La statistica dell’asilo conferma il caos coltivato da Simonetta Sommaruga

Gen 30 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 1886 Views • Commenti disabilitati su La statistica dell’asilo conferma il caos coltivato da Simonetta Sommaruga

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La statistica dell’asilo 2014 conferma una volta di più che le autorità dell’asilo sotto la guida della consigliera federale Simonetta Sommaruga creano nuovi problemi invece di risolverli. Il forte aumento di domande provenienti dall’Eritrea e dallo Sri Lanka è particolarmente rivelatore. Mentre che Simonetta Sommaruga fa appello alla compassione della popolazione svizzera per i rifugiati della guerra in Siria, essa tace accuratamente il fatto che il numero di domande d’asilo di Eritrei è quasi due volte più elevato di quello dei Siriani. Ciò dimostra a qual punto la Svizzera è attrattiva per dei migranti di regioni nelle quali non c’è un conflitto acuto.  
6923 persone provenienti dall’Eritrea hanno depositato una domanda d’asilo nel 2014, ossia 4360 più dell’anno precedente (+170%), e ciò nonostante che popolo e cantoni abbiano chiaramente indicato, approvando nel giugno 2013 la revisione della legge sull’asilo, il loro rifiuto di accettare dei presunti obiettori di coscienza eritrei. Ma l’UDM e il Tribunale amministrativo federale eludono la volontà del sovrano non appellandosi più al criterio dell’obiezione di coscienza, ma considerando che il solo fatto di essere fuggiti illegalmente dal paese sia sufficiente per essere riconosciuto quale rifugiato. Si tratta di una compiacenza disastrosa nei confronti di bande criminali di passatori che continuano ad arricchirsi con questo traffico di esseri umani. Il tasso elevato di riconoscimento di richiedenti eritrei, ossia oltre il 52%, è sorprendente sapendo che, per i Siriani, è solo del 30%. Per ridurre la montagna di casi pendenti e truccare la statistica, i servizi della signora Sommaruga danno semplicemente lo statuto di rifugiato a queste persone. I cantoni e i comuni, che devono mettere a disposizione degli alloggi per queste persone, a lungo termine fanno le spese di questa deplorevole politica.

La stessa disfunzione appare nelle domande di provenienza dello Sri Lanka. La Svizzera riconosce più del 71% di questi richiedenti quali rifugiati, il numero di domande è quasi raddoppiato fra il 2013 e il 2014. Ecco un altro fatto di cui la consigliera federale non fa cenno.
La soluzione del problema sempre più grave posto dall’asilo passa unicamente attraverso una forte riduzione dell’attrattività della Svizzera, dalla concentrazione dell’aiuto sul posto nelle regioni di crisi, la trattazione più rapida delle domande non motivate e dei migranti economici, come pure tramite un’azione più ferma contro i richiedenti criminali e recalcitranti. Ma ciò esige della volontà politica, esattamente ciò che manca alla responsabile a livello governativo. Durante questo tempo, il numero di domande e i costi esplodono, il potere d’attrattività che la Svizzera esercita sui passatori e su chi abusa del diritto d’asilo aumenta e i richiedenti l’asilo criminali imperversano. L’UDC esige che si passi dalle parole ai fatti.
UDC Svizzera 

 

Berna, 22 gennaio 2015

 

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