„Je suis Euro“

Gen 27 • L'opinione, Prima Pagina • 1593 Views • Commenti disabilitati su „Je suis Euro“

Un po‘ di umorismo

Un camion della Banca nazionale svizzera (BNS) sta viaggiando. Il bisonte da 40 tonnellate sta andando alla vicina cartiera, nella quale si fabbrica soprattutto carta da WC. Il carico è segretissimo. Ancora più segreto è l’impiego previsto. Si tratta dell’urgente riciclaggio di cartaccia senza valore in foglietti di carta formato banconota. I foglietti devono essere posti l’uno sull’altro (la carta da WC deve essere oggi almeno a doppio strato), poi allineati, incollati assieme, perforati a una distanza di 13,5 cm e trasformati in rotoli da 120 fogli, che serviranno poi a un igienico utilizzo nel localino più discreto delle mura domestiche. Il mago italiano del denaro, il presidente della Banca centrale europea (BCE) Mario Draghi, ha concordato che la sovrastampa dei foglietti rimanga in forma sbiancata. Guardando attentamente vi si legge ancora “Euro”.  

Poiché il sarcasmo è socialmente accettabile e la satira non ha apparentemente limiti – anzi, non deve assolutamente averne – ho osato inviare questo articolo così provocatorio.

Diventando un po’ più serio però, oso affermare che il capo della BNS Jordan ha agito in modo assolutamente giusto, togliendo finalmente il corso minimo del franco a Fr 1.20 nei confronti dell’Euro, corrigendo così il suo madornale errore del 2011: l’operazione della BNS ci è costata circa 100 miliardi di franchi. L’importazione diretta di Euro-carta da WC ci sarebbe costata decisamente meno. 

Una cosa bisogna riconoscere a Jordan e alla sua BNS. Adesso hanno enormemente ridotto (speriamo) l’immigrazione in massa delle finanze dallo spazio UE, evitando danni ancora peggiori. Politicamente, in materia di controllo dell’altrettanto problematica immigrazione in massa delle persone, siamo ancora distanti chilometri. Ma forse Consiglio federale e Parlamento impareranno qualcosa. La speranza è l’ultima a morire.

Divento però di nuovo molto serio, tornando a un’idea che ebbi già modo di esprimere anni fa in diversi articoli in questo stesso giornale. Perché non paghiamo i frontalieri UE in Euro? Sarebbe finalmente ora. Perché ad approfittare alla grande della decisione della BNS sono proprio i frontalieri. Guadagnano qui in franchi svizzeri cari e spendono il loro denaro all’estero in Euro a buon mercato.

Ma tornando al sarcasmo, se la BNS in futuro vorrà di nuovo legare il franco svizzero a una moneta estera senza valore, raccomando il dollaro dello Zimbabwe. Le nostre riserve nominali verrebbero rivalutate enormemente. Nell’immagine vedere una banconota dello Zimbabwe con un valore nominale di cento trilioni di dollari (la banconota è assolutamente autentica, ed è stata emessa nel 2008; l’ho comperata per Fr 5.30).

 

Ronco

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