Italia. Quali sono i governi possibili.

Mar 25 • L'opinione, Prima Pagina • 1214 Views • Commenti disabilitati su Italia. Quali sono i governi possibili.

Dr. Francesco Mendolia

(Oggi ho finito di scrivere questi appunti per l’Oasi felice UE ed è il 09 marzo 2018. Il 9 marzo 1961 nacque il cosmonauta sovietico Yury Alekseyevich Gagarin, il primo uomo a viaggiare nello spazio.)

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Centrodestra + responsabili.

Per raggiungere la maggioranza assoluta, al centrodestra mancano più di 50 seggi alla Camera e poco meno di 30 al Senato. È possibile che i seggi mancanti arrivino da singoli parlamentari o piccoli gruppi fuoriusciti da altri partiti, ma ne servono molti.

Centrodestra unito + centrosinistra unito.

I circa 80 parlamentari che servono al centrodestra tra Camera e Senato per arrivare alla maggioranza potrebbero arrivare direttamente da un accordo con il centrosinistra, invece che da singoli parlamentari in uscita dal PD.

Movimento 5 Stelle + Lega.

Sembra più probabile invece uno scenario in cui il Movimento 5 Stelle forma un governo e riceve in qualche maniera il supporto della Lega. Anche il Movimento 5 Stelle, infatti, non ha i numeri da solo per governare: gli mancherebbero poco meno di un centinaio di seggi alla Camera e una cinquantina al Senato.

Movimento 5 Stelle + PD + Liberi Eguali.

Un’altra possibilità è che il Movimento 5 Stelle raggiunga un accordo con le forze del centrosinistra, cioè PD e Liberi e Uguali. Questo scenario sembra però molto improbabile, almeno per il PD e almeno finché Renzi dovesse restarne segretario.

(POST 06/03/2018)

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Il Governo Monti

(N.d.R. Speriamo che non si decida per un governo tipo Monti)

È il peggiore governo assoluto nel “SuperIndice differenziale complessivo su andamento economia reale e conti pubblici dell’Italia rispetto all’Europa”, nonché in quattro indicatori (PIL, disoccupazione, produzione industriale, debito pubblico) e in un altro è tra i governi peggiori degli ultimi quindici anni (Inflazione), mentre sul deficit fa meglio della media storica, ma fa nettamente peggio degli anni precedenti. Nel complesso la Manovra Monti imperniata all’85% sulle tasse, ha letteralmente “distrutto” l’economia reale (ricchezza, lavoro, produzione), ha creato inflazione e sta ottenendo risultati fortemente negativi sul fronte delle finanze pubbliche rispetto al triennio precedente.

(Scenari politici.it by By GPG Imperatrice, 02/05/2013

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La spinta populista italiana a lasciare l’Eurozona sarebbe devastante per l’UE

L’Italia che lascia l’Unione europea e l’Eurozona sarebbe un “disastro” per il blocco, sia dal punto di vista politico che economico, in quanto potrebbe portare a una turbolenza nei mercati finanziari e alla partenza di più paesi, hanno affermato gli esperti.

Il risultato scioccante delle elezioni che si sono svolte in Italia domenica scorsa ha aperto la strada ai partiti populisti Lega e M5stelle, che hanno raccolto più del 50% dei voti. Entrambe le forze sono euroscettiche e in passato hanno promosso l’idea di spingere l’Italia fuori dall’UE e dalla zona euro. Gli esperti sostengono che la possibilità di un cosiddetto Italexit sarebbe devastante per l’UE, che vedrebbe un secondo paese che lascia i propri confini in meno di due anni. Omissis

(Express By Alice Scarsi published: Mar 9, 2018, Traduzione di F.Mendolia)

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I leader europei sperano che i loro paesi siano esclusi dalle tariffe di Trump

I leader europei sono cautamente ottimisti sul fatto che i loro paesi saranno esentati dalle tariffe dell’acciaio e dell’alluminio del presidente Trump.

I partner commerciali e gli alleati vicini hanno avvertito che le tariffe di Trump potrebbero ritorcersi contro, promettendo dazi sui prodotti americani – dal burro di arachidi al bourbon – in rappresaglia.

“Speriamo di ottenere la conferma che l’UE è esclusa da questo”, ha dichiarato la commissaria europea per il commercio, Cecilia Malmstrom, a responsabili politici, esperti e giornalisti durante un evento a Bruxelles.

Ha anche avvertito che se il problema non può essere risolto a livello bilaterale o attraverso l’Organizzazione Mondiale del Commercio, allora “dovremo proteggere il nostro settore con misure di riequilibrio”. Omissis

(NEW YORK DAILY NEWS Friday, March 9, 2018. Denis Lattery. Traduzione di F. Mendolia)

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Salvini apre: “Spero che il Pd sia disponibile a una via d’uscita”. Idem: “Governi con chi ha gli stessi programmi”

La ricetta di Matteo Salvini, però, è semplice: “O c’è un governo o la parola torna agli Italiani.” “Qualcuno ha l’ansia da prestazione. Io vado al governo solo e soltanto se posso rispettare il programma“

Dal Pd post Renzi? “Ormai è diviso in categorie dello spirito e non si sa con chi parlare” ha detto Salvini, sottolineando di non pensare a “maggioranze politiche che abbiano il Pd alleato del centrodestra”. No ad accordi organici, quindi. Diverso il discorso su un eventuale appoggio esterno sui temi: “Spero siano a disposizione per dare una via d’uscita al paese, a prescindere da chi uscirà dalle primarie“. Il capogruppo Pd Ettore Rosato, che poi ha citato direttamente il Carroccio: “La Lega non si nasconda dietro a pretesti e costruisca le condizioni per un governo con chi ha i suoi stessi programmi e toni”.

(09/03/2018 di F.Q. Il fatto quotidiano)

La Commissione ammette l’esistenza di paradisi fiscali interni all’UE

L’esecutivo comunitario guidato da Jean-Claude Juncker si sveglia dal torpore e scopre che in Europa esistono paradisi fiscali che falsano la concorrenza e sottraggono risorse preziose al fisco dei paesi “diligenti”. La Commissione europea ha quindi individuato la sua lista a pochi giorni dal voto sulla cosiddetta CCCTB, ovvero la “base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società” con cui si vorrebbero tassare in modo uniforme le furbe multinazionali che evadono o eludono. Gli Stati membri in questione sono: Belgio, Cipro, Malta, Ungheria, Olanda, Lussemburgo e Irlanda. Omissis. Purtroppo, nel progetto, la stessa Commissione europea ha inserito delle scappatoie: innanzitutto si applicherà solo al 10% delle multinazionali (quelle che superano la soglia dei 750 milioni di Euro di fatturato) e solamente entro 7 anni a tutte le imprese (incluse le PMI); l’approccio in due fasi potrebbe non portare mai al consolidamento della base comune e questo potrebbe creare nuove opportunità di elusione; inoltre, non risolve il problema dell’elusione fiscale delle multinazionali, perché queste potranno continuare a trasferire profitti fuori dall’UE; e, in ultimo, viene introdotto un fondo di compensazione per compensare le eventuali perdite di alcuni paesi a carico dei paesi che registreranno maggiori entrate a seguito della riforma, dato che i paesi in perdita sarebbero probabilmente paradisi fiscali.

Noi proporremo un emendamento per abbassare la soglia da 750 milioni di Euro di fatturato a 50 milioni. In modo che, fin da subito, la maggior parte delle multinazionali sia soggetta alla CCCTB (N.d.R. La base imponibile comune -Common consolidated corporate tax base o Ccctb – è un insieme di norme che le società che operano all’interno dell’Unione europea potranno utilizzare per calcolare i loro profitti tassabili). Vedremo cosa accadrà nella plenaria di Strasburgo che si terrà settimana prossima, anche se la palla passerà in ogni caso al Consiglio, dove si riuniscono e decidono gli Stati membri (e dove siedono anche gli stessi “paradisi fiscali” individuati nell’UE). Dove servirebbe che finalmente l’Italia, uno dei Paesi più penalizzati da queste pratiche, faccia sentire la sua voce in modo più autorevole.

(Pubblicato Giovedì 8 Mar 2018 da Gruppo EFDD, parlamento europeo M5stelle, di Marco Valli)

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