In UE dal 1.7.2013: la CROAZIA

Lug 16 • L'opinione • 1706 Views • Commenti disabilitati su In UE dal 1.7.2013: la CROAZIA

Dr. Gianfranco Soldati Presidente onorario UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

Napolitano, un solo giorno dopo il suo 88esimo compleanno, nel pieno possesso dell’indispensabile vigore fisico e mentale, festeggia a Zagabria con gli amici croati l’avvenimento di domani: l’ingresso della Croazia nella sempre più grande e impotente UE, sommersa da una montagna di debiti  che la pongono al livello di due altre “grandi potenze” mondiali, USA e Giappone. Io, in perenne vacanza da un paio d’anni, al momento in Istria, a Rovigno, in pieno possesso di 9 anni in meno di Napolitano e di meno vigore, mi limito ad una modesta presenza sulla piazza principale della cittadina in cui soggiorno. Ascolterò gli interventi di un parlamentare e del sindaco, in croato e italiano. A Zagabria, in omaggio a Napolitano, tutta la variegata cartellonistica di entusiastica propaganda è, oltre che in croato, in inglese, tedesco e francese. Di italiano neppure una traccia, e di greco (“toca fer”) neppure. Regalo di battesimo dell’UE alla Croazia: 13,5 mrd di euro, regolarmente e legalmente stampati su carta, inesistenti nel mondo dell’economia reale.

L’UDC-SVP nazionale avverte in un comunicato ufficiale: in Croazia disoccupazione giovanile attualmente al 51,8%, il paese è probabilmente destinato a diventare la nuova Grecia dei prossimi anni. Consiglio federale e commissioni affari esteri del Nazionale e degli Stati hanno già dato luce verde alla libera circolazione dei cittadini croati, per i primi anni con qualche misura di contenimento. In Svizzera attualmente abitano (cifre arrotondate) 30’000 cittadini croati e 15’000 naturalizzati (tutti o quasi tutti doppi passaporti, la massima trovata della stupidità umana). Quanta sia la potenzialità di “risucchio” di queste 45’000 persone sui loro concittadini, dalla disoccupazione in patria alla sicurezza e generosità dello stato sociale svizzero, non lo sanno né CF né le due commissioni affari esteri. Ognuno è libero di formulare le proprie ipotesi. Io penso che ci sarà risucchio in abbondanza.

Prossimi candidati all’adesione all’UE, che così diventerà sempre più grande e sempre più impotente, sono Turchia, Serbia, Macedonia, Montenegro e Islanda, messe in ordine decrescente di “potenzialità di risucchio”. In Svizzera i serbi sono adesso 89’000, i serbi naturalizzati 80’000. Perché non proporre loro l’adesione come 27esimo cantone “extra muros” alla Confederazione, per poi aderire assieme e contemporaneamente all’UE? Sarebbe un gesto di purificazione dell’immagine svizzera all’estero che ci guadagnerebbe simpatia e gratitudine in tutto il mondo, Tasmania e Zimbabwe compresi.

Non contenti dell’attrazione che suscitano sui candidati all’adesione, i potenti di Bruxelles hanno già individuato 3 “potenziali candidati”: Albania, Bosnia-Erzegovina, Kossowo. Non dubito minimamente del fatto che ben presto vedremo i loro cittadini in libera circolazione: una parte (diciamo un 0,1%) in Grecia, un 9,9% in Germania, il resto subito a nord e a sud del Gottardo.

L’UDC-SVP nazionale si ritroverà sola a protestare. Delle sinistre, rosse o verdi che siano, non parlo, loro hanno come scopo di vita la salvezza del mondo intero. Parlo invece dei sostenitori ancora legati al cordone ombelicale dei partiti storici borghesi che la pensano come il sottoscritto e che mandano a Berna persone che propugnano esattamente il contrario.

Nel 1980 i mussulmani (molti pacifici, qualcuno fanatico e fondamentalista) in Svizzera erano 60’000, adesso sono oltre 400’000, sempre che le mie informazioni siano corrette. Verso il 2050, che non è poi così lontano come potrebbe sembrare, vista la diversa prolificità rischiano di diventar maggioranza. Nelle democrazie, e spero che la Svizzera resti tale, le maggioranze comandano. A quel momento saranno loro a decidere cosa dobbiamo fare in casa nostra. Magari emigrare, non dico dove, ma lo penso.

 

Gianfranco Soldati

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