Iniziativa anti-nucleare: e se il popolo semplicemente non fosse a favore dell’abbandono del nucleare?

Dic 3 • L'opinione, Prima Pagina • 1326 Views • Commenti disabilitati su Iniziativa anti-nucleare: e se il popolo semplicemente non fosse a favore dell’abbandono del nucleare?

Mellini

Dopo ogni votazione popolare, ci si dà un gran daffare – specialmente fra i perdenti, per giustificare il loro fallimento, ma anche fra i vincenti che vogliono celebrare il proprio successo – a “interpretare” il voto. Ovviamente, a seconda dell’esito uscito dalle urne, il popolo “ha capito” oppure “non  ha capito” l’importante (?) posta in gioco. Si tratta, naturalmente, di illazioni – pardon, interpretazioni – del tutto gratuite e senza alcuna base più o meno logica a supporto, dato che nessuno è in grado di dire perché uno ha votato in un modo invece che in quell’altro. Infatti, più ancora che supponente, è stupido pensare che migliaia e migliaia di persone abbiano votato SÌ, rispettivamente NO, motivate dalle stesse ragioni. Quest’ultime – al di là del forzatamente lapidario SÌ oppure NO – possono essere, e verosimilmente sono, molto variegate.

Ho sentito i perdenti – sempre loro – ma anche qualcuno del fronte del NO, affermare che chi ha votato contro l’iniziativa verde è comunque a favore dell’uscita dal nucleare, pur non concordando con la tempistica proposta dall’iniziativa. “Il popolo svizzero è comunque a favore dell’abbandono del nucleare”, è stato detto e ripetuto prima, durante e, nonostante il risultato, anche dopo la votazione del 27 novembre 2016. Scusate, ma su che base fondate tale affermazione? Sul fatto che il NO di domenica sarebbe solo un dissenso dalla tempistica dello smantellamento delle centrali nucleari, ma non dallo smantellamento stesso? Ma a me risulta che la decisione di abbandono del nucleare del 2011 sia stata decisa solo a livello parlamentare, e il fatto che non sia stato lanciato un referendum non significa che, se interpellato, il popolo l’approverebbe. Forse sì o forse no, ma intanto, tutte le votazioni tenutesi su questo tema dal 1979 a oggi dimostrerebbero il contrario: su sei votazioni (salvo errore), cinque furono bocciate e l’unica accettata nel 1990 – la moratoria di 10 anni per la costruzione di nuove centrali nucleari – non fu confermata 10 anni dopo e non è più in vigore. Quindi, se il popolo svizzero sia davvero contrario all’atomo quale fonte d’energia, lo sapremo solo quando l’anno prossimo (non dubito che il referendum avrà successo) saremo chiamati a votare Strategia energetica 2050. E anche lì, non è detto che la posizione popolare sarà a favore o contraria al principio dell’energia nucleare: per molti, infatti, il motivo del NO potrebbe essere l’eccessivo costo dell’operazione o le altrettanto eccessive restrizioni in materia di consumi che l’intero pacchetto di misure contiene. O qualunque altra. Una cosa è comunque emersa la scorsa settimana, un fattore sul quale il fronte del NO ha puntato apparentemente con successo: vista la decisione di abbandono del nucleare già presa dal parlamento nel 2011, che trova una proposta di applicazione in Strategia energetica 2050, l’iniziativa lanciata nel 2012 era perlomeno una forzatura superflua.

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