In Svizzera, Kunta Kinte e Zio Tom vivrebbero benissimo!

Giu 12 • L'opinione, Prima Pagina • 276 Views • Commenti disabilitati su In Svizzera, Kunta Kinte e Zio Tom vivrebbero benissimo!

Kunta Kinte, il protagonista del celebre romanzo di Alex Haley e lo zio Tom di Harriet Beecher Stowe, da noi potrebbero vivere benissimo, senza problemi! Sicuramente si meraviglierebbero al solo sentir parlare di razzismo, soprattutto di fronte a certe cifre che sono fattuali!

Da noi vivono qualcosa come due milioni di stranieri, senza contare i rifugiati, o presunti tali, che vengono accolti ogni anno. Eppure, un giorno sì e l’altro pure, si continua con la manfrina del razzismo! Si organizzano manifestazioni di protesta, arrivando persino a dire che l’UDC e la LEGA, sono i fomentatori di questa, citiamo la Treccani: «concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la “purezza” e il predominio della “razza superiore” ».

Ma dove, ma quando? Insomma:  non ci pare – e lo abbiamo già scritto in passato – che questo paese applichi la segregazione razziale, l’apartheid, altrimenti non si spiegherebbe ciò che comunica, ad esempio, la Segreteria di Stato della migrazione la quale, nello scorso mese di aprile, ha evaso 1309 domande d’asilo in prima istanza: 158 con decisione di non entrata nel merito (di cui 126 in virtù dell’accordo di Dublino), 381 con la concessione dell’asilo e 432 con l’ammissione provvisoria. Le domande in sospeso in prima istanza sono 6098. E questo sarebbe razzismo? Ma per favore!

Sinceramente, ne abbiamo le tasche piene e non solo, di sentir parlare di discriminazione e di intolleranza nei confronti di coloro che generosamente ospitiamo. Molte di queste persone, da noi hanno trovato lavoro; quello che nei loro paesi di origine non si trova! Quelli che dicono di scappare dalle guerre –  o presunte tali – da noi hanno trovato rifugio e assistenza e non ci pare che se la passino male, anzi! Guardiamoci attorno: possono circolare liberamente, si vestono con capi d’abbigliamento che molti Svizzeri, di questi tempi, non si possono permettere! Senza contare i cellulari di ultima generazione di cui sono dotati e forniti loro generosamente da Mamma Elvezia, e che usano a getto continuo! Chi paga loro tutto questo, quanto ci costa cotanta generosità, spesso mal ripagata? Noi beceri razzisti!

Poi, come se tutto questo “razzismo” dilagante non bastasse, a coloro che “scappano dalle guerre”, permettiamo pure di tornarsene a fare le vacanze nei paesi dai quali sono fuggiti “perché la loro vita era in serio pericolo”! Gli Eritrei, come ben sappiamo, insegnano! Siamo razzisti? Sicuramente NO! Ma ingenui boccaloni di certo SÌ!

Oltre alle accuse “nostrane”, lanciate da noti ambienti “impegnati”, i quali con l’accoglienza indiscriminata si fanno gli zebedei d’oro, ci mancava pure l’ONU (organizzazione perfettamente inutile) che di tanto in tanto si permette di bacchettarci sulle dita accusandoci, citiamo: di applicare la tortura, di non rispettare i diritti umanitari, criticando le modalità di rinvio (?) degli stranieri  (forse quelli che delinquono e stanno sempre qui?) e le violenze della polizia nelle prigioni (sic!!!). Insomma, un paese da incubo, dove viverci equivale a rischiare la vita non appena esci di casa! Eppure, gli stranieri che ospitiamo e naturalizziamo à gogo, qui sono e qui vogliono fortemente rimanere! Chissà perché?

L’ipotizzare – checché ne dicano gli “amici” umanitari per mestiere – che in Svizzera ci siano etnie vittime di discriminazioni e persecuzioni, sono accuse che questo paese non si merita! Come non si merita certi personaggio, e media a “gestione familiare”, affetti da sinistrorsa, demagogica, conclamata patologia!

Comments are closed.

« »