

Già c’è rischio tutt’altro che campato in aria di vedersi condannato per aver difeso la propria vita, incolumità e proprietà  in virtù del concetto di “eccesso di legittima difesa” (totalmente assurdo, perché o la difesa è legittima, e allora non può essere eccessiva, oppure è eccessiva  e quindi non può essere legittima) ma che poi, anche in caso di assoluzione uno debba sostenere le spese dell’avvocato e del Ministero pubblico, è semplicemente inaccettabile.

Tanto più che a garantire la sua sicurezza avrebbe dovuto essere lo Stato (in base all’art. 4 della Legge federale per la salvaguardia della sicurezza interna ogni singolo Cantone “è responsabile in primo luogo della sicurezza interna del proprio territorio” ).

L’iniziativa offre quindi un rimedio almeno parziale a una palese ingiustizia e invitiamo quindi il popolo ticinese a sottoscriverla.

 

Questo il testo dell’iniziativa

 

Legge sul rimborso spese  per procedimenti connessi alla legittima difesa

Art. 1

 Il Cantone ad ogni persona residente in Ticino che é stata assolta  o contro cui il procedimento nei suoi confronti è stato abbandonato da un’autorità penale svizzera per reati commessi in stato di legittima difesa, in stato di necessità o più in generale per essere stata indotta dalle circostanze a commettere un’azione per respingere un’aggressione ingiusta o la minaccia ingiusta di un’aggressione imminente fatta a sè o ad altri , rimborsa a tariffa piena l’integralità di tutte le spese procedurali, i disborsi e le spese per la difesa di fiducia  causati dalla procedura dinanzi alle autorità di perseguimento penale, alle autorità giudicanti penali, e al Tribunale federale, ivi comprese le procedure per i casi bagatellari e per i casi semplici.

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