La Svizzera ha bisogno di un’UDC forte

Apr 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 240 Views • Commenti disabilitati su La Svizzera ha bisogno di un’UDC forte

Intervento di Marco Chiesa all’assemblea dei delegati del 9 aprile a Coira

Desidero dare a tutti voi un caloroso benvenuto all’Assemblea dei delegati di UDC Svizzera. È sempre un grande piacere per me essere in vostra compagnia.

Ciò che invece non mi fa piacere, sono i media che, ancora una volta, attaccano il nostro partito. I giornalisti, sostenuti da politologi di sinistra, scrivono sempre le stesse cose: l’UDC ha simpatia per Vladimir Putin, l’UDC è in perdita di velocità, l’UDC non difende i temi giusti, l’UDC non ha un leader, ecc. Tutto questo è ovviamente falso: l’UDC è la forza politica principale nel nostro paese!

Permettetemi di illustrarvelo con i fatti: visito i cantoni e ho numerosi colloqui con tutte le nostre sezioni, da Ginevra a San Gallo, da Basilea a Lugano, e posso constatare di persona che i nostri temi di libertà e sicurezza non solo sono giusti, ma sono più attuali che mai! L’UDC è l’unico partito che è chiaramente impegnato per rafforzare l’esercito, per una maggiore produzione locale di derrate alimentari e per un approvvigionamento sicuro di elettricità.

Infatti, abbiamo ottenuto importanti successi dal 2019; abbiamo vinto le votazioni sul divieto del Burka, sulle iniziative agricole dannose e contro la drastica legge sul CO2. Il no alla legge di sinistra sul CO2 dimostra anche che la nostra lotta per una politica energetica sensata sta dando i suoi frutti. Il nostro impegno ha prodotto risultati anche nella politica Covid: la via svizzera, di cui tutto il mondo loda il pragmatismo, è stata possibile solo grazie alla resistenza dell’UDC. Per questo non abbiamo incontrato situazioni come quelle vissute da Germania, Francia o Italia.

Abbiamo avuto successo anche nelle elezioni nei cantoni Vallese e Friborgo, dove l’UDC è di nuovo rappresentata in governo. Spero che possiamo continuare su questa strada domani nel canton Vaud e il 15 maggio qui nei Grigioni; grazie ai nostri eccellenti candidati e all’alleanza delle forze di destra, questo è possibile.

Ma dove c’è luce, ci sono anche delle ombre: nelle elezioni cantonali abbiamo anche subito delle perdite. Ma, cari delegati, atteniamoci ai fatti! Rispetto a PS, PLR e Alleanza di centro, l’UDC ha perso meno seggi. Dalle elezioni del Consiglio nazionale 2019, abbiamo perso meno dell’1,1%, contro il 2,4% del PS, che è più del doppio di noi! Il PS ha infatti perso 45 seggi nei parlamenti cantonali! Nonostante questo, il PS rimane coccolato dai media di sinistra. Il PLR ha perso 28 seggi e non ne parliamo nemmeno! Lo stesso vale per l’Alleanza di centro, che ha perso 20 seggi. Abbiamo perso 22 seggi e siamo sotto il fuoco di fila dei media.

Cari amici, è ovvio che questo attacco all’UDC ha un solo scopo: dividerci. I nostri avversari vogliono che cambiamo le nostre politiche, che ci sottomettiamo ai discorsi mainstream della sinistra. Cari delegati di UDC Svizzera: non daremo certo loro questo piacere!

Rendiamo la Svizzera di nuovo sicura!

Il nostro profilo è sempre stato chiaro: siamo ancora un vero partito popolare. La «gauche caviar» del PS ha smesso da tempo di essere un partito dei lavoratori. È composta da accademici molto pagati e da persone presuntuose che non hanno contatto con la realtà e che perseguono una politica sradicata dal popolo, che non tiene conto dei veri problemi della popolazione. La guerra in Ucraina rende anche chiaro che la pace e la sicurezza non possono mai essere date per scontate. Eppure, negli ultimi decenni, la moscia e cieca maggioranza di centro-sinistra nel Consiglio federale e nel Parlamento ha realizzato «imprese» che nemmeno i più convinti sostenitori della sinistra antimilitarista avrebbero osato sognare. Il nostro esercito, un tempo temuto e ammirato, non è più in grado di garantire la sicurezza della Svizzera e del suo popolo.

Cara famiglia UDC, è un fatto che il nostro è l’unico partito che è sempre stato chiaramente impegnato nella sicurezza. Vogliamo che la Svizzera torni ad essere un paese sicuro, e per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno dei nuovi caccia F-35; dobbiamo acquistarli senza indugio. Abbiamo anche bisogno di rafforzare i nostri sistemi di difesa terra-aria, di avere carri armati operativi e di aumentare le dimensioni dell’esercito. Il bilancio della difesa deve quindi essere aumentato di almeno 2 miliardi di franchi, all’1% del PIL. Questo è il minimo indispensabile, dato che altri paesi spendono molto di più per la sicurezza.

Un’altra cosa: mi aspetto che un partito di governo difenda l’esercito, e quindi mi aspetto che il PS ritiri immediatamente la sua iniziativa contro gli aerei da combattimento!

 

Tutte le altre parti vedono la neutralità come una parola vuota di significato

La situazione è grave. Permettetemi di illustrare questo con la nozione di «neutralità armata». Quest’ultima è uno dei pilastri del nostro Stato e ci ha assicurato un’esistenza pacifica senza precedenti per secoli.

E oggi? Oggi, due elementi di questo importante principio del nostro Stato sono gravemente alterati. Non siamo sufficientemente armati e la Svizzera non è più veramente neutrale. Il Consiglio federale e tutti gli altri partiti, a parte l’UDC, vogliono che la Svizzera faccia parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU, il che è un disastro per il nostro paese. Infatti, questo potente organismo decide chi va in guerra e chi va in pace, così come l’uso delle sanzioni come arma di guerra. Nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prendere posizione è un dovere. La Svizzera non guadagna nulla diventandone membro, tranne la soddisfazione e la vanità dei nostri diplomatici.

Per gli altri partiti, la neutralità è ora solo una frase vuota. Lo vediamo chiaramente oggi con la crisi in Ucraina; stanno praticando una politica improvvisata, mentre in realtà stanno lavorando con le unghie e con i denti per distruggere la neutralità svizzera. Anche qui, la posizione dell’UDC è molto chiara: condanniamo fermamente la guerra di Vladimir Putin contro l’Ucraina. Questa cosiddetta «compiacenza» nei confronti del presidente russo è solo una perfida insinuazione dei media. Analizzare un conflitto non significa approvarlo.

Si tratta di un’aggressione brutale contro uno stato sovrano. Si deve porre fine alle sofferenze della popolazione e si devono tenere negoziati di pace. È quindi estremamente deplorevole che il Consiglio federale abbia ceduto alle pressioni internazionali e che la Svizzera non possa più utilizzare la sua neutralità per offrirsi come mediatrice.

Ci impegniamo per un approvvigionamento energetico sicuro e indipendente!

Care delegate e cari delegati, arrivo alla fine del mio discorso, che è interamente basato sui valori fondamentali di libertà e sicurezza dell’UDC. Una politica di sicurezza globale implica anche un tasso d’autosufficienza alimentare il più alto possibile; i nostri agricoltori vogliono produrre delle derrate alimentari, non contare le farfalle! La Svizzera non dece dipendere dalle importazioni di derrate alimentari.

Lo stesso vale per l’approvvigionamento energetico; la sinistra rossoverde non vuole più petrolio e gas, e allo stesso tempo vuole chiudere le centrali nucleari e impedire lo sviluppo delle centrali idroelettriche e dei parchi eolici, mediante ricorsi sistematici. Signore e signori, da dove dovrebbe venire la nostra elettricità? Dall’Unione europea? Gli Stati membri sono già oggi a corto di elettricità.

Già in gennaio abbiamo chiesto al Consiglio federale di nominare un responsabile dell’approvvigionamento elettrico, un «generale dell’elettricità», incaricato di sviluppare entro l’estate diverse soluzioni per garantire un approvvigionamento elettrico sicuro, indipendente e poco costoso in Svizzera. E cosa ha fatto la consigliera federale in carica, la socialista Simonetta Sommaruga? Ha proposto la costruzione di centrali a gas… tra gli applausi del PS! Tre settimane dopo, la guerra è scoppiata in Ucraina e lo stesso partito socialista che ha applaudito sta ora chiedendo un blocco delle importazioni di gas dalla Russia. Che politica da smidollati!

Questa cecità ambientale deve finire, altrimenti andiamo verso il disastro. Vi chiedo: se non noi, chi dovrebbe condurre questa lotta? A tutti coloro che criticano la nostra politica, dico chiaramente: continueremo la nostra battaglia!

Cari delegati, è chiaro che i valori fondamentali dell’UDC di «libertà» e «sicurezza» non sono mai stati così rilevanti. Il nostro partito è sulla strada giusta. La situazione mondiale ci dimostra che le politiche utopiche degli altri partiti hanno fallito.

La Svizzera ha bisogno di un’UDC forte e, per essere forte, l’UDC ha bisogno di membri motivati e impegnati. Combattiamo insieme per una Svizzera sicura e libera!

Conto su di VOI!

Grazie!

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