La civica nei programmi scolastici trova il consenso del Gran Consiglio

Giu 2 • Dal Cantone, Prima Pagina • 801 Views • Commenti disabilitati su La civica nei programmi scolastici trova il consenso del Gran Consiglio

Dopo un iter non scevro di ostacoli, talvolta eretti all’unico scopo di contrastare un’iniziativa popolare sgradita a una parte dell’organico insegnante cantonale allergica a qualsivoglia critica, il testo di legge conforme alla volontà degli iniziati visti ha ottenuto la netta maggioranza dei deputati in Gran Consiglio. C’è voluto tempo – praticamente quattro anni dal deposito presso la Cancelleria cantonale di 10’462 firme valide il 3 giugno 2013 – e, soprattutto, c’è voluta la caparbietà di Alberto Siccardi (e dei suoi colleghi del comitato d’iniziativa ma, per dare a Cesare ciò che è di Cesare, è giusto sottolineare come il promotore e trascinatore sia stato lui). Costui, memore della buona fede (ma sarebbe più corretto dire ingenuità) dei Giovani Liberali Radicali che nel 2000 si erano lasciati convincere a ritirare un’iniziativa analoga a seguito dell’introduzione nella Legge sulla scuola dell’articolo 23a, di fatto rimasto però puramente declamatorio e di applicazione molto parziale, non ha esitato a contestare punto per punto tutte le obiezioni sollevate dalle parti avverse (Dipartimento educazione, esponenti del corpo insegnante, esponenti politici, eccetera), dapprima sulla ricevibilità dell’iniziativa, poi sui contenuti. Avvalendosi a questo scopo dell’opera di un avvocato dimostratosi di assoluto valore, ha dapprima potuto neutralizzare i tentativi di dichiarare irricevibile l’iniziativa e poi – ed è anche a questo imputabile una parte, ma solo una parte, del ritardo accumulatosi – rifiutare la conformità alla volontà degli iniziativisti dei disegni di legge più o meno edulcorati che gli venivano via via presentati dalla Commissione scolastica del Gran Consiglio. Il testo approvato dal Gran Consiglio, non fedele al 100% a quello dell’iniziativa ma ritenuto accettabile anche da parte degli iniziativisti, è un buon risultato, ma è ora importante restare vigili affinché venga anche fedelmente applicato. Ma ciò è automatico, non fosse che per la fatica che si è dovuta affrontare.

È comunque interessante come il dibattito (anche l’ultimo svoltosi in Gran Consiglio) abbia evidenziato una differenza basilare fra la destra e la sinistra (fra cui anche un paio di esponenti della sinistra moderata, ossia PLR e PPD). Per la prima, la civica – intesa come conoscenza del funzionamento dello Stato e delle sue strutture – quale materia d’insegnamento è essenziale. Per la sinistra (bontà loro) è sì da non trascurare, ma l’importante è la “educazione alla cittadinanza”, nel senso di sviluppare il senso critico nei confronti dell’autorità e della politica nei futuri cittadini. Non occorrono particolari doti psicologiche per intravedere il perché di questa posizione: visto che la posizione critica nei confronti delle autorità in un regime a maggioranza borghese è prevalentemente appannaggio della sinistra, ben venga una materia che, camuffata da “educazione alla cittadinanza”, permetta di orientare (fomentare?) il sentimento di ribellione innato nella maggior parte dei giovani. Ovviamente, a questa riserva non è soggetto l’insegnamento della civica in quanto semplice conoscenza dei meccanismi dello Stato e, appunto per questo, alla sinistra non ne potrebbe fregare di meno.

Sarà perciò estremamente importante che si vegli su chi insegnerà e con che modalità, non tanto la civica evidentemente, quanto la per il momento piuttosto fumosa “educazione alla cittadinanza”. Sarebbe il colmo se – alla faccia della neutralità dell’insegnamento – la scuola venisse ancora di più adibita a fucina di futuri politici rigorosamente sinistroidi. Ma oggi è giusto festeggiare, la legge è stata approvata, e quindi lasciamo nel cassetto qualsiasi processo alle intenzioni.

 

Qui sotto riportiamo il test di legge approvato dal Parlamento cantonale.

La Legge della scuola del 1° febbraio 1990 è modificata come segue:

Capitolo VI – Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia

Art. 23a

1Al fine di rendere i giovani coscienti dei fondamenti delle istituzioni politiche e civili ed educarli ai loro diritti e doveri di cittadini, nelle scuole medie, medie superiori e professionali sono promossi e assicurati l’insegnamento e lo studio della civica nonché l’educazione alla cittadinanza e alla democrazia.

2L’insegnamento della civica, dell’educazione alla cittadinanza e alla democrazia, che avviene con cadenza regolare quale materia a sé stante nella scuola media o nel quadro delle discipline previste dai piani di studio delle scuole postobbligatorie, secondo modalità modulari nelle scuole medie superiori, è obbligatorio e dispone di una dotazione oraria pari ad almeno due ore mensili. Alla materia o all’insegnamento viene attribuita una nota distinta, dove ciò non contrasta il diritto federale e intercantonale.

3I piani di studio, le modalità d’insegnamento e le relative valutazioni sono stabiliti dai regolamenti che disciplinano i singoli gradi e ordini di scuola.

4Il principio della neutralità dell’insegnamento deve essere garantito.

TITOLO XII – Disposizioni transitorie

Art. 98 – Valutazione dell’insegnamento della civica

A due anni dall’entrata in vigore delle modifiche di cui all’art. 23a della presente legge e alla scadenza di un ulteriore periodo di due anni, il Consiglio di Stato esegue una valutazione dell’insegnamento della civica e ne trasmette l’esito al Gran Consiglio.

II.

L’iniziativa popolare legislativa generica 27 marzo 2013 “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)” è accolta nel suddetto testo conforme.

III.

Salvo ritiro dell’iniziativa, il testo di legge di cui al punto I. è posto in votazione popolare con la raccomandazione, da parte del Gran Consiglio, di approvarlo.

IV.

La modifica di legge che precede, se accolta in votazione popolare o, in caso di ritiro dell’iniziativa, trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum, è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi ed entra immediatamente in vigore.

 

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